Giurisprudenza
L’irragionevolezza di un “perché”
non avvia il giudizio di legittimità
Il ricorso alla Corte suprema, proposto avverso provvedimenti cautelari reali, è esperibile esclusivamente per motivi riguardanti la trasgressione di disposizioni normative
Dipinto di Adi Holzer
La Corte di cassazione, con sentenza n. 5733 dell’11 febbraio 2016, ha statuito che “nella nozione di ‘violazione di legge’ rientrano la motivazione assente e quella meramente apparente, in quanto correlate all’inosservanza di precise norme processuali, ma non la motivazione illogica. Inoltre è corretto il sequestro preventivo delle quote di società di persone che riveste un carattere prenotativo rispetto alla liquidazione della società”.
 
Evoluzione processuale
La vicenda trae origine da una verifica fiscale che aveva condotto al riconoscimento, in capo al ricorrente, di maggiori ricavi non dichiarati per 755.097 euro, nell’anno d’imposta 2011, e del mancato pagamento dell’imposta per 326.487 euro. Al contribuente veniva inoltre contestato il reato di omessa indicazione in dichiarazione di maggiori redditi (articolo 4, Dlgs 74/2000), il cui ammontare corrispondeva alla somma rintracciata a saldo di un conto corrente presso una banca svizzera.
Nel caso concreto, si era accertato che il ricorrente aveva effettuato movimentazioni di danaro senza indicare tali attività nelle dichiarazioni dei redditi, in conseguenza delle quali i militari della Guardia di finanza avevano ritenuto le relative somme come sottratte a tassazione in Italia, applicando la presunzione di cui all’articolo 12 del Dl 78/2009.
 
Il contribuente presentava ricorso che, però, il tribunale, con ordinanza del 21 maggio 2015, rigettava, confermando il decreto di sequestro preventivo – finalizzato alla confisca per equivalente – emesso dal Gip il 5 marzo dello stesso anno e relativo ai conti correnti e alla quota di una società di persone.
L’indagato ha dunque proposto ricorso per cassazione, affidandolo a due motivi:
  • violazione o erronea applicazione degli articoli 321 cpp, 4 del Dlgs 74/2000 e 12 del Dl 78/2009. Il tribunale avrebbe fondato la misura del sequestro preventivo esclusivamente su presunzioni tributarie che non possono costituire, da sole, fonte di prova di commissione del reato
  • violazione degli articoli 322-ter cp e 1, comma 143, della legge 144/2007. Il vincolo del sequestro sarebbe stato confermato anche con riguardo a una quota relativa a una società in accomandita semplice, ipotesi non consentita, atteso l’intuitus personae che caratterizza le società in accomandita semplice.
 
Pronuncia: la violazione di legge
La suprema Corte, nel respingere le lamentele, precisa che è esperibile ricorso per cassazione, proposto avverso provvedimenti cautelari reali, ai sensi dell’articolo 325 cpp, esclusivamente per motivi attinenti alla violazione di legge.
A giudizio della Cassazione, “nella nozione di ‘violazione di legge’ rientrano, in particolare, la mancanza assoluta di motivazione o la presenza di motivazione meramente apparente, in quanto correlate all’inosservanza di precise norme processuali, ma non l’illogicità manifesta della motivazione, la quale può denunciarsi nel giudizio di legittimità soltanto tramite lo specifico e autonomo motivo di ricorso di cui alla lett, e) dell'art. 606 stesso codice”.
 
L’illogicità della motivazione non può farsi rientrare nella contestazione della violazione di legge.
La motivazione, dunque, risulta tutt’altro che apparente o inesistente e, pertanto, non può essere contestata in sede cautelare con argomenti attinenti alla presunzione tributaria – questioni che attengono alla motivazione del provvedimento, nonché al merito della vicenda – e come tali esclusi dalla portata dell’articolo 325 cpp.
 
Pronuncia: sequestrabilità della quota di società di persone
In riferimento all’eccezione del sequestro delle quote sociali di una società di persone, la suprema Corte afferma il principio secondo il quale “è ammissibile il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente della quota del socio accomandatario di una società in accomandita semplice, non solo quando è fissata nello statuto dell’ente la clausola di libera cedibilità della quota, ma anche quando questa, pur dopo l’apposizione del vincolo, resta in uso al socio quale custode, poiché, in tale evenienza, la misura cautelare ha una funzione “prenotativa” ed il suo oggetto si identifica nel “quantum” che spetterà al socio all’esito della liquidazione della società”.
 
In questo caso, pertanto, non si deroga al principio dell’“intuitus personae” in contrasto con la volontà degli altri soci.
La questione è stata tra l’altro ampiamente affrontata dalla stessa Corte, con sentenza 36929/2015, nella quale si afferma che “È possibile disporre il sequestro per equivalente di quote detenute in società di persone dall’indagato per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni parzialmente inesistenti, e ciò in quanto tale provvedimento cautelare - pur se non determina per l’indagato la perdita della qualità di socio, non potendo disporsi la nomina di un amministratore della quota stessa - consente comunque al creditore nel cui interesse il provvedimento stesso è emesso di soddisfarsi per il valore di tali quote laddove la relativa società venga in futuro posta in stato di liquidazione”.
 
Conclusioni
La Corte di cassazione respinge il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese processuali affermando due principi:
  • la illogicità della motivazione di un provvedimento decisorio non consente il vaglio di legittimità della suprema Corte ex articolo 325 cpp
  • le quote sociali di una società di persone sono sequestrabili anche se in uso al socio quale custode, con l’effetto prenotativo nell’ipotesi di liquidazione della società.
Salvatore Tiralongo
pubblicato Lunedì 29 Febbraio 2016

I più letti

Presentazione esclusivamente online attraverso i servizi telematici Fisconline o Entratel. Due i modelli proposti e un software che individua e consiglia il più adatto al caso
Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
Il vecchio format potrà comunque essere ancora utilizzato per altri sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Invio telematico o spedizione in plico raccomandato
immagine generica
Con la manovra di bilancio per il 2017, il legislatore ha previsto l'inserimento all'interno del Tuir dell'articolo 55-bis, dando attuazione a una riforma attesa da diversi anni
immagine di due modelli F24
In via generale, a prescindere dalla violazione che si intende regolarizzare, occorre prima individuare la specifica norma sanzionatoria prevista e poi applicare le riduzioni
Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
Le istanze devono essere trasmesse per via telematica tra il 20 febbraio e il 20 marzo 2017. L’applicativo non richiede installazione e garantisce l’uso di una versione sempre aggiornata
immagine di due modelli F24
In via generale, a prescindere dalla violazione che si intende regolarizzare, occorre prima individuare la specifica norma sanzionatoria prevista e poi applicare le riduzioni
Per gli avvicendamenti nei ruoli apicali saranno interessate le direzioni regionali del Lazio, della Liguria, della Basilicata, dell’Emilia Romagna, del Piemonte e della Puglia
Il vecchio format potrà comunque essere ancora utilizzato per altri sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Invio telematico o spedizione in plico raccomandato
Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
In caso di modifica ultrannuale, il credito risultante deve essere evidenziato nel modello relativo al periodo d’imposta in cui è presentata la modifica a proprio vantaggio
mappa
Concluso l’iter di conversione del provvedimento collegato alla legge di bilancio per il 2017: numerose e significative le modifiche apportate nel corso del dibattito parlamentare
immagine di un orologio
A partire dall'anno d'imposta 2016, le eventuali maggiori imposte pagate potranno essere recuperate entro il quinto anno successivo a quello di presentazione del modello originario
Istituiti sia quelli da usare alla presentazione della denuncia sia quelli per le somme dovute a seguito di liquidazione, acquiescenza, adesione, conciliazione e definizione delle sole sanzioni
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino