Giurisprudenza
Per il rimborso dell'obbligazione inesistente, decadenza ex art. 38
Il termine opera a prescindere dal fatto che la mancanza dell'obbligo sia originaria o sopravvenuta
_541.jpg

La Commissione tributaria regionale accoglieva l'appello del contribuente che aveva impugnato il silenzio rifiuto formatosi in ordine all'istanza di rimborso relativa a una somma versata in eccesso. In particolare, la Commissione adita aveva ritenuto che la richiesta di rimborso non era soggetta alla decadenza prevista dall'articolo 38 del Dpr n. 602/1973 (all'epoca il termine decadenziale era di diciotto mesi), giacché tale norma si applicava ai casi di obbligazioni tributarie inesistenti ab origine; mentre, nella fattispecie, trattandosi di obbligazione tributaria legittima al momento del pagamento e solo successivamente divenuta inesistente, si verserebbe nell'ipotesi di indebito oggettivo, soggetto a prescrizione ai sensi dell'articolo 37 del Dpr 602/73 (tale norma, anteriormente alla modifica apportata dalla legge n. 388/2000, prevedeva il termine di prescrizione decennale per la presentazione dell'istanza di rimborso; ora, invece, è previsto il termine di decadenza di quarantotto mesi).
Avverso tale pronuncia ricorre per cassazione l'ufficio.

In proposito, appare opportuno premettere che l'articolo 38 del Dpr 602/73 dispone: "il soggetto che ha effettuato il versamento diretto può presentare all'intendente di finanza (ora ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate) nella cui circoscrizione ha sede l'esattoria presso la quale è stato eseguito il versamento istanza di rimborso, entro il termine di decadenza di quarantotto mesi (diciotto mesi anteriormente alla modifica apportata dall'articolo 1 della legge 133/1999), dalla data del versamento stesso, nel caso di errore materiale, duplicazione e inesistenza totale o parziale dell'obbligo di versamento".

Le posizioni espresse nella giurisprudenza di legittimità, al riguardo, sono assolutamente unanimi nel riconoscere che "l'art. 38, del DPR 602/73, il quale autorizza la presentazione dell'istanza di rimborso non solo in caso di errore materiale, ma anche in caso di inesistenza totale o parziale dell'obbligo di versamento, opera in maniera indifferenziata in tutte le ipotesi di inesistenza dell'obbligazione e tanto se l'errore si riferisca al versamento, quanto nel caso in cui cada sull'an o sul quantum del tributo" (cfr. Cass. n. 2786/1989, n. 7498/1990, n. 3847/1993, n. 18163/2002).

Tanto premesso, con la sentenza in rassegna (Cass. n. 26123, depositata il 30.11.2005), la Corte suprema ha accolto il ricorso presentato dall'ufficio.
I giudici di legittimità, sulla scia di quanto affermato, più volte, dalla Cassazione, hanno sostenuto che "il termine di decadenza, previsto dal citato art. 38, del DPR 602/1973, opera in tutte le ipotesi di inesistenza totale o parziale dell'obbligazione, a prescindere dalle ragioni di fatto e di diritto adottate e, perciò, anche a prescindere dal fatto che detta inesistenza sia da ritenersi originaria o sopravvenuta".

Difatti, la circostanza che il contribuente abbia effettuato un versamento che solo in seguito si sia rivelato parzialmente o totalmente non dovuto, non comporta l'applicazione del termine di prescrizione previsto dall'articolo 37 del Dpr 602/73 (applicabile ratione temporis), bensì consente di applicare la disciplina dettata dal successivo articolo 38.
L'articolo 37 ("rimborso di ritenute dirette"), che, come già accennato, anteriormente alla modifica apportata dalla legge n. 388/2000, prevedeva il termine di prescrizione decennale per la presentazione dell'istanza di rimborso (ora è previsto il termine di decadenza di quarantotto mesi), riflette unicamente quella peculiare modalità di riscossione delle imposte sul reddito operata, ex articolo 2 del Dpr 602/73, per "ritenuta diretta" nei soli casi indicati dalla legge e secondo le modalità previste dalle norme sulla contabilità generale dello Stato.

In buona sostanza, può affermarsi che, mentre l'articolo 37 del Dpr 602/73 prevede la ripetibilità delle imposte nelle ipotesi di "ritenuta diretta", per errore materiale, duplicazione o inesistenza totale o parziale dell'obbligazione tributaria, l'articolo 38 dispone il rimborso nell'ipotesi di errore materiale, duplicazione o inesistenza totale o parziale "dell'obbligo di versamento".
Pertanto, la Corte suprema, confermando il suo precedente orientamento, ha deciso che si è in presenza di una obbligazione tributaria inesistente e, quindi, di un obbligo di versamento inesistente, sia quando manca una causa originaria giustificativa del pagamento, sia quando la causa del rapporto originariamente esistente sia poi venuta meno per effetto di eventi successivi.

Francesca La Face
pubblicato Martedì 27 Dicembre 2005

I più letti

testo alternativo per immagine
L’omissione del “resoconto” realizza, al più, un vizio sanabile, che non può essere fatto valere dal destinatario: si tratta di un adempimento che esula dal suo interesse
investimenti in crescita
L'agevolazione si "traduce" in una detrazione d'imposta, se a effettuare l'investimento è una persona fisica, in una deduzione dal reddito se è una persona giuridica
testo alternativo per immagine
Nuovi chiarimenti sul trattamento fiscale “indiretto” relativo agli atti costitutivi di diritti reali o traslativi della proprietà di beni immobili stipulati a titolo oneroso
moss
Il primo ottobre prenderà il via la prima delle operazioni sulle nuove norme Iva relative al luogo di prestazione dei servizi
testo alternativo per immagine
Nelle prime manca il principio della mutualità: non possono fruire delle agevolazioni concesse alle seconde per il contributo che danno all’economia e, in generale, alla società
testo alternativo per immagine
La disciplina normativa delinea modalità e tempi da rispettare con attenzione per evitare che venga dichiarata l’inammissibilità della costituzione nel giudizio tributario
testo alternativo per immagine
L’omissione del “resoconto” realizza, al più, un vizio sanabile, che non può essere fatto valere dal destinatario: si tratta di un adempimento che esula dal suo interesse
Loghi delle due guide
Sul sito delle Entrate, nella sezione dedicata, i vademecum per aiutare i contribuenti nella gestione delle cartelle di pagamento e delle richieste di restituzione
testo alternativo per immagine
L’incarico di trasmettere la dichiarazione, se assunto prima della scadenza del termine di presentazione, rende il professionista punibile quando vi provvede fuori tempo
macchine industriali
Per i soggetti costituiti dal 25 giugno scorso, l'incentivo si applica con riguardo al valore complessivo delle spese sostenute in ciascun periodo d'imposta agevolabile
compilazione modelli
I criteri da applicare per individuare correttamente il modello che deve essere utilizzato quando si svolgono più "mestieri" contraddistinti da diversi codici Ateco
testo alternativo per immagine
Un vademecum destinato a proprietari e inquilini che definisce passo passo ciascuna regola da seguire per non incorrere in errori nella registrazione degli accordi stipulati
modellino casa con contratto e chiavi
La riduzione del corrispettivo non comporta riliquidazione dell'imposta né risoluzione del contratto
 immagine
Indicazioni chiare e dettagliate, approfondimenti, esempi pratici: queste le caratteristiche principali dell’opuscolo che indica i percorsi da seguire per una compravendita sicura
testo alternativo per immagine
Novità in arrivo per dividendi, obbligazioni, interessi maturati sui conti correnti bancari e postali e pronti contro termine. L’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti