Giurisprudenza
L’impugnazione della cartella
non rimette in gioco il contribuente
La nullità di una sentenza non è rilevabile d’ufficio ma va eccepita con i normali strumenti di opposizione
immagine di cartella esatoriale
L’eccezione di nullità di una sentenza deve essere rilevata, ai sensi dell’articolo 161 del codice di procedura civile, innanzi al giudice superiore attraverso gli specifici strumenti di impugnazione dei provvedimenti giurisdizionali previsti dalle norme processuali, secondo il principio generale di conversione dei motivi di nullità in motivi di gravame.
Ne consegue che la cartella di pagamento - atto impugnabile solo per vizi propri e non per quelli dell’atto da cui nasce l’iscrizione a ruolo e/o dello stesso atto esecutivo - non rimette in termini il contribuente che sia decaduto dall’impugnazione, eccetto le ipotesi in cui, solo attraverso di essa, egli venga a conoscenza della pretesa impositiva e dell’atto con cui è stata accertata.
Questo l’interessante assunto contenuto nella pronuncia della Cassazione n. 25614 del 17 dicembre.
 
Il giudizio di merito
Un contribuente propone ricorso contro una cartella di pagamento relativa a imposte dirette (annualità 1976/1977) liquidate a seguito di una decisione della Commissione tributaria di primo grado del 1990, passata in giudicato.
La Commissione tributaria provinciale accoglie il ricorso.
L’Amministrazione finanziaria ricorre in appello, che viene accolto dai giudici del gravame nella considerazione che l’atto esecutivo impugnato scaturiva da una decisione passata in giudicato.
Il contribuente propone allora ricorso per Cassazione e contesta, tra le altre, la sentenza di appello in quanto il giudice del gravame non aveva valutato che la cartella era priva dell’indicazione di copia autentica dell’originale (mai notificato alla parte) e inoltre era carente delle prescritte indicazioni inerenti alla determinazione dei tributi, sicché aveva vizi intrinseci alla medesima e, quindi, autonomamente denunziabili, così come avvenuto.
 
La pronuncia della Cassazione
Per la Corte suprema, tale doglianza è priva di fondamento, quindi deve essere rigettata.
La Cassazione ricorda che la cartella esattoriale “…è impugnabile solo per vizi propri e non per quelli dell’atto da cui nasce il debito alla fonte dell’iscrizione a ruolo e dello stesso atto esecutivo, eccettuati i casi in cui solo attraverso di essa il contribuente venga a conoscenza della pretesa impositiva e dell’atto con cui e stata accertata…”,ma tale eccezione non può valere, come nel caso di specie, “…quando il debito sia fondato su provvedimenti giudiziari, i quali debbono essere impugnati con gli specifici strumenti previsti dalla norme processuali (nella specie, con l’appello della sentenza in base alla quale era stato adottato l’atto oggetto del presente giudizio), e non possono essere contestati attraverso un ricorso dinanzi al giudice di primo grado avverso la cartella esattoriale (V. pure Cass. Sentenze n. 21477 del 11/11/2004, n. 7951 del 2002)”.
 
Considerazioni finali
La pronuncia in commento si allinea a un orientamento da ritenersi oramai consolidato - nella giurisprudenza di legittimità - in ordine all’interpretazione degli articoli 161 e 327 del codice di procedura civile, nonché dell’articolo 38, comma 3, del Dlgs 546/1992.
 
In particolare, si ricorda che l’articolo 161, primo comma, del cpc, nel disciplinare le ipotesi di nullità delle sentenze, dispone che “la nullità delle sentenze soggette ad appello o a ricorso per cassazione può essere fatta valere soltanto nei limiti e secondo le regole proprie di questi mezzi di impugnazione”; il primo comma dell’articolo 327, invece, testualmente recita “indipendentemente dalla notificazione, l’appello, il ricorso per Cassazione e la revocazione…non possono proporsi dopo decorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza”.
 
In ambito tributario, infine, il comma 3 dell’articolo del Dlgs 546/1992 prevede che “se nessuna delle parti provvede alla notificazione della sentenza, si applica l’art. 327, comma 1, del codice di procedura civile. Tale disposizione non si applica se la parte non costituita dimostri di non avere avuto conoscenza del processo per nullità della notificazione del ricorso e della comunicazione dell’avviso di fissazione d’udienza”.
A tal riguardo, la giurisprudenza di legittimità ha già avuto modo di affermare che “…il collegamento contenuto nell’art. 158 cod. proc. civ. al successivo art. 161 comporta che la nullità della sentenza, derivante da vizio di costituzione del giudice, non si sottrae al principio di conversione dei motivi di nullità in motivi d'impugnazione, con la conseguenza che, in caso di mancata, tempestiva denuncia del vizio attraverso lo strumento dell’impugnazione, il rilievo della nullità resta precluso: esemplificativamente ss. uu. 23 giugno 1971, n. 1982” (Cassazione 1733/2003).
 
E ancora, più di recente, “il vizio, rappresentato dalla violazione al principio del contraddittorio per l’omessa comunicazione alla parte della data dell’udienza di trattazione, della sentenza che costituisca titolo per l’emissione di cartella di pagamento oggetto di impugnazione non è rilevabile dal giudice adito se non nella misura in cui sia trasfuso in motivo di gravame ex artt. 161 e 327 c.p.c. e 38, D.Lgs. n. 546/1992” (Cassazione, ordinanza 30145/2008).
 
Sulla base degli enunciati principi, si deve concludere che la nullità di una sentenza deve essere fatta valere con i normali mezzi di impugnazione, non potendo la stessa essere rilevata d’ufficio (e, ove ciò avvenga, tale contegno integra violazione del diritto di difesa e del contraddittorio), con la conseguenza che una cartella di pagamento - emessa a seguito del passaggio in giudicato di una sentenza non tempestivamente impugnata - non può essere oggetto di autonoma impugnazione per far valere vizi relativi alla pronuncia, sottesa alla stessa cartella, nei confronti della quale il contribuente è decaduto dal proporre i normali mezzi di gravame.
Marco Denaro
pubblicato Lunedì 3 Gennaio 2011

I più letti

On line gli elenchi delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, delle società controllate da Pa e delle società quotate incluse nell’indice Ftse Mib
Può essere utilizzato per le notifiche a decorrere dal 1° luglio 2017. Anche dall’agente della riscossione, per le cartelle di pagamento e gli atti affidatigli da tutti gli enti creditori
Ai compensi dei professionisti si applica il principio di cassa: la disponibilità della somma indicata nel titolo di credito va inquadrata al momento in cui lo stesso è ricevuto
disegno con dispositivi per diverse forme di pagamento
Per facilitare il passaggio alle nuove modalità di pagamento, fino al prossimo 31 dicembre è previsto un periodo transitorio in cui saranno ancora possibili versamenti cash
E non solo: alcune deduzioni aumentano, altre estendono il loro raggio d’azione, costi che diventano integralmente deducibili e più tempo per l’invio dell’integrativa a favore
On line gli elenchi delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, delle società controllate da Pa e delle società quotate incluse nell’indice Ftse Mib
immagine generica che indica una sostituzione
L'obiettivo è favorire l'emersione spontanea di basi imponibili, stimolare l'assolvimento degli obblighi tributari e rafforzare la collaborazione tra i contribuenti e la Pa
Può essere utilizzato per le notifiche a decorrere dal 1° luglio 2017. Anche dall’agente della riscossione, per le cartelle di pagamento e gli atti affidatigli da tutti gli enti creditori
immagine generica che indica una sostituzione
Dall'attuazione delle disposizioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, cioè il passaggio da uno strumento all'altro deve avvenire a invarianza di gettito
E non solo: alcune deduzioni aumentano, altre estendono il loro raggio d’azione, costi che diventano integralmente deducibili e più tempo per l’invio dell’integrativa a favore
In caso di modifica ultrannuale, il credito risultante deve essere evidenziato nel modello relativo al periodo d’imposta in cui è presentata la modifica a proprio vantaggio
Il regime dipende dal tipo di acquisto effettuato
Istituiti sia quelli da usare alla presentazione della denuncia sia quelli per le somme dovute a seguito di liquidazione, acquiescenza, adesione, conciliazione e definizione delle sole sanzioni
Il credito di imposta va utilizzato in compensazione, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi relativi agli investimenti eleggibili
Il programma informatico reso disponibile gratuitamente sul sito delle Entrate permette di generare file conformi a quanto previsto da specifiche tecniche e regole di compilazione
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino