Giurisprudenza
La dichiarazione di atto notorio
non può far accogliere un ricorso
In caso contrario si violerebbe il divieto di giuramento e prova testimoniale, sancito nelle liti tributarie
La dichiarazione di atto notorio| non può far accogliere un ricorso

La dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, priva di efficacia probatoria in sede giurisdizionale, trova nel contenzioso tributario un ostacolo invalicabile nella previsione dell'articolo 7 del Dlgs 546/1992, perché altrimenti si finirebbe per introdurre - eludendo il divieto di giuramento e prova testimoniale - un mezzo di prova, non solo equipollente a quello vietato, ma anche costituito al di fuori del processo
Così, ribadendo un principio già espresso dalla giurisprudenza di legittimità, ha concluso la Corte di cassazione con la sentenza n. 24958 del 10 dicembre.

La vicenda di merito ed il giudizio in Cassazione
Un contribuente impugnava il rigetto della richiesta di esenzione decennale dall'Ilor in relazione a un fabbricato di sua proprietà.
L'ufficio finanziario aveva infatti ritenuto che non sussistessero i presupposti per l'esenzione prevista per le opere iniziate prima dell'1 settembre 1967.

Nel secondo grado di merito, la Commissione tributaria regionale di Roma, con sentenza n. 68/2004, accoglieva le doglianze della parte privata sulla base - così si legge nella sentenza della Cassazione in commento - "di un 'verbale di ricevimento di dichiarazione resa in data 7.4.1992 dal quale risulta che il fabbricato ... è stato edificato antecedentemente al 1.9.1967".

A questo punto, l'Amministrazione finanziaria impugnava in sede di legittimità la pronuncia di secondo grado, sulla base di un unico motivo di ricorso, lamentando l'erroneità della decisione nella misura in cui aveva dato ingresso probatorio nel contenzioso tributario ad una dichiarazione sostitutiva di notorietà.

I giudizi di piazza Cavour hanno accolto il ricorso della parte pubblica, cassando la sentenza impugnata "basata sulla acritica fiducia attribuita al contenuto di una dichiarazione di parte" e disponendo il rinvio della causa, per una nuova valutazione del merito, ad altra sezione della Ctr del Lazio.

In particolare, la Suprema corte ha rilevato che il giudice tributario regionale aveva accolto il ricorso "sulla base di una non meglio specificata dichiarazione che non può avere alcun valore probatorio".
La sentenza n. 24958/2010 ricorda - ribadendo un principio consolidato presso il Collegio di legittimità - che le autocertificazioni e le dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà "non hanno valore di prova nel sistema dell'accertamento giudiziario delle vicende fiscali".
Più precisamente, spiega la pronuncia in commento, l'attribuzione di efficacia probatoria alla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà che, così come l'autocertificazione in genere, ha attitudine certificativa e probatoria esclusivamente in alcune procedure amministrative, essendo viceversa priva di efficacia in sede giurisdizionale trova, rispetto al contenzioso tributario, un ostacolo invalicabile nella previsione dell'articolo 7 del Dlgs 546/1992, perché altrimenti si finirebbe per introdurre nel processo tributario - eludendo il divieto di giuramento e prova testimoniale - un mezzo di prova, non solo equipollente a quello vietato, ma anche costituito al di fuori del processo.

Considerazioni
La sentenza in esame, come anticipato, conferma una regola iuris già in passato espressa dalla Suprema corte (vedi Cassazione 703/2007 e 16348/2008) secondo cui le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà - per la cui definizione si rinvia, in particolare, all'articolo 47 del Dpr 445/2000 che, al comma 1, stabilisce che "L'atto di notorietà concernente stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità di cui all'articolo 38" - non hanno efficacia probatoria in ambito processuale.

Più precisamente, per il contenzioso tributario occorre tener conto della disposizione (articolo 7, comma 4 Dlgs 546/1992) che, in merito al regime probatorio dei giudizi dinanzi alle Commissioni tributarie, testualmente prevede che "Non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale".

Date queste premesse, secondo la Cassazione non può attribuirsi valenza probatoria alle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà, perché altrimenti si otterrebbe una sostanziale elusione del divieto della prova testimoniale che in ambito tributario è puntualmente sancito dal legislatore.

La sentenza 24598/2010, in chiusura, richiama infine l'insegnamento di una giurisprudenza, peraltro minoritaria, che ritiene ammissibile la produzione di atti notori nel processo ma secondo la quale, comunque, questi "atti" hanno "un mero valore indiziario, quali documenti facenti fede solo riguardo alla data, all'esistenza ed alla provenienza delle dichiarazioni in essi scritte, ma non quanto all'attendibilità delle dichiarazioni medesime, da ritenersi soggette, allo stesso modo di qualsiasi altra scrittura privata, al vaglio del giudicante che deve tener conto di ogni elemento da cui possa desumersi la maggiore o minore veridicità delle stesse".
 

Massimo Cancedda
pubblicato Venerdì 14 Gennaio 2011

I più letti

terreni coltivati
Deve essere invece assoggettata all’imposta sui redditi (e relative addizionali) la componente dominicale dei fondi esclusi dal pagamento del tributo municipale per il 2013
tessera sanitaria
Il servizio è on line sul sito delle Entrate. Particolarmente utile nei casi di omocodia e per i cittadini italiani nati in Comuni che non fanno più parte del territorio nazionale
immagine
In tema d’imposta di registro, i presupposti agevolativi sono quelli dettati dal Dm espressamente richiamato per indicare le caratteristiche delle abitazioni non di lusso
 immagine
Lo Statuto del contribuente prevede che l’avviso non può essere emanato prima di sessanta giorni dal rilascio di copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di controllo
Censurata la sola disposizione sull’inammissibilità dei ricorsi depositati prima della conclusione del procedimento, tra l’altro normativamente già superata con l’ultima legge di stabilità
testo alternativo per immagine
La trasmissione delle informazioni richieste va effettuata entro il trentesimo giorno successivo alla data di scadenza per l’invio della dichiarazione annuale dei redditi
testo alternativo per immagine
La Commissione tributaria, invece, limitandosi a moltiplicare per tre il valore della media degli utili operativi dell’ultimo triennio, giungeva a un risultato palesemente ingiustificato
Censurata la sola disposizione sull’inammissibilità dei ricorsi depositati prima della conclusione del procedimento, tra l’altro normativamente già superata con l’ultima legge di stabilità
immagine
L’intervallo temporale a disposizione per presentare la dichiarazione per un’eredità accettata con beneficio d’inventario in nome di un minore scatta dal raggiungimento dei diciotto anni
testo alternativo per immagine
Né importa che non sia stata barrata alcuna specifica casella dell’avviso di ricevimento e che non sia stata altrimenti indicata la qualità del consegnatario dell’atto
pc
Applicazione semplice e facilmente utilizzabile da chi ha familiarizzato più con monitor e tastiera che con la vecchia biro, ormai sulla soglia della pensione di anzianità
faq
Chiarimenti su operazioni con soggetti residenti in Paesi della black list, caselle “Autofattura” e “reverse charge”, fatture emesse registrate tra i corrispettivi. E altro ancora
testo alternativo per immagine
Risolta l’asimmetria creatasi con il succedersi delle norme. Adesso, imposta sul valore aggiunto e imposte dirette possono continuare a viaggiare e relazionarsi come prima
modellino casa con contratto e chiavi
La riduzione del corrispettivo non comporta riliquidazione dell'imposta né risoluzione del contratto
testo alternativo per immagine
Il maggior tempo concesso all’ente locale per esercitare il controllo è ritenuto necessario a seguito della mancata collaborazione del contribuente, in tal modo sanzionandola