Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 14:30
Attualità
Gerico 'studia' il lavoro nero
Con l'emersione si regolarizza il futuro e si bloccano gli accertamenti per il passato
Gerico e la produttività per addetto.
Gerico, il software applicativo degli studi di settore, è in grado di portare alla luce eventuali anomalie nei conti aziendali dovute all'utilizzo di lavoro nero. L'adesione al programma di emersione previsto dalla recente legge 383/2001 diventa perciò un rimedio opportuno per questa tipologia di contribuente al fine di ottenere, con costi fiscali contenuti, due risultati utili: mettere una pietra sul passato e aggiustare le cose per il futuro.
Soprattutto nei confronti della vasta platea di attività commerciali ed artigianali, infatti, una delle spie più frequenti evidenziate da Gerico è data da una possibile incoerenza relativa al valore della cosiddetta "produttività per addetto". La segnalazione di tale anomalia sta infatti a significare che molto probabilmente il contribuente avrà occupato lavoratori "in nero". E, precisamente, si è di fronte a un difetto di questa portata quando il programma segnala un valore dell'indicatore al di sopra della media di settore. Si faccia il caso di un verduraio che dichiara 400 milioni di ricavo annuo senza contabilizzare né lavoratori dipendenti, né collaboratori familiari (o altre figure similari). E' evidente che in questa situazione è assai probabile che ci si trovi di fronte a un caso di lavoro nero, dato che la quasi totalità dei verdurai appartenenti allo stesso cluster, e che sono totalmente privi di collaboratori, hanno dimostrato (statisticamente) di "reggere" fasce di ricavi di molto inferiori, e comunque entro la soglia massima dei 318 milioni di lire.
Solitamente, inoltre, quando tra le pieghe della contabilità viene fuori una contraddizione del genere, non è possibile che il difetto si esaurisca in una sola annualità, essendo inevitabile il suo ripetersi a tempo indeterminato, per tutti gli anni a venire. Fino a che l'interessato non provvede a rimuovere le ragioni strutturali dell'incoerenza. Ciò che comporterebbe, in alternativa, ridurre i ricavi annui entro la soglia di "normalità" o portare allo scoperto i lavoratori a nero (cioè, registrandone il costo in contabilità).
I vantaggi dell'emersione.
Per i contribuenti che fino a oggi hanno tenuto lavoratori non in regola, pertanto, l'adesione al programma di emersione assume il duplice significato di proiettare l'impresa - per le annualità future - verso il recupero di un responso di coerenza, rispetto al valore della produttività per addetto. E nel contempo, per il passato, di assicurarsi la preclusione da parte del Fisco a emettere eventuali accertamenti in base agli studi di settore.
La dichiarazione di emersione, infatti, se utilizzata per concordare anche il pregresso, potrà funzionare come misura idonea a neutralizzare gli effetti derivanti dal responso negativo di Gerico in termini non solo di congruità, ma anche di coerenza.
Poiché, inoltre, presupposto per accedere al programma di emersione è l'incremento del reddito imponibile rispetto all'annualità precedente, il contribuente, aumentando in ipotesi i ricavi futuri (e pagando, quindi, per il primo triennio agevolabile, un'imposizione "scontata" del reddito incrementale, per via della tassazione separata ad aliquota ridotta), potrà al tempo stesso "sistemare" altri indicatori, recuperandoli per il futuro a normalità (si pensi, a esempio, alla percentuale di ricarico destinata a essere di per sé troppo bassa, ma che per effetto dei maggiori ricavi dovuti all'emersione assuma valori entro la soglia di "coerenza").
Il concordato per le annualità pregresse.
Per quanto riguarda, invece, il concordato per annualità pregresse, anzitutto il contribuente con una tale richiesta guadagnerebbe una notevole soglia di inattaccabilità. Ciò ben al di là del ricavo aggiuntivo conteggiabile da Gerico per effetto delle unità aggiuntive di lavoro contabilizzabili dopo l'emersione. In altre parole, se si prova a ricalcolare in base a Gerico la congruità per una annualità passata, si ha che dopo aver inserito nel software il dato contabile del costo di lavoro emerso, l'aumento conseguente dei ricavi è in misura quasi sempre inferiore rispetto al valore dello stesso costo del lavoro incrementato. Ciò è dovuto al fatto che, per la maggior parte degli studi di settore approvati nel comparto del commercio-artigianato, la funzione di regressione (cioè la formula matematica con cui Gerico calcola i valori di congruità) stabilisce per la variabile costo del lavoro un moltiplicatore quasi sempre al di sotto dell'unità. E ciò sta a significare che in questi casi l'aumento del costo di lavoro a seguito dell'emersione non accrescerà, ma addirittura comprimerà, il reddito tassabile conteggiabile dopo l'inclusione del valore contabile pari al costo di lavoro aggiuntivo.
Se, per esempio, si fa emergere per il 1998 un costo del lavoro pari a 40 milioni, il ricavo aggiuntivo conseguente (in base a Gerico) sarà molto spesso al di sotto degli stessi 40 milioni). Considerato poi che l'incremento dei ricavi dovrebbe portare con sé la deducibilità del costo aggiuntivo in tal modo imputato (in base all'articolo 75, comma 4 del Tuir), si avrebbe un risultato finale, in termini di reddito tassabile, al di sotto di quello calcolato prima di contabilizzare il costo del lavoro a suo tempo pagato "a nero". Tutto ciò a fronte di una protezione contro futuri accertamenti che porta a precludere eventuali rettifiche fiscali del reddito d'impresa fino alla soglia di 120 milioni.
Gerico, il software applicativo degli studi di settore, è in grado di portare alla luce eventuali anomalie nei conti aziendali dovute all'utilizzo di lavoro nero. L'adesione al programma di emersione previsto dalla recente legge 383/2001 diventa perciò un rimedio opportuno per questa tipologia di contribuente al fine di ottenere, con costi fiscali contenuti, due risultati utili: mettere una pietra sul passato e aggiustare le cose per il futuro.
Soprattutto nei confronti della vasta platea di attività commerciali ed artigianali, infatti, una delle spie più frequenti evidenziate da Gerico è data da una possibile incoerenza relativa al valore della cosiddetta "produttività per addetto". La segnalazione di tale anomalia sta infatti a significare che molto probabilmente il contribuente avrà occupato lavoratori "in nero". E, precisamente, si è di fronte a un difetto di questa portata quando il programma segnala un valore dell'indicatore al di sopra della media di settore. Si faccia il caso di un verduraio che dichiara 400 milioni di ricavo annuo senza contabilizzare né lavoratori dipendenti, né collaboratori familiari (o altre figure similari). E' evidente che in questa situazione è assai probabile che ci si trovi di fronte a un caso di lavoro nero, dato che la quasi totalità dei verdurai appartenenti allo stesso cluster, e che sono totalmente privi di collaboratori, hanno dimostrato (statisticamente) di "reggere" fasce di ricavi di molto inferiori, e comunque entro la soglia massima dei 318 milioni di lire.
Solitamente, inoltre, quando tra le pieghe della contabilità viene fuori una contraddizione del genere, non è possibile che il difetto si esaurisca in una sola annualità, essendo inevitabile il suo ripetersi a tempo indeterminato, per tutti gli anni a venire. Fino a che l'interessato non provvede a rimuovere le ragioni strutturali dell'incoerenza. Ciò che comporterebbe, in alternativa, ridurre i ricavi annui entro la soglia di "normalità" o portare allo scoperto i lavoratori a nero (cioè, registrandone il costo in contabilità).
I vantaggi dell'emersione.
Per i contribuenti che fino a oggi hanno tenuto lavoratori non in regola, pertanto, l'adesione al programma di emersione assume il duplice significato di proiettare l'impresa - per le annualità future - verso il recupero di un responso di coerenza, rispetto al valore della produttività per addetto. E nel contempo, per il passato, di assicurarsi la preclusione da parte del Fisco a emettere eventuali accertamenti in base agli studi di settore.
La dichiarazione di emersione, infatti, se utilizzata per concordare anche il pregresso, potrà funzionare come misura idonea a neutralizzare gli effetti derivanti dal responso negativo di Gerico in termini non solo di congruità, ma anche di coerenza.
Poiché, inoltre, presupposto per accedere al programma di emersione è l'incremento del reddito imponibile rispetto all'annualità precedente, il contribuente, aumentando in ipotesi i ricavi futuri (e pagando, quindi, per il primo triennio agevolabile, un'imposizione "scontata" del reddito incrementale, per via della tassazione separata ad aliquota ridotta), potrà al tempo stesso "sistemare" altri indicatori, recuperandoli per il futuro a normalità (si pensi, a esempio, alla percentuale di ricarico destinata a essere di per sé troppo bassa, ma che per effetto dei maggiori ricavi dovuti all'emersione assuma valori entro la soglia di "coerenza").
Il concordato per le annualità pregresse.
Per quanto riguarda, invece, il concordato per annualità pregresse, anzitutto il contribuente con una tale richiesta guadagnerebbe una notevole soglia di inattaccabilità. Ciò ben al di là del ricavo aggiuntivo conteggiabile da Gerico per effetto delle unità aggiuntive di lavoro contabilizzabili dopo l'emersione. In altre parole, se si prova a ricalcolare in base a Gerico la congruità per una annualità passata, si ha che dopo aver inserito nel software il dato contabile del costo di lavoro emerso, l'aumento conseguente dei ricavi è in misura quasi sempre inferiore rispetto al valore dello stesso costo del lavoro incrementato. Ciò è dovuto al fatto che, per la maggior parte degli studi di settore approvati nel comparto del commercio-artigianato, la funzione di regressione (cioè la formula matematica con cui Gerico calcola i valori di congruità) stabilisce per la variabile costo del lavoro un moltiplicatore quasi sempre al di sotto dell'unità. E ciò sta a significare che in questi casi l'aumento del costo di lavoro a seguito dell'emersione non accrescerà, ma addirittura comprimerà, il reddito tassabile conteggiabile dopo l'inclusione del valore contabile pari al costo di lavoro aggiuntivo.
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Giuseppe Pasquale
pubblicato Giovedì 20 Dicembre 2001
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