Giurisprudenza
Irap, se manca la prova contraria
la prima parola è quella che conta
No al rimborso dell’imposta versata spontaneamente dall’avvocato, che successivamente ritratta quanto da lui stesso affermato in dichiarazione. L’errore va dimostrato in sede contenziosa
Irap, se manca la prova contraria |la prima parola è quella che conta
In tema di Irap, spetta al contribuente, nelle controversie su istanza di rimborso, provare il difetto del requisito dell’autonoma organizzazione.
È quanto ribadito dalla Corte suprema, con l’ordinanza 16523 del 5 luglio 2017.

La vicenda processuale
Il contribuente, di professione avvocato, impugna il silenzio rifiuto dell’amministrazione finanziaria sulle istanze di rimborso dell’Irap, versata per gli anni dal 1999 al 2003.
I giudici di merito, sia di primo che di secondo grado, nell’accogliere le doglianze del ricorrente, escludono il presupposto impositivo dell’Irap, affermando che la professione forense si basa sul rapporto intellettuale e che l’Agenzia delle entrate non ha dimostrato l’esistenza di una struttura di supporto organizzata, tale da giustificare l’imposizione in esame.

Ricorre in Cassazione l’Agenzia delle entrate, lamentando la violazione del combinato disposto degli articoli 2 e 3 del Dlgs 546/1992 e dell’articolo 2697 del codice civile, per non aver fatto, il giudice di merito, buon governo delle regole in tema di onere probatorio su istanza di rimborso, rilevando che spetta al contribuente e non all’amministrazione, fornire la prova dell’assenza dell’autonoma organizzazione.

La pronuncia della Cassazione
La Corte suprema, con il decisum in esame, si allinea al consolidato orientamento di legittimità in materia di onere probatorio sul presupposto impositivo dell’Irap in controversie aventi per oggetto l’istanza di rimborso. In particolare, nell’accogliere il ricorso del Fisco, i giudici di legittimità affermano che spetta al contribuente fornire la prova del difetto del requisito dell’autonoma organizzazione.

Osservazioni
La giurisprudenza di legittimità, con orientamento consolidato (a titolo esemplificativo, si veda Cassazione, sezioni unite, sentenza 9451/2016), ha affermato, in tema di Irap, che il requisito dell’autonoma organizzazione, presupposto d’imposta, ricorre quando il contribuente, che eserciti attività di lavoro autonomo, sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione senza essere inserito in strutture riferibili ad altrui responsabilità e interesse, e impieghi beni strumentali eccedenti le quantità che, secondo l’id quod plerumque accidit, costituiscono nell’attualità il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività anche in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Ciò premesso, con riferimento alla ripartizione dell’onere probatorio in materia di istanza di rimborso, i giudici di legittimità hanno richiamato il precedente (Cassazione, pronuncia 27127/2016) in base al quale è pacifico che, qualora il ricorrente abbia presentato la dichiarazione affermando di essere soggetto all’Irap, versando il relativo ammontare, l’Agenzia delle entrate è legittimata poi a negarne il rimborso, considerato che la sussistenza della autonoma organizzazione, quale presupposto applicativo dell’imposta, è stata dichiarata dallo stesso contribuente.

Vero è che la dichiarazione dei redditi non è un atto negoziale ma una dichiarazione di scienza, emendabile e ritrattabile, con la conseguenza che il contribuente è sempre ammesso, in sede contenziosa, a provare che l’originaria dichiarazione era viziata da un errore di fatto o di diritto e che il presupposto impositivo non era sussistente. In tale ipotesi, invero, in applicazione delle regole generali sulla distribuzione dell’onere probatorio stabilite dall’articolo 2697 cc, spetta al contribuente che “ritratta” la propria dichiarazione fornire la prova del fatto impeditivo della obbligazione tributaria (asserita mancanza della autonoma organizzazione).
Se così non fosse, si determinerebbe un’irrazionale disparità di trattamento a sfavore di coloro che chiedono il rimborso di un’imposta versata e non dovuta, onerati di fornire la prova del diritto alla restituzione, rispetto a coloro che, dopo essersi dichiarati soggetti all’imposta e averla indicata nella dichiarazione, ne omettono il versamento.

Ne deriva, il principio di diritto in base al quale “qualora il contribuente agisca chiedendo il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, sostanzialmente ritrattando la propria precedente dichiarazione, è onere del contribuente dara la prova dell’assenza di tali condizioni”.
 
Dora De Marco
pubblicato Giovedì 10 Agosto 2017

I più letti

immagine generica illustrativa
Per ognuna delle misure tributarie contenute nell'ultima legge di bilancio vengono indicati il comma di riferimento, una breve descrizione, l'obiettivo, i destinatari e la decorrenza
immagine generica illustrativa
Prevista dalla legge di bilancio 2018, si applica alle spese sostenute a partire da quest'anno, anche nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico. Necessario il certificato medico
Pubblicata la circolare delle Entrate che illustra dettagliatamente la nuova disciplina di determinazione del reddito ai fini Irpef e Irap, risolvendo alcuni dubbi interpretativi
Modificati i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap, nonché del modello 770. Ritoccate anche le date legate all’attività svolta dai Centri di assistenza fiscale
Entrambe le misure agevolative connesse all’effettuazione di investimenti in beni materiali strumentali sono state prorogate di un anno dalla recente legge di bilancio
Modificati i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Irap, nonché del modello 770. Ritoccate anche le date legate all’attività svolta dai Centri di assistenza fiscale
Pubblicata la circolare delle Entrate che illustra dettagliatamente la nuova disciplina di determinazione del reddito ai fini Irpef e Irap, risolvendo alcuni dubbi interpretativi
Recepiscono le numerose e significative misure di semplificazione procedimentale introdotte lo scorso anno e sostituiscono quelle già approvate nel febbraio del 2015
immagine generica illustrativa
Per ognuna delle misure tributarie contenute nell'ultima legge di bilancio vengono indicati il comma di riferimento, una breve descrizione, l'obiettivo, i destinatari e la decorrenza
immagine generica illustrativa
Prevista dalla legge di bilancio 2018, si applica alle spese sostenute a partire da quest'anno, anche nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico. Necessario il certificato medico
Pubblicata la circolare delle Entrate che illustra dettagliatamente la nuova disciplina di determinazione del reddito ai fini Irpef e Irap, risolvendo alcuni dubbi interpretativi
Più tempo il prossimo anno per presentare i modelli Redditi, Irap e 770: scadenza unica al 31 ottobre. Slitta al 23 luglio il termine per consegnare il 730 ad un intermediario
Scatta dal 2019 l’obbligo di fatturazione elettronica anche tra soggetti privati; nasce l’imposta sulle transazioni digitali per le prestazioni di servizi effettuate tramite mezzi elettronici
Entrambe le misure agevolative connesse all’effettuazione di investimenti in beni materiali strumentali sono state prorogate di un anno dalla recente legge di bilancio
In caso di modifica ultrannuale, il credito risultante deve essere evidenziato nel modello relativo al periodo d’imposta in cui è presentata la modifica a proprio vantaggio
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino