Dati e statistiche
Rapporto immobiliare 2016: calano
i prezzi di negozi, uffici e industrie
L’analisi dell’Omi in termini di volumi di compravendite, di intensità di mercato e livello delle quotazioni medie per regione, per area territoriale e nelle maggiori città italiane
Rapporto immobiliare 2016: calano |i prezzi di negozi, uffici e industrie
Sostanziale stabilità delle compravendite nel 2015 rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal Rapporto 2016 sul mercato a destinazione terziaria, commerciale e produttiva, presentato oggi dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Associazione nazionale delle società di leasing (Assilea).
Questo dato cela la situazione diversificata dei singoli settori di cui si compone il mercato non residenziale: in particolare, le compravendite di capannoni e uffici risultano in calo, rispettivamente, del 3,5 e dell’1,7%; di contro, le compravendite di negozi crescono del 2,7 per cento.
 
Il Rapporto presenta i principali risultati dell’analisi dei mercati immobiliari in termini di volumi di compravendite realizzate nel 2015, di intensità di mercato e livello delle quotazioni immobiliari medie per regione e nelle maggiori città italiane.
Tra tutte le regioni italiane quella che detiene la quota maggiore di stock di immobili a destinazione non residenziale è la Lombardia.
 
Uffici: a Milano il mercato è in crescita del 35,3%
Nel 2015, le compravendite di uffici diminuiscono a livello nazionale, mentre la situazione nelle singole regioni è piuttosto variegata, sia per segno che per entità.
Tra le regioni con quota di mercato maggiore, la Lombardia mostra un debole rialzo dello 0,5% e il Veneto, con 1.025 Ntn, cresce dell’1,5%; per contro, l’Emilia Romagna, perde il 18,2 per cento.
Quasi tutte le regioni del centro registrano degli incrementi; in particolare, la Toscana segna una variazione positiva del 14%, il Lazio guadagna l’8,4% e l’Umbria resta fondamentalmente stabile (+0,3%).
Contraria la situazione nel Sud dove, con l’eccezione dell’Abruzzo, tutte le altre regioni segnano diminuzioni degli scambi. Le perdite più elevate si osservano in Puglia (-23,3%), Calabria (-17,5%) e Molise (-12,9%).
Infine, si registrano segni alterni tra le regioni delle Isole, con la Sicilia che guadagna un aumento delle transazioni del 19,2% e la Sardegna che perde il 5,7% del Ntn rispetto al 2014.
In positivo anche la maggior parte delle metropoli, con significative crescite a doppia cifra, come Milano, (850 Ntn, +35,3% sul 2014). Bari, Bologna e Genova, invece, mostrano segni di sofferenza.
 
Il calo dei prezzi osservato a livello nazionale, con tassi più o meno accentuati, è diffuso in tutte le regioni.
Il Lazio continua a essere la regione con la quotazione media più elevata (2.264 €/mq), in calo del 4,3% rispetto al 2014. Seguono la Liguria, stabile a circa 2.090 €/mq, e, in decisa flessione (-5,6%), la Valle d’Aosta, intorno ai 1.900 €/mq. Basilicata, Calabria e Friuli Venezia Giulia sono le regioni con quotazioni minime, per la tipologia uffici, ovvero inferiori ai 1.000 €/mq.
I prezzi degli uffici nelle metropoli, il cui valore maggiore si registra a Roma (3.718 €/mq), risultano ovunque in diminuzione, con punte massima a Roma, Venezia e Palermo, dove la riduzione supera il 5 per cento.
 
Negozi: è Venezia la città con i prezzi dei negozi più cari
Prosegue anche nel 2015 la tendenza all’aumento delle compravendite di negozi.
Una significativa crescita, tra le regioni con maggior quota di mercato, si registra nel Lazio (+6,4%) e in Toscana (+6,2%), a conferma del notevole dinamismo del Centro Italia, in Campania (+6%), e in Sicilia (+6,4); da segnalare, invece, il dato negativo dell’Emilia Romagna (-7,4%). La Lombardia, che da sola rappresenta quasi un quinto del mercato nazionale, cresce dell’1,5 per cento.
Con riferimento alle città, il tasso più alto si è registrato a Verona (+31,6%); il mercato è in crescita anche a Palermo (+24%) e a Firenze (+22%).
 
Dall’analisi delle quotazioni medie emerge la tendenza al ribasso. Spicca ancora una volta il dato del Lazio (-4,1%), che resta comunque la regione con i prezzi più cari (2.444 €/mq). Il massimo ribasso si è registrato in Valle d’Aosta (-6,9%), significativo anche il dato del Piemonte (-5,4%), mentre tengono sostanzialmente la Lombardia, la Liguria e la Calabria (tutte con un calo inferiore al mezzo punto percentuale).
Tra le quotazioni medie per i negozi spicca il dato di Venezia (più di 4.209 €/mq), però in forte calo, seguito da quello di Milano, con quotazione media pari a 3.400 €/mq circa, stabile rispetto al 2014. In termini di quotazioni, da segnalare anche un calo significativo a Torino (prossimo al 10%).
 
Capannoni: diminuiscono le compravendite specialmente nelle regioni del Nord
Le regioni del Nord mostrano quasi tutte (ad eccezione del Friuli Venezia Giulia) tassi negativi, così come il Sud. Crescono, invece, le compravendite in Toscana (+7,8%) e in tutte le altre regioni del centro Italia e in Sicilia (+7,6%). Le regioni con la maggior quota di scambi (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) segnano diminuzioni delle compravendite, rispettivamente, del 3,9%, 7,8% e 6,9%.
Quasi tutte le grandi città mostrano una ripresa, mentre restano in calo solo Verona e Genova. I dati evidenziano, inoltre, che le città con maggior dinamicità nel mercato dei capannoni risultano Milano, Bologna e Catania, con indicatore Imi pari, rispettivamente, all’1,91, all’1,76 e all’1,66 per cento.
 
La Liguria e il Lazio presentano i valori medi delle quotazioni più alti. Decisa flessione in tutte le città, con ribassi accentuati a Palermo (-5,5%) e a Roma (-7,1%). Rispetto al 2014, le quotazioni calano ovunque, con l’eccezione di Venezia, dove si registra un lieve incremento dell’1%, e di Catania e Bari (rispettivamente, +0,5% e +0,6%).
Dora Barbaccia
pubblicato Mercoledì 25 Maggio 2016

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