Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:20
Normativa e prassi
Abruzzo: i finanziamenti giacenti
trovano la via per tornare a casa
trovano la via per tornare a casa
Sono i contributi revocati in toto o in parte e quelli per cui si sono verificate cause di estinzione anticipata
“Ricostruzione Abruzzo”: il finanziamento revocato o estinto anticipatamente torna nelle casse dello Stato. Con la risoluzione n. 16/E del 18 febbraio, l’Agenzia delle Entrate indica la via, o meglio, il numero che i soggetti finanziatori potranno utilizzare per restituire le somme giacenti sul conto vincolato. È il 5060, da riportare nella sezione “Erario”, colonna “Importi a debito versati” del modello F24.
Il perché della nuova “estrazione” va ricercato tra le righe delle innumerevoli disposizioni finalizzate al ripristino della normalità nel territorio abruzzese colpito dal terremoto di due anni fa, tra le quali assume un ruolo di primo piano l’Opcm 3779/2009, che ha stabilito le modalità di concessione degli aiuti previsti dall’articolo 3 del Dl 39/2009, consistenti in “contributi a fondo perduto, anche con le modalità, su base volontaria, del credito d’imposta e, sempre su base volontaria, di finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione”.
Sulla base di queste norme, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta in più occasioni, sia con puntuali provvedimenti direttoriali (10 luglio, 3 agosto e 30 ottobre del 2009, e 26 marzo e 28 ottobre del 2010) che hanno disciplinato le regole di fruizione del finanziamento agevolato, sia con risoluzioni. In particolare, con la 287/2009, ha provveduto a istituire i codici tributo 6820 e 6821 per consentire agli istituti finanziatori di recuperare con l’F24, mediante compensazione e senza limiti, le rate corrisposte a chi aveva beneficiato della “sovvenzione”.
Tanto premesso, ora, a giochi fatti, vale a dire in presenza di un quadro chiaro della situazione, i contributi andati in porto continuano a funzionare, quelli revocati o estinti anticipatamente restano invece “accantonati” sul conto vincolato di ciascun finanziatore aderente. È per questo che si è reso necessario individuare la strada per permettere ai “custodi” di tali somme di riportarle a casa.
Il perché della nuova “estrazione” va ricercato tra le righe delle innumerevoli disposizioni finalizzate al ripristino della normalità nel territorio abruzzese colpito dal terremoto di due anni fa, tra le quali assume un ruolo di primo piano l’Opcm 3779/2009, che ha stabilito le modalità di concessione degli aiuti previsti dall’articolo 3 del Dl 39/2009, consistenti in “contributi a fondo perduto, anche con le modalità, su base volontaria, del credito d’imposta e, sempre su base volontaria, di finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione”.
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Paola Pullella Lucano
pubblicato Venerdì 18 Febbraio 2011
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