Giurisprudenza
Senza dichiarazione l’accertamento diventa “supersemplice”
L’omissione legittima il ricorso a presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza
_2797.jpg
In caso di mancata presentazione della dichiarazione dei redditi da parte di una società, è legittimo l’accertamento Ilor fondato sull’ammontare delle rimanenze finali risultanti dalla contabilità del precedente periodo d’imposta. Queste, in sintesi, le conclusioni cui è pervenuta la Cassazione con la sentenza 16379 del 17 giugno 2008.

La controversia nasce a seguito di notifica di un avviso di accertamento Ilor (ex articolo 41 del Dpr 600/1973, conseguente alla mancata presentazione della dichiarazione dei redditi da parte di una società), con il quale l’ente impositore prendeva in considerazione le rimanenze finali risultanti in contabilità nel precedente periodo d’imposta e, reputandole cedute nel successivo anno - in contestazione -, applicava alle stesse la percentuale di ricarico normalmente conseguita dai soggetti esercenti attività analoghe.

Il ricorso della società destinataria dell’atto impositivo veniva accolto dalla Ctp, la cui sentenza era confermata in appello. L’Amministrazione, con il ricorso in Cassazione, lamentava come entrambi i giudici di merito, anziché richiedere al contribuente la prova del minor reddito conseguito, avessero addossato - di fatto - all’ufficio l’onere della prova.

La decisione della Suprema corte
La Cassazione, con la sentenza 16379/2008, ha accolto il ricorso dell’agenzia delle Entrate in quanto, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (sentenze 15134/2006, 3115/2006, 23480/2004, 19174/2003, 9755/2003, 17016/2002), nel caso in cui vi sia stata una omessa dichiarazione da parte del contribuente, come nel caso in esame, la legge abilita l’ufficio a servirsi di qualsiasi elemento probatorio ai fini dell’accertamento del reddito e, quindi, a determinarlo anche con metodo induttivo, non escludendo l’utilizzazione, in deroga alla regola generale, di presunzioni semplici prive dei requisiti di cui all’articolo 38, comma 3, del Dpr 600/1973, “sul presupposto dell’inferenza probabilistica dei fatti costitutivi della pretesa tributaria ignoti da quelli noti”.

In base alle argomentazioni dei giudici, che equiparano sotto questo aspetto l’attività presuntiva posta in essere in sede amministrativa a quella valutativo-processuale, se i fatti costitutivi della pretesa tributaria, originata da un “accertamento d’ufficio”, possono essere anche inferiti dall’Amministrazione finanziaria in base a presunzioni semplici, prive dei requisiti di “gravità, precisione e concordanza”, allora:

 

  • da un lato, anche il giudice tributario può legittimamente ritenere dimostrati i fatti amministrativi sulla base di siffatte presunzioni (fondando, quindi, la decisione in deroga alla regola stabilita dall’articolo 2729, comma 1, del Codice civile, secondo cui le presunzioni devono essere gravi, precise e concordanti)
  • dall’altro, a fronte della legittima prova presuntiva offerta dall’ufficio, incombe sul contribuente l’onere di dedurre e provare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi della pretesa impositiva.

In ultima analisi, ha spiegato la Suprema corte, a fronte dell’omessa dichiarazione dei redditi, il potere-dovere dell’Amministrazione, ex articolo 41 del Dpr 600/1973, comporta che, sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o conosciuti, l’ente impositore è abilitato a determinare il reddito complessivo del contribuente stesso, nonché i singoli redditi delle persone fisiche soggetti all’Ilor (nel periodo in cui tale imposta era vigente), con facoltà di fare ricorso a presunzioni cosiddette “supersemplici”, comportanti l’inversione dell’onere della prova.
Il contribuente, quindi può, anzi deve, fornire elementi contrari a quelli opposti dall’ufficio per demolire la contestazione contenuta nell’avviso di accertamento.

Per i giudici, infine, i valori percentuali medi del settore non rappresentano un fatto noto storicamente provato, ma “costituiscono il risultato di una estrapolazione statistica di una pluralità di dati disomogenei” (Cassazione, sentenze 18038/2005 e 641/2006), con la conseguenza che tali valori, pur non integrando presunzioni gravi, precise e concordanti, costituiscono comunque una semplice “regola di esperienza” che, se non consente di presumere l’esistenza di attività non dichiarate, se non in presenza di ulteriori elementi, può essere tuttavia utilizzata per determinare il reddito nell’ipotesi disciplinata dall’articolo 41, comma 2, Dpr 600/1973. Ciò è consentito anche derogando alle disposizioni dettate dal primo comma dello stesso articolo 41, in modo da permettere all’ufficio di ricostruire il reddito anche sulla base di presunzioni prive dei ricordati caratteri (Cassazione, sentenza 7914/2007).

Il procedimento presuntivo
Con la sentenza 16379/2008, la Cassazione ha ripreso, in primo luogo, la questione relativa alla valenza del ragionamento presuntivo e superpresuntivo nell’accertamento tributario.

La pronuncia si è occupata del problema dei rapporti tra accertamento fondato su presunzioni semplici e presunzioni “supersemplici”, facendo così rilevare la necessità dell’occorrenza di un particolare presupposto per potere operare, ossia il “fatto noto”, quale una violazione del contribuente (nella specie costituita dall’omessa presentazione della dichiarazione annuale e dall’esistenza delle rimanenze contabili dell’anno precedente). Circostanza, questa, che abilita l’ufficio – in deroga ai poteri accertativi ordinari, più rigorosi rispetto a fattispecie non omissive – al particolare accertamento di cui all’articolo 41 del Dpr 600/1973, avvalendosi di una prova meno rigorosa di quella ordinaria (che deve rispondere ai requisiti di precisione, gravità e concordanza), comunque superiore alla valenza dell’indizio, senza ovviamente con ciò sfociare in induzioni vessatorie o, addirittura, meramente arbitrarie.
Tanto è vero che le norme che prevedono presunzioni “supersemplici” (quali gli articoli 39, secondo comma, e 41, secondo comma, del Dpr 600/1973) altro non sono che un riconoscimento della realtà fattuale, trattandosi di un meccanismo contemplato per ipotesi davvero estreme.

Al riguardo, la Cassazione aveva già precisato che nel ragionamento presuntivo deve ritenersi sufficiente che il fatto ignoto si manifesti come conseguenza logicamente ricollegabile al fatto noto, sulla base dell'id quod plerumque accidit; in termini, non di necessità ma di mera probabilità (sentenze 934/1986, 5052/1987 e 4307/1992).

In secondo luogo, la sentenza ha stigmatizzato il comportamento del giudice del riesame per il fatto che quest’ultimo, anziché appurare se il contribuente avesse o meno assolto al proprio onere probatorio diretto a dimostrare l’infondatezza della pretesa erariale, aveva invece annullato l’atto impugnato ritenendo nel merito che l’operata ricostruzione induttiva dei ricavi non reggeva.
La sentenza di secondo grado aveva, in tal modo, violato anche uno dei principi basilari espressi dalla giurisprudenza consolidata di legittimità sull’onere della prova, che vuole che il giudice di merito, nelle sue valutazioni, debba attenersi alla linea argomentativa ripetutamente rimarcata dalla Cassazione (ex plurimis, sentenze 16423/2008, 11205/2007, 1709/2007, 17841/2004), per cui:

  • all’Amministrazione finanziaria spetta dimostrare, ex articolo 2697, comma 1, del Codice civile, l’esistenza dei fatti rivelatori, indici di maggiore capacità contributiva
  • al contribuente compete l’onere di provare, ex articolo 2697, comma 2, del cc, i fatti impeditivi, modificativi o estintivi della stessa pretesa su cui l’Amministrazione ha fondato l’atto impositivo.

In conclusione, il giudizio della Corte di cassazione può così riassumersi:

  1. è legittimo l’operato dell’ufficio che ricostruisce il reddito anche sulla base di presunzioni supersemplici
  2. è illegittimo l’operato del giudice di merito che, nella propria valutazione, inverte l’onere della prova ponendola a carico dell’Amministrazione finanziaria.
Salvatore Servidio
pubblicato Mercoledì 16 Luglio 2008

I più letti

palazzo madama
Prorogati gli incentivi per gli interventi di recupero edilizio, la riqualificazione energetica e antisismica, l’acquisto di mobili e elettrodomestici destinati a immobili ristrutturati
mappa
Concluso l’iter di conversione del provvedimento collegato alla legge di bilancio per il 2017: numerose e significative le modifiche apportate nel corso del dibattito parlamentare
cellulare
E non solo, l’Agenzia delle Entrate, adotta lo stesso metodo per aiutare i contribuenti a non lasciarsi scappare gli appuntamenti fiscali, ricordando anche scadenze e pagamenti
È on line il modello per la dichiarazione sostitutiva che i contribuenti devono trasmettere per evitare l’addebito nella bolletta della luce. In alternativa, invio in plico raccomandato
Lunedì 12 dicembre, lavori di aggiornamento della pagina web non consentiranno l’utilizzo dei servizi fiscali riguardanti l’esercizio delle opzioni di cui al Dlgs 127/2015
mappa
Concluso l’iter di conversione del provvedimento collegato alla legge di bilancio per il 2017: numerose e significative le modifiche apportate nel corso del dibattito parlamentare
palazzo madama
Prorogati gli incentivi per gli interventi di recupero edilizio, la riqualificazione energetica e antisismica, l’acquisto di mobili e elettrodomestici destinati a immobili ristrutturati
È on line il modello per la dichiarazione sostitutiva che i contribuenti devono trasmettere per evitare l’addebito nella bolletta della luce. In alternativa, invio in plico raccomandato
È fondamentale non solo la tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino e delle distinte necessarie alla compilazione dell’inventario, ma anche la loro corretta e ordinata compilazione
timbro export
Le modifiche non comportano alcun cambiamento alla possibilità di usufruire di un regime fiscale agevolato, ma consentono un più puntuale monitoraggio delle operazioni
mappa
Concluso l’iter di conversione del provvedimento collegato alla legge di bilancio per il 2017: numerose e significative le modifiche apportate nel corso del dibattito parlamentare
Con il provvedimento collegato alla manovra di bilancio, introdotte disposizioni urgenti che apportano importanti modifiche in materia di riscossione e di contrasto all’evasione
Approda in Parlamento la manovra per il prossimo anno. Il testo si presenta articolato e ricco di novità. Di seguito, una sintesi dei più importanti interventi tributari
Due le procedure generalmente previste: tramite contrassegno telematico oppure, virtualmente, con F24, in seguito all’autorizzazione dell’ufficio delle Entrate competente
Il regime dipende dal tipo di acquisto effettuato
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino