Glossario

Glossario dei termini economico-fiscali più ricorrenti

a
Abitazione principale
È quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente. Alla qualifica di abitazione principale sono collegate numerose conseguenze fiscali in termini di agevolazioni, esenzioni, detrazioni e deduzioni (ad esempio, danno diritto alla detrazione Irpef del 19% gli interessi passivi pagati in dipendenza di mutui ipotecari stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale; è prevista una deduzione dal reddito complessivo di un importo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze; sono escluse da tassazione le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di unità immobiliari urbane, che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione, sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari; è prevista una detrazione Irpef del 19% in relazione ai compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare in dipendenza dell’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale). Diversa dalla nozione di abitazione principale è quella di Prima casa
Abuso del diritto
Configurano abuso del diritto (o elusione fiscale) una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme tributarie, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Tali operazioni non sono opponibili all'amministrazione finanziaria, che ne disconosce i vantaggi, determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi e tenuto conto di quanto versato dal contribuente per effetto di dette operazioni. La disciplina dell’abuso del diritto in ambito tributario è dettata dall’articolo 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000).
Accantonamento
Imputazione al conto economico dell’esercizio in corso di un costo che avrà la sua (eventuale) manifestazione numeraria in esercizi futuri. Sotto il profilo contabile, quindi, gli accantonamenti sono componenti negativi del conto economico imputati in esercizi precedenti rispetto a quello di effettivo e reale sostenimento. La normativa tributaria consente di dedurre dal reddito di esercizio solo alcuni tipi di accantonamento ed entro determinati limiti quantitativi. Gli accantonamenti deducibili sono espressamente previsti dal Testo unico delle imposte sui redditi (ad esempio, accantonamenti per imposte non ancora definitivamente accertate e accantonamenti di quiescenza e previdenza).
Accertamento
Attività che, in base alla legge, l’amministrazione finanziaria esercita, entro predeterminati termini di decadenza, per il controllo della corretta applicazione delle disposizioni tributarie. L’accertamento può avere a oggetto sia le imposte dirette sia quelle indirette, sia le imposte erariali sia quelle locali. L’attività si svolge secondo una sequenza di atti, che costituiscono il procedimento di accertamento. Quest’ultimo, di regola, ha inizio con alcuni adempimenti previsti dalla legge (in particolare, la presentazione di una dichiarazione da parte del contribuente) e prosegue con il loro controllo da parte dell’amministrazione finanziaria. All’esito del procedimento, di norma, viene emanato un atto di accertamento (avviso di accertamento) che, in quanto avente la natura di provvedimento amministrativo, è in grado di incidere unilateralmente sulla posizione giuridica del destinatario. Sono previste specifiche garanzie a favore del contribuente sottoposto ad attività di accertamento (in particolare, dalla legge 241/1990, recante “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi” e dalla legge 212/2000, recante “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente”). L’ordinamento tributario prevede diverse metodologie di accertamento, in funzione del mezzo di prova posto a fondamento della pretesa erariale e della categoria di contribuente cui le stesse sono applicabili (accertamento analitico, accertamento analitico-induttivo, accertamento induttivo, accertamento sintetico).
Accertamento analitico
È la ordinaria metodologia di accertamento prevista dal legislatore per la determinazione del reddito imponibile e del volume d’affari dei contribuenti, condotta attraverso la ricostruzione puntuale (appunto, analitica) di ciascuna categoria reddituale e di ogni singola operazione rilevante ai fini Iva. Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate procedono alla determinazione analitica del reddito delle persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo (contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili), rettificando le dichiarazioni presentate, quando il reddito complessivo dichiarato risulta inferiore a quello effettivo o non spettano, in tutto o in parte, le deduzioni dal reddito o le detrazioni d’imposta indicate nella dichiarazione. Per i soggetti obbligati, per legge, alla tenuta delle scritture contabili (titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo), l’attività di accertamento si basa sulla contabilità tenuta dal contribuente, considerata nel complesso attendibile. Il controllo è effettuato rettificando le singole componenti attive o passive del reddito ovvero una o più operazioni rilevanti ai fini Iva. Per questa categoria di contribuenti, quindi, l’accertamento analitico si fonda in sostanza su una diversa quantificazione del reddito imponibile derivante dagli elementi e dai dati risultanti dalla contabilità (per questo motivo, si parla anche di accertamento contabile).
Accertamento analitico-induttivo
Metodologia di accertamento utilizzabile esclusivamente nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Attraverso questa tipologia di controllo, gli uffici dell’amministrazione finanziaria possono intervenire sulla rideterminazione complessiva dei ricavi/compensi (o volume d’affari) e dei costi/spese indicati dal contribuente nelle dichiarazioni e nell’eventuale bilancio, pur in presenza di una contabilità che nel suo complesso è correttamente tenuta dal punto di vista formale. L’accertamento analitico-induttivo, quindi, può essere fondato sul controllo delle scritture contabili e sulle risultanze di accessi, ispezioni e verifiche (o altre attività ispettive). Inoltre, l’esistenza di attività non dichiarate o l’inesistenza di passività dichiarate è desumibile anche sulla base di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti.
Accertamento catastale
Attività amministrativa diretta ad accertare l’esistenza, l’ubicazione, la consistenza, la qualificazione e la rendita dei fabbricati e dei terreni. L’accertamento consiste nell’individuazione, anche mediante un sopralluogo, dell’unità immobiliare denunciata dal contribuente, nella verifica dell’esattezza dei dati ed elementi dichiarati, nel controllo della corrispondenza tra lo stato di fatto e la planimetria presentata.
Accertamento con adesione
Procedura mediante la quale l’attività di accertamento viene eseguita in contraddittorio tra contribuente e amministrazione finanziaria. In tal modo, si giunge a un “accordo” sulla base del quale vengono definite le imposte dovute, evitando il contenzioso. La procedura, che può essere attivata sia su iniziativa degli uffici dell’Agenzia delle Entrate sia su iniziativa del contribuente, può avere a oggetto le imposte sui redditi e l’Iva, nonché le altre principali imposte indirette (ad esempio, imposte sulle successioni e donazioni, di registro, ipotecaria e catastale). L’accertamento con adesione si perfeziona con il pagamento delle maggiori imposte dovute e produce una serie di effetti vantaggiosi per il contribuente. In particolare, è prevista la riduzione delle sanzioni amministrative a 1/3 del minimo previsto dalla legge. Inoltre, il perfezionamento dell’adesione comporta la riduzione fino a 1/3 delle sanzioni penali eventualmente previste e la non applicazione delle sanzioni accessorie, a condizione che lo stesso avvenga prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado nell'ambito del processo penale.
Accertamento d'ufficio
L’amministrazione finanziaria procede ad accertamento d’ufficio quando il contribuente omette di presentare la dichiarazione dei redditi o presenta una dichiarazione nulla. In questo caso, l’ufficio determina il reddito complessivo sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con facoltà di avvalersi anche di presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza e di prescindere, in tutto o in parte, dalle risultanze della dichiarazione (presentata e considerata nulla) e dalle eventuali scritture contabili, ancorché regolarmente tenute. Possono essere sottoposti ad accertamento d’ufficio tutti i contribuenti, a prescindere dalla loro natura giuridica.
Accertamento esecutivo
Gli avvisi di accertamento, relativi alle imposte sui redditi, all’Iva e all’Irap, emessi dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° ottobre 2011, in relazione ai periodi d’imposta dal 2007 in poi, hanno efficacia esecutiva (concentrazione della riscossione nell’accertamento). A tal fine, essi contengono l’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento degli importi dovuti (entro il termine di presentazione del ricorso) e l’espresso avvertimento che, decorsi 30 dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste è affidata in carico agli agenti della riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata: in tal modo, si concentra nell’avviso di accertamento la qualità di titolo esecutivo con una procedura che non prevede più la notifica della cartella.
Accertamento induttivo puro (o extracontabile)
Metodologia di accertamento attraverso la quale l’amministrazione finanziaria ricostruisce il reddito imponibile, ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, con facoltà di prescindere, in tutto o in parte, dalle risultanze del bilancio e dalle scritture contabili, in quanto esistenti, e di avvalersi anche di presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. Tale tipologia di accertamento è finalizzata a ricostruire e determinare il reddito d’impresa e i redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni. L’amministrazione finanziaria può ricorrere all’accertamento induttivo solo in presenza di una delle condizioni espressamente previste dalla legge (ad esempio, quando il reddito d’impresa non è stato indicato nella dichiarazione, oppure quando le scritture contabili risultano nel loro complesso inattendibili).
Accertamento integrativo
La legge attribuisce all’amministrazione finanziaria la possibilità di integrare o modificare in aumento precedenti atti di accertamento (ai fini delle imposte dirette e dell’Iva), fino alla scadenza dei termini di decadenza, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi per il medesimo anno d’imposta, acquisiti in un momento successivo rispetto all’emissione del primo avviso di accertamento. Nella motivazione devono essere specificamente indicati – a pena di nullità - sia i nuovi elementi posti a fondamento dell’accertamento integrativo sia gli atti e i fatti dai quali essi sono stati desunti.
Accertamento parziale
Tipologia di accertamento che rappresenta una deroga al principio di unicità e globalità dell’accertamento tributario. La legge, infatti, consente all’amministrazione finanziaria di effettuare rettifiche limitate, sulla base di elementi suscettibili di immediata utilizzabilità. Tali elementi devono risultare da accessi, ispezioni o verifiche, nonché dalle segnalazioni provenienti dalla Direzione centrale accertamento, da una Direzione regionale ovvero da un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate o di altre Agenzie fiscali, dalla Guardia di finanza o da pubbliche amministrazioni ed enti pubblici oppure dai dati in possesso dell’anagrafe tributaria. Sulla base di questi elementi, l’amministrazione può quindi limitarsi ad accertare il reddito o il maggior reddito imponibili, ovvero la maggiore imposta da versare (anche ai fini Iva). La notifica di un accertamento parziale non preclude l’ulteriore azione accertatrice per il medesimo periodo d’imposta, purché eseguita nei termini di decadenza prescritti dalla legge.
Accertamento sintetico
Metodologia di accertamento attraverso la quale l’amministrazione finanziaria determina il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso di un periodo d’imposta. Ciò in virtù della presunzione legale (relativa) che tutto quanto è stato speso sia stato finanziato con redditi prodotti nello stesso periodo. In ogni caso, il contribuente ha la possibilità di provare che le spese sono state finanziate con altri mezzi, ivi compresi redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, non imponibili. La determinazione sintetica del reddito, inoltre, può essere fondata su specifici elementi indicativi di capacità contributiva, differenziati in funzione del nucleo familiare e dell’area territoriale di appartenenza. Anche in questo caso, il contribuente può fornire la prova contraria. L’utilizzo dell’accertamento sintetico è ammesso a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno 1/5 quello dichiarato e postula, in ogni caso, l’instaurazione del contraddittorio con il contribuente. Dal reddito determinato sinteticamente possono essere dedotti gli oneri previsti dal Tuir e il contribuente ha diritto alle detrazioni d’imposta previste dalla legge. L’accertamento sintetico, che può essere utilizzato solo nei confronti delle persone fisiche ai fini Irpef, è detto anche “redditometro” e rappresenta uno strumento con cui gli uffici finanziari ricostruiscono la reale capacità di spesa del contribuente, risalendo da un fatto noto (la spesa sostenuta quale manifestazione di capacità contributiva) a un fatto ignoto (l’esistenza di un reddito non dichiarato o di un maggior reddito).
Accertamento sostitutivo
Ipotesi in cui l’Agenzia delle Entrate, dopo aver annullato in Autotutela un precedente atto di accertamento viziato, lo sostituisce con uno nuovo. L’atto di accertamento sostitutivo, pertanto, deve essere emesso previo annullamento di quello sostituito e nel rispetto del divieto della plurima imposizione in dipendenza dello stesso presupposto. Ne consegue che la sostituzione deve avvenire negli ordinari termini di decadenza ed è preclusa se vìola o elude il giudicato sostanziale eventualmente formatosi sull’atto viziato.
Accesso
Consiste nell’ingresso e nella permanenza di funzionari dell’amministrazione finanziaria nei locali del contribuente destinati all’esercizio di attività commerciali, agricole, artistiche o professionali per procedere a ispezioni documentali, verificazioni e ricerche e a ogni altra rilevazione ritenuta utile per l’accertamento di violazioni della normativa fiscale. L’accesso è possibile anche presso enti e amministrazioni con cui il contribuente intrattiene rapporti. I funzionari che eseguono l’accesso devono essere muniti di apposita autorizzazione, rilasciata dal capo dell’ufficio da cui dipendono. Al ricorrere di determinate condizioni, espressamente previste dalla legge, l'accesso è possibile anche presso l'abitazione del contribuente. Tuttavia, in questo caso, è necessaria l’autorizzazione del procuratore della Repubblica.
Accisa
Tributo indiretto che grava sulla produzione o sul consumo di determinati beni. È calcolata applicando alla base imponibile (quantità o volume del prodotto fabbricato o immesso in consumo) un’aliquota fissa o proporzionale. Sono assoggettati ad accisa, per esempio, gli oli minerali e derivati, l’alcool e le bevande alcoliche, i fiammiferi, i tabacchi lavorati, l’energia elettrica, il gas metano, gli oli lubrificanti.
Acconto d'imposta
Importo che il contribuente è tenuto a versare come anticipo dell’imposta dovuta per l’anno in corso. Per diversi tributi la legge prevede il versamento in acconto (ad esempio, Irpef e Iva). Di regola, l’ammontare dell’acconto dovuto è determinato in via presuntiva dal contribuente sulla base della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.
Ace (aiuto alla crescita economica)
Agevolazione prevista a favore delle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata, delle società cooperative e di mutua assicurazione, delle società europee e delle società cooperative europee, degli enti commerciali (cioè gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali), residenti in Italia. Per questi enti, ai fini della determinazione del reddito complessivo netto dichiarato, è ammesso in deduzione un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio. Il beneficio è finalizzato a ridurre l’imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio, nonché a ridurre lo squilibrio del trattamento fiscale tra imprese che si finanziano con debito e imprese che si finanziano con capitale proprio. Per le società e gli enti di ogni tipo (compresi i trust) con o senza personalità giuridica, non residenti in Italia, la disciplina dell’aiuto alla crescita economica si applica relativamente alle stabili organizzazioni in Italia. L’agevolazione, inoltre, si applica anche al reddito d’impresa di persone fisiche, società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria. In inglese, l’acronimo “ace” si traduce in allowance for corporate equity.
Acquiescenza
Rappresenta uno degli strumenti a disposizione del contribuente che abbia ricevuto la notifica di un avviso di accertamento o di liquidazione. Si ha acquiescenza quando, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso (60 giorni dalla notifica), il contribuente rinuncia a impugnare l’avviso (rinuncia al ricorso/reclamo) ovvero a formulare istanza di accertamento con adesione e provvede, entro lo stesso termine, a versare le somme complessivamente dovute (oppure la prima rata, in caso di opzione per il pagamento rateale). Per effetto dell’acquiescenza, le sanzioni irrogate con gli avvisi di accertamento o di liquidazione sono ridotte a 1/3.
Acquisti intracomunitari
Costituiscono acquisti intracomunitari le acquisizioni, derivanti da atti a titolo oneroso, della proprietà di beni (o di altro diritto reale di godimento sugli stessi) spediti o trasportati in Italia da altro Stato membro dal cedente, nella qualità di soggetto passivo Iva, ovvero dall’acquirente o da terzi per loro conto. Affinché si realizzi un acquisto intracomunitario soggetto a Iva in Italia, quindi, è necessario che si verifichino contestualmente le seguenti condizioni: deve trattarsi di un’operazione onerosa avente a oggetto beni mobili materiali; deve realizzarsi l’acquisizione della proprietà (o di altro diritto reale) sul bene; il bene deve essere trasferito in Italia partendo da un altro stato membro dell’Unione europea; entrambi gli operatori (acquirente e cedente) devono essere soggetti passivi Iva, residenti in due paesi diversi.
Addizionale
Prelievo di cui beneficia un ente decentrato, mediante l’applicazione di una propria aliquota sulla base imponibile di un imposta di un livello di governo superiore (ad esempio, addizionali regionale e locale all’Irpef). Le addizionali ricoprono un ruolo di primaria importanza per il finanziamento dei livelli decentrati di governo.
Adempimento collaborativo (regime)
Regime istituito per promuovere l’adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento tra amministrazione finanziaria e contribuenti, nonché per favorire, nel comune interesse, la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale. Possono accedere al regime le imprese dotate di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inteso quale rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell'ordinamento tributario. L'adesione al regime è subordinata al possesso di determinati requisiti e comporta l’assunzione di specifici doveri sia per il contribuente sia per l’amministrazione finanziaria. Per l’accesso al regime è necessario inoltrare apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate. L’adesione al regime comporta la possibilità per i contribuenti di pervenire con l’Agenzia delle Entrate a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali, attraverso forme di interlocuzione costante e preventiva su elementi di fatto, inclusa la possibilità dell’anticipazione del controllo.
Adempimento dell'obbligazione tributaria
Esecuzione di un obbligo posto a carico del contribuente (ad esempio, la presentazione della dichiarazione dei redditi o il versamento di un tributo).
Agente della riscossione
Soggetto a cui è affidato il servizio di riscossione coattiva dei tributi. Dal 2006, dopo la soppressione del sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione e l’attribuzione delle relative funzioni all’Agenzia delle Entrate, il servizio è affidato a Equitalia.
Agenzia del Demanio
Ente pubblico economico a cui è attribuita la gestione, la razionalizzazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato. L’Agenzia, inoltre, intraprende iniziative di valorizzazione e ottimizzazione dell’intero patrimonio immobiliare pubblico in sinergia con le istituzioni pubbliche e gli enti territoriali. Si occupa anche delle attività di supporto alla gestione dei beni confiscati.
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Istituita nel 1999 con la denominazione di Agenzia delle Dogane (ente pubblico non economico), con il compito di svolgere i servizi relativi all’amministrazione, alla riscossione e al contenzioso dei diritti doganali e della fiscalità interna negli scambi internazionali, delle accise sulla produzione e sui consumi. Dal 1° dicembre 2012, l’Agenzia delle Dogane ha incorporato l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, assumendo la nuova denominazione di "Agenzia delle dogane e dei monopoli" e conservando la natura di ente pubblico non economico. L’area Monopoli dell’amministrazione regola il comparto del gioco pubblico, verifica gli adempimenti cui sono tenuti i concessionari e tutti gli operatori del comparto del gioco ed esercita un’azione di contrasto al gioco praticato illegalmente. Svolge, inoltre, attività di controllo sulla produzione, distribuzione e vendita dei tabacchi lavorati e assicura il regolare afflusso delle imposte che gravano sui tabacchi.
Agenzia delle Entrate
Ente pubblico non economico, istituito nel 1999. Svolge tutte le funzioni e i compiti attribuiti dalla legge in materia di entrate tributarie e diritti erariali, al fine di perseguire il massimo livello di adempimento degli obblighi fiscali. L’Agenzia assicura, in materia di entrate tributarie erariali, i servizi relativi all’amministrazione, alla riscossione e al contenzioso dei tributi diretti, dell’imposta sul valore aggiunto e di tutte le imposte, diritti o entrate erariali. A tal fine, assicura e sviluppa l’assistenza ai contribuenti, il miglioramento delle relazioni con i contribuenti, i controlli diretti a contrastare gli inadempimenti e l’evasione fiscale. Dal 1° dicembre 2012, ha incorporato l’Agenzia del Territorio, assumendone i compiti e le funzioni. Pertanto, dalla stessa data l’Agenzia è competente a svolgere i servizi relativi al catasto, i servizi geotopocartografici e quelli relativi alle conservatorie dei registri immobiliari. Essa gestisce anche l’osservatorio del mercato immobiliare ed è competente a svolgere le attività di valutazione immobiliare e tecnico-estimative richieste dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti a esse strumentali.
Agenzia delle Entrate-Riscossione
Ente pubblico economico che, a partire dal 1° luglio 2017, subentra alle società del Gruppo Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione. Si tratta di un ente strumentale dell’Agenzia delle Entrate, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’economia e delle finanze. La stessa Agenzia, inoltre, provvede a monitorare costantemente l’attività dell’ente, secondo principi di trasparenza e pubblicità. L’ente può anche svolgere le attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali dei comuni e delle province e delle società da essi partecipate. L’ente ha autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione.
Agenzie fiscali
Enti pubblici, istituti nel 1999, dotati di personalità giuridica di diritto pubblico. In conformità con le disposizioni di legge e dei rispettivi statuti, le agenzie fiscali hanno autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria. Esercitato le funzioni pubbliche a esse affidate nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità e trasparenza, con criteri di efficienza, economicità ed efficacia nel perseguimento delle rispettive missioni.
Agevolazione fiscale
Trattamento fiscale di favore previsto in determinati casi dalla legge per ragioni di equità sociale ovvero per incentivare specifiche attività o l’acquisto di determinati beni. Le agevolazioni possono consistere, ad esempio, nella previsione di aliquote ridotte, crediti d’imposta, deduzioni, detrazioni, esenzioni.
Aggio (titoli e valute)
Sta per sovrapprezzo. Nel mercato dei titoli viene utilizzato per evidenziare l'eccedenza del prezzo di emissione rispetto al valore nominale mentre in quello valutario indica il sovrapprezzo che viene versato per convertire le divise in banconote.
Aggio della riscossione
Remunerazione che l’Agente della riscossione percepisce per la sua attività. A partire dai carichi affidati dal 1° gennaio 2016, l’aggio è sostituito dagli Oneri di riscossione, che sono dovuti per il funzionamento del servizio nazionale di riscossione.
Aiuti di stato
Qualsiasi trasferimento di risorse pubbliche a favore di alcune imprese o produzioni che, attribuendo un vantaggio economico selettivo, falsa o minaccia di falsare la concorrenza. In linea di principio, gli aiuti di stato sono vietati dalla normativa europea. Tuttavia, lo stesso diritto europeo prevede tipologie di aiuti che sono o possono considerarsi compatibili con il mercato interno. Inoltre, agli stati membri è consentito concedere sovvenzioni di importo ridotto alle imprese (in particolare, alle piccole e medie imprese) in base al principio secondo cui, di norma, tali sovvenzioni di modesta entità non hanno alcun effetto sugli scambi e sulla concorrenza e non costituiscono, pertanto, aiuto di stato vietato (“aiuti de minimis”).
Aliquota d'imposta
Importo in somma fissa o percentuale da applicare alla Base imponibile per la determinazione dell’imposta dovuta. L’aliquota può essere costante, progressiva o regressiva a seconda che, all’aumentare della base imponibile, rispettivamente essa non aumenta, aumenta o diminuisce. Il rapporto tra imposta pagata e base imponibile si definisce aliquota media, mentre l’aliquota marginale è data dal rapporto tra l’incremento dell’imposta e l’incremento della base imponibile.
Ammortamento
Procedimento tecnico-contabile in forza del quale il costo sostenuto per l’acquisto di un bene strumentale all’esercizio dell’impresa, avente durata pluriennale, si ripartisce in un dato numero di esercizi futuri, mediante quote che incidono sul calcolo del reddito dei vari esercizi. La quota di ammortamento costituisce un componente negativo di reddito. Scopo dell’ammortamento è evitare che il costo del bene impatti solo sull’esercizio nel corso del quale è stato acquistato. Esso può avere a oggetto sia beni materiali sia beni immateriali.
Anagrafe tributaria
Archivio in cui sono raccolti, ordinati e elaborati, su scala nazionale, i dati e le notizie risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate agli uffici dell’amministrazione finanziaria, nonché i dati e le notizie che possono comunque assumere rilevanza ai fini tributari. L’anagrafe tributaria è funzionale all’attività di Accertamento tributario.
Annotazione
Formalità che si esegue presso la conservatoria dei registri immobiliari e che consiste nell’aggiornamento di precedenti trascrizioni e iscrizioni a seguito di vicende modificative o estintive.
Apa
Acronimo di Advance Pricing Arrangement, è uno strumento di risoluzione delle controversie in materia di transfer pricing. Secondo le Linee guida sui prezzi di trasferimento, destinate alle imprese multinazionali e alle amministrazioni fiscali e pubblicate dall’Ocse, si tratta di un accordo preventivo che fissa, prima della realizzazione delle transazioni controllate, una determinata serie di criteri (metodo, elementi comparabili e relative rettifiche appropriate, ipotesi di base sugli sviluppi futuri, ecc.) per la determinazione dei prezzi di trasferimento applicati a quelle operazioni nel corso di un determinato periodo di tempo. L’accordo viene raggiunto prima della effettuazione delle transazioni interessate; in tal modo, si mira a prevenire possibili controversie e costi connessi. Gli apa rappresentano, quindi, una forma avanzata di dialogo tra fisco e contribuente, il cui scopo è, da un lato, garantire che le transazioni infragruppo siano realizzate nel rispetto del principio di libera concorrenza e, dall’altro, prevenire possibili controversie, in uno spirito di collaborazione tra contribuente e autorità fiscale. In base al numero di amministrazioni fiscali coinvolte nell’accordo, un apa può essere unilaterale o multilaterale.
Armonizzazione fiscale
Nell’ambito dell’Unione europea, processo di convergenza delle normative tributarie nazionali verso principi comuni, avente lo scopo di eliminare le distorsioni di natura fiscale che possono ostacolare la libera concorrenza e il mercato comune.
Arm’s length principle
Principio, riconosciuto a livello internazionale e applicato a fini tributari dai gruppi multinazionali e dalle amministrazioni fiscali per la determinazione dei prezzi di trasferimento, in base al quale il prezzo stabilito nelle transazioni commerciali intercompany deve corrispondere a quello che sarebbe stato fissato tra imprese indipendenti per transazioni identiche (o analoghe/similari) operanti sul libero mercato.
Asse ereditario
Complesso di beni, diritti e obbligazioni (insieme di attività e passività), di cui era titolare la persona defunta, che ricadono nella successione mortis causa.
Asseverazione
Attestazione che riguarda i soggetti per i quali si applicano gli Studi di settore. Viene rilasciata, a richiesta del contribuente, dai responsabili dei Caf imprese nonché dai professionisti abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. L’asseverazione certifica che gli elementi contabili ed extracontabili comunicati all’amministrazione finanziaria, e rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, corrispondono a quelli risultanti dalle scritture contabili e da altra documentazione idonea.
Assistenza fiscale
Attività di ausilio e supporto tributario nei confronti di contribuenti. Si distingue l’assistenza ai dipendenti per la presentazione del modello 730 (ordinario e precompilato) e l’assistenza a imprese e professionisti. La prima è svolta da datori di lavoro, Caf e professionisti abilitati (ad esempio, dottori commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro) che rilasciano il Visto di conformità per ogni 730 trasmesso. La seconda, invece, è svolta da professionisti, aventi specifici requisiti, mediante il visto di conformità, l’asseverazione e la Certificazione tributaria.
Assistenza tecnica in giudizio
Nel processo tributario, le parti diverse dagli enti impositori, dagli agenti della riscossione e dai soggetti abiliti all’accertamento e alla riscossione dei tributi locali, devono essere assistite in giudizio da un difensore abilitato (ad esempio, avvocati e dottori commercialisti iscritti nei relativi albi). Tuttavia, per le controversie di valore fino a 3mila euro le parti possono stare in giudizio senza assistenza tecnica. I contribuenti in possesso dei requisiti per prestare assistenza tecnica possono stare in giudizio personalmente. I non abbienti possono usufruire, a determinate condizioni, del gratuito patrocinio.
Attività (codice)
Codice identificativo utilizzato per classificare, in maniera standardizzata a livello europeo, le attività economiche.
Attività (dichiarazione di inizio, variazione, cessazione)
I soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione devono darne comunicazione all’Agenzia delle entrate (l’ufficio attribuisce al contribuente il numero di partita Iva). Se, dopo l’inizio dell’attività, sopraggiungono variazioni relative a uno o più degli elementi precedentemente comunicati, è necessario inviare un’apposita dichiarazione all’Agenzia. Allo stesso modo, bisogna comunicare la cessazione dell’attività. Tali dichiarazioni devono essere presentate entro 30 giorni dalla data di inizio attività ovvero dalla data di variazione di qualsiasi dato comunicato in precedenza o dalla data di cessazione dell’attività stessa. A tal fine, le imprese individuali e i lavoratori autonomi (artisti o professionisti) utilizzano il modello AA9/12, mentre i soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti, associazioni, ecc.) utilizzano il modello AA7/10. Entrambi i modelli (unitamente alle istruzioni per la loro compilazione) sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle entrate. I contribuenti obbligati all’iscrizione al Registro delle imprese presentano le dichiarazioni d’inizio attività, variazione dati e cessazione attività con Comunicazione unica (ComUnica) per via telematica o su supporto informatico. I contribuenti non obbligati all’iscrizione al Registro delle imprese, invece, devono presentare le dichiarazioni utilizzando una delle seguenti modalità: 1) in duplice esemplare direttamente (anche a mezzo di persona appositamente delegata) a un qualunque ufficio dell’Agenzia delle entrate, a prescindere dal domicilio fiscale del contribuente; 2) in unico esemplare a mezzo servizio postale e mediante raccomandata, allegando fotocopia di un documento d’identità del dichiarante, da inviare a un qualunque ufficio dell’Agenzia delle entrate; 3) per via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica.
Attività agricole
Ai fini delle imposte sui redditi, sono considerate attività agricole: a) le attività dirette alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura; b) l’allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno ¼ dal terreno e le attività dirette alla produzione di vegetali tramite l’utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione insiste; c) le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati, ogni due anni, con decreto ministeriale (attività agricole connesse).
Autocertificazione
Dichiarazione sottoscritta che il cittadino può produrre in sostituzione delle normali certificazioni ordinariamente di competenza della pubblica amministrazione. Mediante autocertificazione l’interessato può comprovare fatti, stati o qualità che la pa deve già conoscere e può agevolmente verificare (ad esempio, data e luogo di nascita, residenza, cittadinanza, godimento dei diritti civili e politici, stato civile).
Autoconsumo
Destinazione all’utilizzo personale, da parte dell’imprenditore individuale o dell’esercente arti e professioni, dei beni o dei servizi da lui prodotti. Tale utilizzo ha un particolare trattamento fiscale sia ai fini delle imposte dirette sia ai fini Iva.
Autofatturazione
Ipotesi, previste dalla legge, in cui la fattura deve essere emesse dall’acquirente del bene o dal committente del servizio, in luogo, rispettivamente, del cedente e del prestatore.
Autoliquidazione
Operazione tecnico-contabile attraverso la quale il contribuente procede, di regola sulla base di un’apposita dichiarazione, al calcolo dell’imposta dovuta (ad esempio, l’Irpef), a titolo di acconto o di saldo, per il periodo di riferimento. All’autoliquidazione segue, quindi, il versamento spontaneo degli importi dovuti.
Autonomia tributaria
Potestà attribuita alle regioni, alle città metropolitane, alle province e ai comuni di stabilire e applicare tributi ed entrate proprie, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
Autotutela
È il potere che ha ogni Pubblica Amministrazione di correggere un proprio errore senza necessità di una decisione del giudice. L'agenzia delle Entrate, per quanto di sua competenza, può provvedere ad annullare o revocare un proprio atto illegittimo o infondato, su richiesta del contribuente o d'ufficio.
Avviso bonario
Comunicazione inviata dall'agente della riscossione al contribuente allo scopo di informarlo degli eventuali errori riscontrati in fase di liquidazione delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi presentate negli anni dal 1994 al 1998 e dalle dichiarazioni Iva presentate per gli anni dal 1995 al 1998. La sua funzione è quella di consentire al contribuente la regolarizzazione della propria posizione usufruendo della riduzione delle sanzioni, senza attendere l'invio della cartella di pagamento. Non è un atto impositivo e pertanto non è impugnabile dinanzi alla Commissione tributaria.
Avviso di accertamento
Atto mediante il quale l'ufficio fiscale notifica formalmente un addebito nei confronti del contribuente.
Azione esecutiva
(v. Esecuzione forzata)
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino