Dati e statistiche
Osservatorio delle partite Iva:
sono online i dati di ottobre
Sono oltre 41mila le nuove posizioni aperte, la maggior parte delle quali, più del 70%, da persone fisiche, quasi il 24% da società di capitali e circa il 5% da società di persone
Osservatorio delle partite Iva:|sono online i dati di ottobre
Pubblicati sul sito del dipartimento delle Finanze i dati relativi all’Osservatorio sulle partite Iva aggiornati allo scorso mese di ottobre. Dalla consueta sintesi, la chiave di lettura dei numeri fatti registrare dal terz’ultimo mese di quest’anno, che, a confronto con l’ottobre 2015, perde un po’ più del 10% in termini di nuovi avviamenti.
 
Aperte 41.301 nuove partite Iva in ottobre, circa 4mila meno dell’anno scorso. La flessione maggiore è stata segnata dalle persone fisiche e dalle società di persone (-12%), mentre le società di capitali hanno subito un calo più lieve (-3,5%).
 
Continuando la lettura in base alla distribuzione giuridica, delle nuove partite Iva aperte, il 70,6% sono state attivate da persone fisiche, il 23,6% da società di capitali, 5,1% da società di persone e il restante 0,7% è rappresentato da “non residenti” o catalogato sotto la voce “altre forme giuridiche”.
 

 
Se è vero che c’è stata una lieve flessione rispetto allo scorso anno, è pur vero che, invece, rispetto al mese precedente (settembre), si registra un incremento del numero di attività iniziate (vedi tabella) pari 1.547 nuove partite Iva, che rappresentano un aumento mensile del 3,9 per cento.
Rispetto al mese di ottobre 2015, come già segnalato, si rileva un calo di avviamenti: più consistente per le persone fisiche e le società di persone (oltre il 12% in meno), più contenuto per le società di capitali (-3,5%).
 
In tema di distribuzione territoriale, i dati forniti dal Mef evidenziano una percentuale maggiore delle nuove partite Iva (pari al 40%) localizzata nelle regioni settentrionali, il 22,9% nelle regioni centrali e il 37,1% in quelle del Sud e Isole.
Un notevole incremento di avviamenti, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, si registra in Calabria (+35,5%), mentre sviluppi più contenuti si rilevano in Sardegna (+10%) e in Valle d’Aosta (+2,4%).
 
C’è da segnalare, però, che il dato di Calabria e Sardegna è influenzato dagli incrementi nel settore dell’agricoltura, che sono “presumibilmente” – sottolineano al Mef – dovuti all’emanazione dei bandi regionali legati al nuovo Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, promosso dalla Commissione europea. Analogamente, nei mesi scorsi, sono stati riscontrati, in altre regioni del Mezzogiorno, aumenti di aperture di partita Iva nel settore dell’agricoltura, in relazione alla diversa tempistica dei bandi regionali anzidetti.
 
Significative flessioni, invece, si segnalano in Toscana (-29,4%), Basilicata (-23,2%) e Veneto (-20,3%).
 
Rispetto al mese di settembre, i dati di ottobre sono pressoché simili. La parte del leone è sempre della Lombardia, anche se con un numero leggermente inferiore, ma comunque superiore a 6mila. Seguono, in entrambi i periodi, Lazio e Campania, che però registrano lievi incrementi (più sostanzioso per la seconda) che consentono alla regione laziale di superare le 5mila nuove partite Iva (vedi tabella).


In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di attività (23,8% del totale), seguito dall’agricoltura (12,8%) e dalle attività professionali (circa il 12%).
Le cifre raggiunte in ottobre, confrontate con i dati dello stesso mese 2015, evidenziano incrementi principalmente nelle attività immobiliari (+11,8%) e nell’agricoltura (+2,6%).
Sempre il Mef, precisa che “il dato positivo delle attività immobiliari sembra legato, dopo il periodo di incertezza, al miglioramento delle aspettative nel settore”, almeno secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia.
Numeri in calo, invece, nei servizi alle imprese (-20,5%), nelle attività professionali (-18,9%) e nell’istruzione (-18,6%).
 
Per quanto riguarda le persone fisiche, la ripartizione è relativamente stabile: il 62,3% di aperture di partite Iva è appannaggio degli uomini. Inoltre, in base all’età, il 47,1% degli avviamenti è riferito a giovani fino a 35 anni, mentre il 33,7% a “meno giovani”, compresi tra i 36 e i 50 anni.
La lettura secondo le classi di età, mostra, rispetto allo stesso mese del 2015, una diminuzione generale di nuove attività avviate, ma in particolare per quanto riguarda i giovani, che registrano un decremento pari al 13 per cento.
I nati all’estero sono il 18,3% delle persone fisiche, mentre coloro che hanno aderito al regime forfettario in ottobre sono 13.161, pari al 31,9% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 13,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Sonia Angeli
pubblicato Lunedì 12 Dicembre 2016

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