Giurisprudenza
Impianti commerciali in Asturia:
l’estensione giustifica il tributo
Per la Corte Ue, inoltre, la norma istitutiva dell’imposta, basandosi soltanto su un criterio relativo alla superficie di vendita, non punta a colpire il luogo in cui si trova la sede
Impianti commerciali in Asturia:|l’estensione giustifica il tributo
Le domande di pronuncia pregiudiziale in commento vertono sull’interpretazione degli articoli 49, 54 e 107 del Tfue e sono state presentate nell’ambito di controversie che vedono contrapposti l’Associazione nazionale delle grandi imprese di distribuzione asturiane (Anged) al ministero regionale dell’Economia e delle Finanze delle Asturie, in merito alla legittimità di un’imposta alla quale sono assoggettati i grandi stabilimenti commerciali ubicati nel principato spagnolo.
 
Il caso
In particolare, con apposito provvedimento normativo è stata istituita una imposta regionale (Igec) sui grandi stabilimenti commerciali delle Asturie, al fine di compensare gli effetti territoriali sul tessuto commerciale urbano e gli effetti ambientali derivanti da questi grandi stabilimenti commerciali. Il ministero ha quindi approvato l’apposito modello di dichiarazione dell’Igec. Dal canto suo, l’Anged ha proposto ricorso, in ragione dell’incompatibilità dell’imposta sia con la libertà di stabilimento, sia con la disciplina degli aiuti di Stato.
La faccenda è quindi approdata dinanzi alla competente autorità giurisdizionale, che ha sottoposto al vaglio pregiudiziale della Corte Ue alcune questioni.
 
La prima
Con la prima questione, il giudice chiede in sostanza se gli articoli 49 e 54 Tfue debbano essere interpretati nel senso che ostano a un’imposta che grava sui grandi stabilimenti commerciali.
Sulla base di una consolidata giurisprudenza, la libertà di stabilimento mira ad assicurare il beneficio del trattamento nazionale nello Stato membro ospitante ai cittadini di altri Stati membri e alle società contemplate dall’articolo 54 Tfue, e vieta, per quanto concerne le società, qualsiasi discriminazione fondata sul luogo in cui si trova la sede.
Pertanto, devono ritenersi violate sia le discriminazioni dirette, basate sul luogo in cui si trova la sede della società, sia qualsiasi altra discriminazione dissimulata che, in applicazione di altri criteri di distinzione, conduca allo stesso risultato.
 
Nella fattispecie all’esame dei giudici comunitari, la normativa istitutiva dell’imposta prevede un criterio relativo alla superficie di vendita ed esposizione dello stabilimento, che non stabilisce alcuna discriminazione.
Dagli elementi acquisiti non risulta che tale criterio sfavorisca, nella maggior parte dei casi, i cittadini di altri Stati membri o le società aventi sede in altri Stati membri.
Tutto ciò premesso, la Corte Ue perviene alla conclusione che gli articoli 49 e 54 Tfue sulla libertà di stabilimento devono essere interpretati nel senso che non ostano a un’imposta che grava sui grandi stabilimenti commerciali.
 
La seconda questione
Con la seconda questione, il giudice chiede, in sostanza, se costituisca un aiuto di Stato, ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, Tfue, un’imposta che grava sui grandi stabilimenti di distribuzione a seconda, essenzialmente, della loro superficie di esposizione e di vendita, in quanto non si applica agli stabilimenti la cui superficie di vendita è inferiore a 4mila mq e a quelli che esercitano la loro attività nei settori del giardinaggio, della vendita di veicoli, di materiali per l’edilizia, di macchinari e forniture industriali, la cui superficie di vendita non supera i 10mila mq.
 
La Corte, preliminarmente, individua i requisiti che caratterizzano gli “aiuti di Stato”. In primo luogo, deve trattarsi di un intervento dello Stato ovvero attraverso risorse statali. In secondo luogo, l’intervento deve essere idoneo a incidere sugli scambi tra gli Stati membri. Inoltre, deve concedere un vantaggio selettivo al suo beneficiario. Da ultimo, deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza.
In particolare, il requisito della selettività del vantaggio presuppone, in un primo tempo, l’individuazione del regime fiscale comune o “normale” applicabile nello Stato membro interessato, e, in un secondo momento, la dimostrazione che la misura fiscale considerata vi deroga, in quanto introduce differenziazioni tra operatori che si trovano, sotto il profilo dell’obiettivo perseguito da detto regime comune, in una situazione fattuale e giuridica comparabile.
La Corte Ue rileva, inoltre, che il contesto giuridico di riferimento, per valutare la selettività di una misura, non deve essere necessariamente definito entro i limiti del territorio dello Stato membro interessato, ma può essere quello del territorio nel quale un’autorità regionale o locale esercita la competenza che le deriva dalla costituzione o dalla legge.
Non costituisce tuttavia un aiuto di Stato, (articolo 107, paragrafo 1, Tfue), una misura che introduce una differenziazione tra imprese che si trovano, in relazione all’obiettivo perseguito dal regime giuridico in commento, in una situazione fattuale e giuridica comparabile e, pertanto, a priori selettiva, qualora lo Stato membro interessato possa dimostrare che tale differenziazione è giustificata allorché risulta dalla natura o dalla struttura del sistema nel quale si inserisce.
 
Benché il criterio relativo alla superficie di esposizione e di vendita non si presenti come formalmente derogatorio a un dato contesto giuridico di riferimento, esso ha comunque l’effetto di escludere dall’ambito di applicazione di tale imposta gli stabilimenti commerciali la cui superficie di esposizione e di vendita è inferiore a 4mila mq. Pertanto, l’Igec non può essere distinta da un’imposta regionale alla quale sono assoggettati gli stabilimenti commerciali, la cui superficie di esposizione e di vendita sia superiore a una determinata soglia.
Non può quindi escludersi, a priori, che tale criterio consenta di favorire, in pratica, alcune imprese o alcune produzioni, riducendo i loro oneri rispetto a quelle che sono assoggettate al prelievo fiscale in discussione.
 
In tale contesto, si deve pertanto determinare se gli stabilimenti commerciali che vengono esclusi dall’ambito di applicazione di tale prelievo si trovino o meno in una situazione comparabile a quella degli stabilimenti che vi rientrano.
L’imposta della cui legittimità si discute davanti alla Corte ha l’obiettivo di contribuire alla protezione dell’ambiente e alla pianificazione territoriale, correggendo e compensando le conseguenze ambientali e territoriali dell’attività di questi grandi stabilimenti commerciali.
Non è contestabile che l’impatto ambientale degli stabilimenti dipenda dalla loro dimensione. Infatti, più la loro superficie di vendita è ampia, più grande sarà l’affluenza del pubblico, il che si traduce in un maggiore impatto negativo sull’ambiente. Ne consegue che un criterio fondato su una soglia di superficie, al fine di differenziare tra le imprese a seconda della maggiore o minore intensità del loro impatto, è coerente con gli obiettivi perseguiti.
 
Pertanto, non si può ritenere che l’esenzione fiscale di cui beneficiano gli stabilimenti commerciali situati nel territorio delle Asturie la cui superficie di vendita è inferiore alla soglia di 4mila mq conferisca un vantaggio selettivo a tali stabilimenti e, quindi, essa non può costituire un aiuto di Stato.
 
Conclusioni
 La Corte, quindi, conclude nel senso che un imposta che grava sui grandi stabilimenti di distribuzione a seconda della loro superficie di vendita, non integra un aiuto di Stato laddove non si applica agli stabilimenti inferiori a una determinata superficie. Analogamente chiarisce che tale imposta non costituisce un aiuto di Stato, laddove non si applica agli stabilimenti la cui attività è esercitata nei settori del giardinaggio, della vendita di veicoli, di materiali per l’edilizia, di macchinari e forniture industriali, e la cui superficie di vendita non supera i 10mila mq, allorché essi non provocano un impatto negativo sull’ambiente e sulla pianificazione territoriale tanto rilevante quanto gli altri.
 
Data della sentenza:
26 aprile 2018

Numero della causa:
C-234/16 e C-235/16
 
Nome delle parti:
  • Anged             
Contro
  • Consejeria de Economia Y Hacienda del Principado de Asturias e Consejo de Gobierno del Principado de Asturias
Marcello Maiorino
pubblicato Venerdì 27 Aprile 2018

I più letti

immagine dell'Aula della Camera
In arrivo la cedolare secca sugli immobili commerciali, l’imposta sostitutiva su lezioni private e ripetizioni, la definizione agevolata per i contribuenti in difficoltà economica
È esclusa l’emissione del documento in modalità analogica. In questi casi, le specifiche tecniche approvate con provvedimento 30 aprile 2018 prevedono un blocco informativo ad hoc
Nei confronti di chi versa l’imposta, con riferimento all’anno in cui avviene la cessione del prodotto non si applica la ritenuta del 23% ordinariamente prevista sul 78% dei corrispettivi
Il trasferimento è efficace ai fini fiscali solo in presenza della successiva indicazione in dichiarazione, della conseguente richiesta di rimborso e della notifica dell’atto
Hanno valenza fiscale e previdenziale e possono essere applicate esclusivamente ai settori produttivi indicati nelle tabelle allegate al decreto ministeriale che le ha determinate
immagine dell'Aula della Camera
In arrivo la cedolare secca sugli immobili commerciali, l’imposta sostitutiva su lezioni private e ripetizioni, la definizione agevolata per i contribuenti in difficoltà economica
È esclusa l’emissione del documento in modalità analogica. In questi casi, le specifiche tecniche approvate con provvedimento 30 aprile 2018 prevedono un blocco informativo ad hoc
fatture elettroniche
Per quelle emesse in ciascun trimestre solare, l’imposta deve essere versata entro il giorno 20 del primo mese successivo; l’importo dovuto è reso noto dall’Agenzia delle entrate
Il nuovo limite è valido per tutti i contribuenti interessati e sostituisce i precedenti valori, che erano differenziati sulla base del codice Ateco identificativo dell’attività esercitata
L’Amministrazione fornisce precisazioni su ambito soggettivo e oggettivo di applicazione, termini di trasmissione, modalità di inoltro in caso di scarto, registrazione e conservazione
immagine dell'Aula della Camera
In arrivo la cedolare secca sugli immobili commerciali, l’imposta sostitutiva su lezioni private e ripetizioni, la definizione agevolata per i contribuenti in difficoltà economica
Il nuovo limite è valido per tutti i contribuenti interessati e sostituisce i precedenti valori, che erano differenziati sulla base del codice Ateco identificativo dell’attività esercitata
L’Amministrazione fornisce precisazioni su ambito soggettivo e oggettivo di applicazione, termini di trasmissione, modalità di inoltro in caso di scarto, registrazione e conservazione
Entrambe le misure agevolative connesse all’effettuazione di investimenti in beni materiali strumentali sono state prorogate di un anno dalla recente legge di bilancio
Le Entrate illustrano le recenti modifiche al regime agevolato e forniscono precisazioni rispetto ad alcune questioni emerse nel corso dei primi anni di applicazione della disciplina
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino