Giurisprudenza
Centri di servizio in pensione:
per impugnare solo entro 30 giorni
La procedura particolare per contestare i ruoli di quegli uffici soppressi si applica esclusivamente ai ricorsi presentati prima dell’“avvento” del Dpr che ne ha decretato la chiusura
Centri di servizio in pensione: |per impugnare solo entro 30 giorni
Nella sentenza in rassegna (n. 21996/2015), la Corte di legittimità è chiamata a pronunciarsi sull’applicabilità del particolare sistema per ricorrere contro i ruoli formati dai Centri di servizio, previsto dal Dpr n. 787/1980, articolo 10. Procedura richiamata dall’articolo 20 del Dlgs n. 546/1992.
Il citato articolo 10 prevede che i ricorsi contro i ruoli formati dai Centri di servizio vengano preventivamente spediti (in originale) al Centro di servizio competente e che siano quindi (almeno sei mesi e non oltre due anni dopo la data d’invio al Centro) spediti o depositati in altro esemplare alla segreteria del giudice tributario adito, così costituendo il rapporto processuale.
La segreteria della commissione tributaria provvede, quindi, a richiedere l'originale del ricorso al Centro di servizio che, nei quaranta giorni successivi, inoltra il ricorso e le proprie deduzioni alla segreteria del giudice; nel contempo, trasmette il fascicolo amministrativo al competente ufficio delle imposte per l'ulteriore attività processuale.
 
Con l’entrata in vigore del Dpr n. 107/2001 (25 aprile 2001) la “rete” dei Centri di servizio è scomparsa dall'ordinamento fiscale e ogni loro residua attività è cessata (tra il 31 dicembre 2001 e il 31 dicembre 2002). Ciò senza peraltro espressa abrogazione dell’articolo 10 del Dpr n. 787/1980 e, quindi, della procedura dallo stesso regolata.
 
Ebbene, a fronte di tale quadro normativo, il Collegio ha ritenuto - in conformità con la posizione interpretativa della dottrina - che, sebbene il cennato provvedimento non abbia abrogato espressamente l’articolo 10, la scomparsa dei Centri di servizio abbia comunque reso normativamente superata la funzione deflativa del contenzioso perseguita dal citato articolo 10, diretto a salvaguardare solo uno spazio temporale per le determinazioni di Centri di servizio ora non più esistenti.
 
Sulla base di tali premesse, la Corte di legittimità ha ritenuto che la procedura per l’impugnazione dei ruoli formati dai Centri di servizio di cui al Dpr n. 787/1980, articolo 10, è applicabile ai soli ricorsi presentati prima dell’entrata in vigore del Dpr n. 107/2001 (25 aprile 2001), essendo in quel momento ancora pendenti i termini e adempimenti previsti dall’articolo 10.
 
Per la proposizione dei ricorsi avverso cartelle notificate a seguito di ruoli emessi dal Centro di servizio successivamente a tale data - a parere dei Giudici supremi - trova applicazione la procedura ordinaria, che prevede, per il deposito del ricorso, il termine decadenziale di 30 giorni dalla notifica dell’atto all’Amministrazione finanziaria, previsto dall’articolo 22 del Dlgs n. 546/1992.
 
 
a cura di Giurisprudenza delle imposte edita da ASSONIME
pubblicato Martedì 23 Febbraio 2016

I più letti

Il meccanismo della scissione dei pagamenti risulta ora applicabile anche ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di acconto o d’imposta sul reddito
Pubblicata la circolare delle Entrate che illustra dettagliatamente la nuova disciplina di determinazione del reddito ai fini Irpef e Irap, risolvendo alcuni dubbi interpretativi
Per la loro corretta esecuzione risulta fondamentale individuare il momento in cui l’imposta relativa all’operazione assoggettata alla scissione dei pagamenti diviene esigibile
La scadenza viene ricordata dal dipartimento delle Finanze che fornisce anche indicazioni utili per la corretta determinazione delle aliquote applicabili e degli importi dovuti
Il meccanismo di ripartizione per quote, predeterminate in base a un accordo interno al gruppo, non permette di verificare – in termini quantitativi – il rapporto costi e benefici
Pubblicata la circolare delle Entrate che illustra dettagliatamente la nuova disciplina di determinazione del reddito ai fini Irpef e Irap, risolvendo alcuni dubbi interpretativi
Il meccanismo della scissione dei pagamenti risulta ora applicabile anche ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di acconto o d’imposta sul reddito
La scadenza viene ricordata dal dipartimento delle Finanze che fornisce anche indicazioni utili per la corretta determinazione delle aliquote applicabili e degli importi dovuti
L’esame delle modifiche, entrate in vigore dal 1° luglio 2017, prende avvio dall'estensione del perimetro di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti
Il meccanismo della scissione dei pagamenti viene esteso alle società controllate dalla pubblica amministrazione con l’obiettivo di rafforzare la sua finalità di contrasto all’evasione da riscossione
Arrivano le indicazioni da seguire per la corretta compilazione del file, nel tracciato xml, e per la comunicazione da trasmettere online all’amministrazione finanziaria
Pubblicata la circolare delle Entrate che illustra dettagliatamente la nuova disciplina di determinazione del reddito ai fini Irpef e Irap, risolvendo alcuni dubbi interpretativi
In caso di modifica ultrannuale, il credito risultante deve essere evidenziato nel modello relativo al periodo d’imposta in cui è presentata la modifica a proprio vantaggio
immagine di un orologio
A partire dall'anno d'imposta 2016, le eventuali maggiori imposte pagate potranno essere recuperate entro il quinto anno successivo a quello di presentazione del modello originario
Il regime dipende dal tipo di acquisto effettuato
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino