Giurisprudenza
Spese per il familiare ricoverato,
la deducibilità ha i suoi limiti
Il figlio non ha diritto a scalare i costi sanitari per il genitore, se questo ha presentato autonoma dichiarazione dei redditi e le fatture sono a lui intestate
testo alternativo per immagine
Va esclusa la deducibilità delle spese mediche necessarie nei casi di grave e permanente invalidità dei familiari a carico, se gli stessi sono a loro volta titolari di reddito e, quindi, di un’autonoma posizione impositiva.
In questi termini si è pronunciata la Corte di cassazione, con la sentenza n. 201 del 9 gennaio 2014.
 
I fatti
Con cartella di pagamento emessa in rettifica della dichiarazione dei redditi presentata per l’anno di imposta 1998, venivano ridotti gli oneri deducibili della somma corrispondente alle spese di ricovero sostenute per il proprio padre, curato presso una clinica per persone non autosufficienti, sul presupposto che fossero oneri deducibili solo le spese mediche e di assistenza specifica.
 
Il contribuente ha proposto ricorso avverso la cartella, rigettato dalla Commissione tributaria provinciale con la motivazione che, agli atti, non era stato provato che le spese relative al ricovero del padre fossero state sostenute proprio dal figlio.
 
Di diverso avviso i giudici di appello, che hanno riformato integralmente la sentenza di primo grado. In particolare, la Ctr Piemonte ha ritenuto che proprio dall’estratto del conto corrente bancario intestato al contribuente emergeva la prova che fosse stato questi a pagare le spese relative al ricovero del padre.
 
L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, lamentando:
  • in relazione all’articolo 360, n. 3, cpc, la violazione dell’articolo 10, comma 1, lettera b), Dpr 917/1986, poiché tale norma dispone la deducibilità solo delle spese mediche e quelle di assistenza specifica nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dai soggetti indicati nell’articolo 3 della legge 104/1992 e, non prevedendo nulla per le rette di ricovero presso case di cura e di riposo, non ne può essere ipotizzata un’estensione analogica
  • con riferimento all’articolo 360, n. 5, cpc, l’omessa motivazione in ordine alle eccezioni sollevate dall’ufficio e relative all’indeducibilità di tali spese, non solo perché non comprese nell’articolo 10, ma anche perché il familiare assistito non risultava a carico del contribuente, avendo presentato una propria dichiarazione dei redditi.
La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che “L’art. 10, comma 1, lett. b) del d.p.r. 22.12.1986 n. 917 prevede la deducibilità dal reddito complessivo delle spese mediche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dai soggetti indicati nell’art. 3 della l. 5 febbraio 1992 n. 104…”.
 
Osservazioni
Prima di tutto, la Corte censura la motivazione adottata dalla Commissione tributaria piemontese perché, alla luce del chiaro dettato normativo, si limita all’accertamento dell’avvenuta corresponsione, da parte del contribuente, delle somme indicate nelle fatture emesse dalla clinica presso la quale era ricoverato il padre (laddove, nella sentenza, si afferma che ciò emerge dall’esame degli estratti del conto corrente bancario intestato al contribuente), senza compiere alcun accertamento in fatto relativo alla effettiva riconducibilità delle spese a “spese mediche e di assistenza specifica”.
In particolare, i giudici non avevano tenuto conto di fatti decisivi (che, ove valutati, avrebbero potuto condurre a una diversa soluzione della controversia), quali la circostanza che il padre, che aveva presentato autonoma dichiarazione dei redditi e al quale risultavano intestate le fatture aventi a oggetto le rette, non era a carico del contribuente.
 
Neppure la Corte, tuttavia, si pronuncia sulla natura delle spese di ricovero.
I giudici di piazza Cavour hanno avuto occasione di precisare che se le rette per il ricovero sono corrisposte a strutture sanitarie ospitanti pazienti in regime di lungodegenza, affetti da gravissime infermità invalidanti e che necessitano di cure e assistenza continua, allora tali somme rientrano tra le spese mediche e di assistenza specifiche previste dall’articolo 10, comma 1, lettera b), e sono quindi deducibili (Cassazione, sentenza 12192/2010).
Come lo sono anche le spese di assistenza corrisposte a persone in possesso di un diploma di abilitazione o di specializzazione professionale, sanitaria o parasanitaria (Cassazione, sentenza 18584/2004), a prescindere dalla circostanza che la persona in situazione di grave handicap necessiti anche dell’aiuto di un semplice collaboratore, non potendone fare a meno nello svolgimento delle funzioni più elementari di deambulazione, alimentazione, igiene e propria cura.
 
Probabilmente nulla dice la Cassazione sul punto perché, con riferimento alla fattispecie sottoposta al suo esame, ritiene determinante la circostanza che il genitore assistito sia titolare di reddito.
Le spese previste dal comma 1, lettera b), articolo 10 citato (e quelle di ricovero, se vi rientrano) sono deducibili, infatti, sia se sono sostenute per se stessi, sia se sono sopportate nell’interesse delle persone indicate nell’articolo 433 cc (come previsto dal comma 2 dell’articolo 10, Dpr 917/1986, applicabile ratione temporis) a condizione che queste ultime (tra le quali, sono compresi anche i genitori) non siano titolari di autonoma posizione fiscale (ad esempio, la Corte ha ritenuto deducibili per intero le spese mediche per una figlia minore, fiscalmente a carico di entrambi i genitori, tutti e due percettori di redditi, a favore del solo genitore che ha dichiarato, nell’apposito quadro della dichiarazione dei redditi, di averle interamente sostenute – Cassazione, sentenza 14021/2006).
 
Diversamente, le spese mediche necessarie per grave e permanente invalidità dei soggetti a carico del contribuente non sono deducibili se gli stessi sono titolari a loro volta di reddito.
A tale principio di diritto la Corte aderisce e dà seguito (nel precedente richiamato, i giudici di legittimità avevano statuito che la disposizione dell’articolo 10 “… non consente di portare in deduzione, sia pure ‘pro quota’, le spese mediche sostenute dal coniuge … titolare di un’autonoma posizione impositiva”, a prescindere dall’eventuale regime patrimoniale di comunione legale e tenuto conto che i coniugi, quali autonomi soggetti d’imposta, ben potevano presentare distinte dichiarazioni dei redditi - Cassazione, sentenza 22789/2006).
 
Sarà compito del giudice di rinvio applicare il principio di diritto richiamato dalla Corte.
Romina Morrone
pubblicato Lunedì 27 Gennaio 2014

I più letti

testo alternativo per immagine
Raccolti in un unico documento di prassi, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su varie questioni interpretative in materia di Irpef prospettate dai Caf e da altri soggetti
immagine
Ad affermarlo, sono le prime pronunce delle Commissioni tributarie provinciali chiamate a decidere sulle controversie in materia dopo la sentenza della Corte costituzionale
immagine generica
Le Amministrazioni pubbliche, tenute a versare l'Iva, invece che al fornitore, direttamente all'erario, possono anche utilizzare l'importo dovuto in compensazione verticale
immagine
Disponibili per tutti i comuni italiani, consentono di avere un’indicazione di massima del valore degli immobili nel settore residenziale, commerciale, terziario e produttivo
testo alternativo per immagine
Tra le operazioni escluse, quelle a cui si applicano regimi speciali che prevedono sì l’addebito Iva in fattura, ma si distinguono per la determinazione forfetaria della detrazione
immagine
Ad affermarlo, sono le prime pronunce delle Commissioni tributarie provinciali chiamate a decidere sulle controversie in materia dopo la sentenza della Corte costituzionale
immagine
Anche se con modalità applicative differenti rispetto a quelle nazionali, la scissione dei pagamenti è uno dei modelli esaminati dalla Commissione europea contro le frodi
testo alternativo per immagine
Tra le operazioni escluse, quelle a cui si applicano regimi speciali che prevedono sì l’addebito Iva in fattura, ma si distinguono per la determinazione forfetaria della detrazione
immagine
La scissione dei pagamenti non si applica agli enti pubblici non economici autonomi rispetto alla struttura statale, che perseguono fini propri, anche se di interesse generale
Anziani che guardano la tv
Le persone anziane con redditi bassi entro fine mese possono inviare la dichiarazione sostitutiva che li dispensa dalla tassa sul possesso di apparecchi radiotelevisivi
cuccioli
Rimpiazza la disciplina dei "nuovi minimi" che, però, potrà essere ancora sfruttata fino al compimento del primo quinquennio di attività o, se successivi, fino ai 35 anni di età
immagine
Sono escluse dall’applicazione del meccanismo le attività di pulizia specializzata di impianti e macchinari industriali, in quanto questi strumenti non rientrano nella nozione di edifici
faq
Chiarimenti su operazioni con soggetti residenti in Paesi della black list, caselle “Autofattura” e “reverse charge”, fatture emesse registrate tra i corrispettivi. E altro ancora
logo del modello di dichiarazione Unico SC 2015, anno d'imposta 2014
Previste due nuove colonne, una per l'incremento della società quotata, l'altra per sfruttare in diminuzione del tributo regionale la quota di agevolazione non utilizzata per il reddito del periodo
carte di credito e lucchetto
I due particolari meccanismi puntano a prevenire fenomeni evasivi in settori economici considerati particolarmente "a rischio" e a garantire il versamento dell'imposta all'erario