Normativa e prassi
Bonus ai dipendenti branch
a deducibilità condizionata
Il caso affrontato dall’Agenzia delle entrate riguarda l’applicazione del principio di derivazione rafforzata nel caso di una stabile organizzazione di una società non residente
Bonus ai dipendenti branch|a deducibilità condizionata
In applicazione del principio di derivazione rafforzata, come esteso ai soggetti “Nuovi Oic”, la deducibilità dei bonus erogati al personale dipendente di una stabile organizzazione in Italia di una società estera è ammessa nel caso in cui, dal punto di vista contabile, i bonus non hanno natura di accantonamento.
È questa, in sintesi, la soluzione indicata dall’Agenzia delle entrate nella risposta a un’istanza di interpello (risposta n. 1/2019)
 
Il quesito
A rivolgersi all’Amministrazione è una società estera che possiede una stabile organizzazione in Italia.
Il personale della branch opera in base a un contratto di lavoro dipendente, inclusi i dipendenti “partner”, la cui remunerazione è costituita da una base fissa e una variabile. Quest’ultimo tipo di contribuzione, definita “bonus”, viene determinata mediante un processo di valutazione “peer review” condotto nell’ambito del gruppo a livello internazionale. La richiesta di chiarimenti attiene proprio al corretto trattamento fiscale dei bonus.
Secondo la società istante, l’intero ammontare dei bonus riconosciuti ai dipendenti deve essere dedotto dal reddito imponibile relativo al periodo d’imposta di competenza, ossia quello riferibile all’esercizio oggetto della valutazione dell’operato dei dipendenti della stabile organizzazione.
 
La risposta
Nell’articolare la propria risposta, l’Agenzia ricorda, innanzitutto, che in base al Tuir per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali e per i soggetti, diversi dalle microimprese, che redigono il bilancio in conformità alle disposizioni del codice civile, valgono i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai rispettivi principi contabili.
In altri termini, il principio di “derivazione rafforzata”, già previsto per le imprese che redigono il bilancio d’esercizio secondo i principi internazionali Ias/Ifrs, è stato esteso ai soggetti “Nuovi Oic” (articolo 83, comma 1, come modificato dall’articolo 13-bis, comma 2, lettera a, n. 1, Dl 244/2016).
Peraltro, lo stesso articolo 86 (comma 1-bis) estende “in quanto compatibili” ai Nuovi Oic le disposizioni che limitano la derivazione rafforzata per i soggetti Ias/Ifrs.
 
La normativa attuativa di riferimento è contenuta nei seguenti atti: Fatta questa premessa di ordine normativo, l’Agenzia sottolinea che nel caso sottoposto alla sua attenzione, la stabile organizzazione italiana della società istante imputa contabilmente all’esercizio 2017, tra i costi del personale alla voce B9 del rendiconto economico, i bonus spettanti ai partner in relazione alla medesima annualità, a prescindere dalla circostanza che una quota sia corrisposta nell’esercizio successivo (marzo 2018). Inoltre, la società ha precisato che, trattandosi di una stabile organizzazione, la procedura utilizzata dalla branch per la contabilizzazione dei costi non è formalizzata in nota integrativa o in altri documenti ufficiali.
 
Alla luce delle indicazioni contenute nell’istanza di interpello, l’Amministrazione sostiene che la componente b) in esame sembrerebbe avere natura di accantonamento dal punto di vista contabile ai sensi dell’Oic 29 e dell’Oic 31: ciò la renderebbe indeducibile dal reddito d’impresa nel 2017, anche in base alle nuove regole di derivazione rafforzata introdotte per i soggetti Oic (cfr Dm 3 agosto 2017).

Viceversa, nel caso in cui la componente b) non avesse natura di accantonamento dal punto di vista contabile, i bonus in esame, imputati nel rendiconto economico chiuso al 31 dicembre 2017 (annualità oggetto di valutazione), sarebbero fiscalmente deducibili nello stesso periodo di imposta.
r.fo.
pubblicato Mercoledì 9 Gennaio 2019

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