Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 12:48
Giurisprudenza
Good bye money, il Fisco "si assicura" un match da 4 mln contro i broker abusivi
Confermati in primo grado i proventi illeciti dell'inchiesta avviata dalla Gdf
Il Fisco si aggiudica il primo round del contenzioso contro i broker, anche assicurativi, abusivi. La Ctp di Milano, con sentenze depositate il 24 giugno scorso, conferma in primo grado i quattro milioni di proventi illeciti accertati dall'ufficio delle Entrate di Legnano nell'ambito dell'inchiesta "Good bye money", avviata lo scorso anno dalla Guardia di finanza. La società controllata esercitava senza autorizzazione l'attività di intermediazione finanziaria, per un accertato carico riscossivo complessivo superiore a sei milioni di euro nel triennio 2003-2005. La Commissione tributaria provinciale di Milano, con sentenze n. 205, 206, 207, 208, 209 e 210 depositate il 24 giugno scorso, ha così respinto il ricorso della società di persone oggetto di controllo e ha accolto integralmente la ricostruzione proposta dall'ufficio di Legnano.
Nel dettaglio, l'impresa ricorrente contestava l'accertamento affermando che l'Agenzia non aveva tenuto conto dei disinvestimenti "operando solo operazioni di somma algebrica delle parti ricostruite", come recita appunto la pronuncia della Commissione.
Le ragioni per cui la Ctp di Milano rigetta il ricorso si fondano sulla genericità delle censure proposte e sull'insufficienza nell'adempimento degli oneri probatori.
L'iter dell'indagine "Good bye money" parte dalle sollecitazioni degli stessi clienti dell'impresa di intermediazione finanziaria e mediazione creditizia, a cui non era stata restituita né la quota capitale investita né tanto meno gli interessi promessi. Sulla base di queste istanze è scattata l'indagine delle Fiamme gialle, che hanno constatato l'illiceità dell'attività e dei proventi della stessa, perlopiù non dichiarati.
L'ufficio di Legnano ha quindi attratto a tassazione i proventi qualificandoli come illeciti e riconducendoli alla nozione di redditualità di impresa, come previsto dall'articolo 14, comma 4, della legge 537/1993.
La società ricorrente è stata sottoposta a procedura concorsuale liquidatoria ed è ancora in fieri la questione delle restituzioni e del risarcimento dei clienti "raggirati".
Nel dettaglio, l'impresa ricorrente contestava l'accertamento affermando che l'Agenzia non aveva tenuto conto dei disinvestimenti "operando solo operazioni di somma algebrica delle parti ricostruite", come recita appunto la pronuncia della Commissione.
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Marco Rondanini
pubblicato Sabato 19 Luglio 2008
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