Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 18:20
Normativa e prassi
Addio alle "dipartite" Iva.
Chiuderle è più facile e costa meno
Chiuderle è più facile e costa meno
Novanta giorni e sanzione ridotta per sistemare le posizioni - circa due milioni - di chi è rimasto inattivo
Ultima chiamata del Fisco per le partite "spente". I titolari di una posizione Iva che, pur non svolgendo alcuna attività, non hanno comunicato la cessazione, hanno 90 giorni di tempo per regolarizzare spontaneamente la propria situazione, versando una sanzione ridotta di 129 euro tramite l'F24 dedicato. Sanare il rapporto con il Fisco è facile e immediato: basta pagare con il modello "F24 Versamenti con elementi identificativi", indicando il codice tributo 8110 (istituito con la risoluzione n. 72/E dell'11 luglio), il numero di partita Iva da chiudere e l'anno di cessazione dell'attività. Chi non si avvale di questa opportunità, rischia una sanzione che può variare dai 516 fino ai 2.065 euro.
Il conto dei giorni per la "dipartita" soft
I titolati di partita Iva ormai inutilizzata devono calcolare i 90 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione partendo dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore dell'ultima manovra (decreto legge 98/2011). Resta fermo che l'agevolazione si applica a patto che la violazione non sia stata già contestata dal Fisco con atto portato a conoscenza del contribuente.
Basta l'F24 per recuperare il tempo perso
I contribuenti che hanno dimenticato di comunicare la cessazione della propria attività entro i 30 giorni prescritti dalla norma (articolo 35, comma 4, del Dpr 633/1972) possono ora sanare la violazione versando spontaneamente, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Dl 98/2011, un importo pari a 129 euro, somma che equivale ad 1/4 della sanzione minima.
In pratica, per aderire alla norma di favore, è sufficiente versare l'importo entro il prossimo 4 ottobre. Nell'ottica della semplificazione, non occorre presentare anche la dichiarazione di cessazione attività con il modello AA7 (i soggetti diversi dalle persone fisiche) ovvero AA9 (le imprese individuali e i lavoratori autonomi), perché a chiudere la partita Iva sarà l'Agenzia sulla base dei dati desunti dal modello F24 presentato.
8110, il codice che chiude la partita
La benedizione del Fisco viaggia su "F24 Versamenti con elementi identificativi" tramite il codice tributo 8110 ("Sanzione per l'omessa presentazione della dichiarazione di cessazione attività di cui all'art. 35, c. 3, del Dpr 633/1972 - Sanatoria di cui all'articolo 23, c. 23, d.l. n. 98/2011").
Nel compilare la delega di pagamento, nella sezione "Contribuente" devono essere riportati i dati anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il versamento, mentre nella sezione "Erario ed altro" occorre indicare:
- la lettera "R" nel campo "tipo"
- il numero della partita Iva da chiudere nel campo "elementi identificativi"
- il codice tributo 8110 nel campo "codice"
- l'anno di cessazione dell'attività (nel formato AAAA) nel campo "anno di riferimento"
Cosa rischia chi lascia appesa la partita
Per i contribuenti che hanno appeso al chiodo l'attività senza presentare la dichiarazione di cessazione e non colgono l'opportunità ora concessa dal decreto legge 98/2011, l'Agenzia può procedere alla chiusura d'ufficio della partita Iva, irrogando la sanzione che può arrivare fino a 2.065 euro.
E' lo stesso Dl 98/2011 a prevederne la revoca qualora il contribuente, pur obbligato, non abbia presentato per gli ultimi tre esercizi la dichiarazione Iva annuale oppure, quando a seguito di controlli, venga accertato il mancato svolgimento delle attività per le quali la partita Iva è stata attribuita.
Chiara Ciranda
Giulia Marconi
pubblicato Lunedì 11 Luglio 2011
I più letti
Il dipartimento Finanze ha offerto, con una circolare, una panoramica completa del tributo. Soffermiamoci sul chi, come, quanto e quando, riferiti ai fabbricati abitativi
Si tratta di inviti a fornire, in via preventiva, eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente in sede di liquidazione delle dichiarazioni
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
Ribadito, dalla Corte di cassazione, il termine di impugnabilità applicabile ai procedimenti instaurati ovvero ai ricorsi notificati successivamente al 1° marzo 2006
Sono rettificabili soltanto le “sviste” formali e di calcolo, niente da fare per le scelte di natura opzionale che, invece, una volta fatte, non sono revocabili
Il dipartimento Finanze ha offerto, con una circolare, una panoramica completa del tributo. Soffermiamoci sul chi, come, quanto e quando, riferiti ai fabbricati abitativi
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
La Suprema corte chiarisce quali sono gli effetti processuali che si verificano in caso di chiusura della società contribuente nel corso del contenzioso tributario
Per la scadenza di giugno è dovuto un terzo o la metà dell’imposta calcolata con l’aliquota di base e la detrazione. Saldo a conguaglio, entro il 16 dicembre, con la percentuale definitiva
Legittima la correzione di errori materiali o formali ma non di quelli riferibili a scelte del contribuente, come la deduzione di perdite in periodi di imposta successivi
Il tributo, introdotto anticipatamente in via sperimentale dall’articolo 13 del “Salva Italia”, è ormai ai nastri di partenza. Il primo appuntamento è fissato per giugno
Il riepilogo dell’Amministrazione sull’applicazione del nuovo strumento che contrasta frodi ed evasioni fiscali
Per la scadenza di giugno è dovuto un terzo o la metà dell’imposta calcolata con l’aliquota di base e la detrazione. Saldo a conguaglio, entro il 16 dicembre, con la percentuale definitiva
La Finanziaria 2010 ha stabilizzato l'aliquota ridotta per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
Chiarimenti a 360° sulla comunicazione dei dati relativi alle operazioni Iva di importo non inferiore a 3.000 euro. In arrivo il software gratuito per la compilazione
Dello stesso autore
16/4/2012
Rinviato l’adempimento, già previsto per il prossimo 30 aprile, da parte degli operatori finanziari che hanno emesso la carta utilizzata per le operazioni over 3.600 euro
29/3/2012
I vertici delle Entrate hanno presentato alla stampa i risultati raggiunti lo scorso anno. Il direttore Befera: l’Agenzia è complessivamente cresciuta in tutti i settori
27/3/2012
Proroga della dilazione fino a 72 mesi, importi variabili e crescenti a seconda delle necessità, niente documenti per debiti fino a 20mila euro, decadenza più difficile
23/2/2012
Al centro della relazione, la qualità delle informazioni presenti nella banca dati e l’evoluzione della cooperazione informatica in Agenzia delle Entrate
Notizie correlate
- Più facile la “dipartita” Iva. Zero documentazione al Fisco
- 21/9/2011

- Le Entrate semplificano gli adempimenti da sbrigare. È sufficiente effettuare il versamento della sanzione minima di 129 euro entro il 4 ottobre e mettersi in regola
- Partite Iva inattive, poche ore per chiudere con il “minimo”
- 4/10/2011

- Sanzione ridotta e nessun altro adempimento al di fuori del versamento. Meglio approfittarne che incorrere nella chiusura d’ufficio e penalità ben più sostanziose
- Liti minori e partite Iva inattive, chiusura agevolata entro il 2 aprile
- 28/2/2012

- La pubblicazione in Gazzetta della legge di conversione del decreto “milleproroghe” ufficializza la riapertura dei termini per avvalersi delle due opportunità
- Superbollo per le auto potenti da versare entro trenta giorni
- 12/10/2011

- Individuate le modalità per il pagamento dell'addizionale erariale introdotta, per i veicoli di grossa cilindrata, dalla manovra finanziaria dello scorso luglio
Archivio Normativa e prassi
Maggio, 2012
(13)
Aprile, 2012
(21)
Marzo, 2012
(23)
Febbraio, 2012
(23)
Gennaio, 2012
(17)
Dicembre, 2011
(27)
Novembre, 2011
(22)
Ottobre, 2011
(15)
Settembre, 2011
(18)
Agosto, 2011
(14)
Luglio, 2011
(19)
Giugno, 2011
(22)
















