Giurisprudenza
Sì all'accertamento Irpef del socio
che non ha aderito al condono
È legittimo l'avviso notificato al contribuente se la Snc di cui fa parte ha sottoscritto il concordato di massa
Sì all'accertamento Irpef del socio| che non ha aderito al condono
La Corte di cassazione, con la sentenza 14926 del 6 luglio, ha stabilito che il condono a cui ha aderito la società di persone legittima l'accertamento Irpef nei confronti del socio per la sua quota parte non condonata.

Il fatto
La vicenda riguarda una società in nome collettivo che aveva aderito - ai fini Ilor - al cosiddetto "concordato di massa" (legge 656/1994 di conversione del Dl 564/1994). L'ufficio fiscale competente aveva notificato al socio estraneo al condono un avviso di accertamento Irpef, nella misura del 35% dell'importo liquidato, pari alla sua quota in azienda.
Il conseguente ricorso era stato accolto dalla Commissione tributaria provinciale, con decisione confermata in secondo grado, la quale ha considerato che, al momento dell'adesione della società al concordato di massa, nessuna norma prevedeva che la definizione dell'Ilor valesse come criterio anche per l'Irpef dei singoli soci (imputazione per trasparenza), come è successivamente avvenuto per effetto dell'articolo 9-bis, comma 18, del Dl 79/1997.

Le sorti della vicenda sono state però completamente ribaltate dalla Cassazione, cui si era rivolta l'Amministrazione finanziaria, deducendo in particolare la violazione del principio dell'articolo 5 del Dpr 917/1986, nel suo combinato disposto sia con l'articolo 3 del Dl 564/1994 sia con l'articolo 9-bis del Dl 79/1997. Le Entrate hanno basato il proprio ricorso sul principio di diritto vigente in materia secondo cui l'avvenuta definizione del reddito da parte della società di persone costituisce titolo per l'accertamento nei confronti delle persone fisiche che non hanno a loro volta definito i redditi prodotti in forma associata, nonostante si trattasse di periodi d'imposta anteriori all'entrata in vigore del Dl 79/1997.

Motivi della decisione
La sentenza 14926/2011, dunque, accogliendo il ricorso, ha consolidato sostanzialmente il principio che se il socio non dichiara il reddito societario nella misura risultante dalla rettifica dell'ente impositore, residua a suo carico l'obbligazione di pagamento del supplemento d'imposta.
Infatti, con motivazione che dà conto dei diversi orientamenti sussistenti al riguardo (tra le quali, in senso contrario alle ragioni qui privilegiate dalla Corte, si pone la pronuncia 3576/2010), la sezione tributaria ha aderito a quell'indirizzo in base al quale "In tema di imposte sui redditi, una volta divenuto incontestabile il reddito della società di persone a seguito della definizione agevolata di cui all'art. 9-bis del D.L. 28 marzo 1997 n. 79, convertito, con modificazioni, nella 1egge 28 maggio 1997, n. 140, nel giudizio di impugnazione promosso dal socio avverso l'avviso di rettifica del reddito da partecipazione non è configurabile un litisconsorzio necessario con la società e gli altri soci" (Cassazione 2827/2010).

Quindi, secondo la Corte regolatrice, il condono a cui ha aderito la società di persone costituisce pieno titolo per l'accertamento nei confronti delle persone fisiche che non hanno definito i redditi prodotti in forma associata, ed è applicabile anche in relazione ai periodi d'imposta anteriori all'entrata in vigore della 1egge 140/1997 (Cassazione 14418/2005).
In applicazione di tale principio, pertanto, il condono a cui ha aderito la Snc legittima l'accertamento Irpef nei confronti del socio pro-parte, visto che gli "è attribuita per la stessa annualità la quota parte dell'imponibile risultante dall'imposta versata dalla società per la definizione della lite fiscale".

A dare supporto a questa interpretazione sussistono altre pronunce di legittimità, tra cui la 9461/2002, la quale ha stabilito - in tema di Ilor - che, qualora il socio non abbia dichiarato, per la parte di sua competenza, il reddito societario nella misura risultante dalla rettifica operata dall'Amministrazione finanziaria nei confronti della società, "residua a suo carico l'obbligazione di pagamento del supplemento d'imposta".

Soccorre anche, in ambito Iva, l'ordinanza 21021/2009, secondo cui il valore accertato ai fini applicativi di un'imposta (Irpef) vincola la stessa Amministrazione finanziaria anche in riferimento all'applicazione di altri tributi (Iva), ove i fatti economici siano i medesimi e le singole leggi non stabiliscano differenti criteri di valutazione, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che per il primo tributo il contribuente abbia usufruito del condono fiscale (in tale ipotesi della legge 413/1991), rimanendo gli effetti di tale beneficio circoscritti nell'ambito esclusivo dell'imposta per cui la sanatoria è stata richiesta (cfr anche Cassazione 19321/2006).
Salvatore Servidio
pubblicato Giovedì 14 Luglio 2011

I più letti

moneta spezzata
Solo per il primo periodo di applicazione, quello in corso al 31 dicembre 2015, opera una limitazione al 75%, con rinvio dell’eccedenza (il rimanente 25%) alle annualità successive
dichiarazione dei redditi
Gli intermediari che hanno già inviato almeno l’80% dei modelli possono usufruire della proroga dal 7 al 23 luglio, per la presentazione delle ultime dichiarazioni loro affidate
pagamento
È legittimo il sequestro dei beni del professionista che concorre con il contribuente nella commissione dell’illecito e non si attiva, nel tempo, a ripristinare la legalità
calcolo
Avvenuta la consegna dell’avviso, va soltanto notificata la relativa cartella di pagamento per la fase della riscossione coattiva entro il termine prescrizionale decennale
testo alternativo per immagine
Confermati il recupero, fino a un massimo di 300 euro per veicolo, dei contributi versati al Ssn e la deducibilità forfetaria delle spese di trasporto personali non documentate
pagamento
È legittimo il sequestro dei beni del professionista che concorre con il contribuente nella commissione dell’illecito e non si attiva, nel tempo, a ripristinare la legalità
moneta spezzata
Solo per il primo periodo di applicazione, quello in corso al 31 dicembre 2015, opera una limitazione al 75%, con rinvio dell’eccedenza (il rimanente 25%) alle annualità successive
calcolo
Avvenuta la consegna dell’avviso, va soltanto notificata la relativa cartella di pagamento per la fase della riscossione coattiva entro il termine prescrizionale decennale
testo alternativo per immagine
Da utilizzare, entro il prossimo 30 giugno, per rideterminare il valore dei terreni a destinazione agricola ed edificatoria e delle partecipazioni in società posseduti al 1° gennaio 2015
due forchette e un cucchiaio
In rete l’applicazione con la quale, dal 4 luglio, sarà possibile fornire, on line, le proprie ragioni alle irregolarità rilevate e comunicate nel 2015 o evidenziare gli errori nei dati
logo del modello di dichiarazione Unico SC 2015, anno d'imposta 2014
Previste due nuove colonne, una per l'incremento della società quotata, l'altra per sfruttare in diminuzione del tributo regionale la quota di agevolazione non utilizzata per il reddito del periodo
cuccioli
Rimpiazza la disciplina dei "nuovi minimi" che, però, potrà essere ancora sfruttata fino al compimento del primo quinquennio di attività o, se successivi, fino ai 35 anni di età
bilancia di sassi
Sono conseguenti al nuovo metodo di restituzione delle maggiori imposte versate e degli importi a credito risultanti dai prospetti di liquidazione delle dichiarazioni dei redditi
un sacco pieno di soldi
In caso di omessi versamenti, il dies a quo per regolarizzare decorre dal momento di commissione della violazione, anche in relazione ai tributi risultanti dalla dichiarazione
Dogana con la Svizzera
La corretta collocazione nei modelli del regime che consente agli acquirenti stranieri di non pagare l’imposta sul valore aggiunto relativa a beni comprati in Italia