Normativa e prassi
Comunicazione dati fatture:
arrivano ulteriori chiarimenti
Sollecitata dai quesiti formulati da commercialisti ed esperti contabili, l’Agenzia fornisce nuove indicazioni operative sulla trasmissione telematica delle informazioni
Comunicazione dati fatture:|arrivano ulteriori chiarimenti
L’Agenzia delle Entrate torna a occuparsi di trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute (articolo 1, comma 3, Dlgs 127/2015 e articolo 21, Dl 78/2010).
Sollecitata dai quesiti formulati dai commercialisti e dagli esperti contabili, nonché da diverse associazioni di categoria, l’amministrazione, infatti, con la risoluzione n. 87/E del 5 luglio 2017, fornisce ulteriori chiarimenti interpretativi e operativi.
Si ricorda che, in argomento, l’Agenzia aveva già provveduto a fornire le prime precisazioni con la circolare n. 1/E dello scorso 7 febbraio (vedi “Invio dati fattura e spesometro: ecco i chiarimenti dell’Agenzia”), di cui la risoluzione odierna rappresenta un’integrazione.
 
Di seguito, si riportano sinteticamente i contenuti del documento di prassi, descrivendo le soluzione operative indicate dall’amministrazione.
 
Integrazione e rettifica della comunicazione
L’Agenzia conferma che è possibile inviare una comunicazione “dati fattura”, integrativa o rettificativa di una comunicazione già trasmessa, anche oltre il quindicesimo giorno dal termine di adempimento. In questo caso, si applicano le disposizioni in materia di ravvedimento (articolo 13, Dlgs 472/1997).
 
Invio comunicazione per “competenza”
La comunicazione dei dati delle “fatture emesse” deve contenere le informazioni riferite alle fatture aventi data coerente con il periodo di riferimento. Ad esempio, la comunicazione relativa al primo semestre 2017 deve contenere le informazioni relative alle fatture emesse dal 1° gennaio al 30 giugno 2017.
In relazione ai dati delle “fatture ricevute”, invece, la “competenza” deve essere riferita al valore della data di registrazione.
 
Fatture emesse da autotrasportatori
Nel caso in cui un autotrasportatore si avvalga della facoltà di differire la registrazione delle fatture al trimestre successivo a quello di emissione, i dati devono essere comunicati con riferimento al trimestre in cui le fatture vengono registrate.
 
Bollette doganali
Con specifico riferimento alla comunicazione delle bollette doganali, nel corso del primo periodo di applicazione della nuova disciplina, è emerso che alcuni software contabili non consentono l’inserimento delle informazioni nei campi “Identificativo Paese” e “Identificativo Fiscale” del cedente/prestatore extracomunitario.
A fronte di questa situazione, l’Agenzia, dopo aver ricordato che, anche per le bollette doganali, la compilazione di tali campi è in ogni caso obbligatoria e non facoltativa, precisa che, in attesa dell’adattamento dei software (e solo con riferimento alle comunicazioni del periodo d’imposta 2017) è possibile valorizzare, all’interno della sezione <CedentePrestatoreDTR>, il campo <IdFiscaleIVA>\<IdPaese> con la stringa “OO” e il campo <IdFiscaleIVA>\<IdCodice> con una sequenza di undici “9”.
 
Variazione dati anagrafici del mittente, dei clienti e dei fornitori
All’atto della trasmissione telematica dei dati, devono essere comunicate le informazioni anagrafiche dei contribuente più aggiornate che si hanno a disposizione e ciò anche se, nel frattempo, le stesse sono cambiate (rispetto a quelle indicate in fattura) e non sono state tempestivamente aggiornate: situazione, questa, che ben si può verificare nella pratica, trattandosi di una comunicazione trimestrale, a regime, e semestrale, per il 2017.
 
Fatture acquisto fuori campo Iva
La fatture di acquisto fuori campo Iva, se registrate, devono essere trasmesse con codice natura “N2”.
 
Corretta valorizzazione dell’informazione “Tipo documento”
Nel caso in cui la stessa fattura contenga dati riferiti sia a cessioni di beni sia a prestazioni di servizi, il campo “Tipo Documento” deve essere valorizzato utilizzando un criterio di “prevalenza” legato all’importo delle cessioni e delle prestazioni. Pertanto, se il valore delle cessioni di beni è maggiore di quello delle prestazioni di servizi, si deve utilizzare il valore “TD10 - Fattura per acquisto intracomunitario beni” e viceversa.
In relazione alla comunicazione delle “note di credito” riferite ad acquisti intracomunitari, va utilizzato il valore “TD04”.
 
Fatture “cointestate”
A fronte del dubbio emerso nella pratica circa la compilazione della comunicazione in caso di fatture “cointestate”, l’Agenzia ritiene non plausibile l’emissione di una fattura “cointestata” verso cessionario/committente soggetto passivo Iva (B2B).
Invece, nel caso di una fattura emessa nei confronti di un cessionario/committente non soggetto passivo (B2C), la compilazione della sezione “Identificativi Fiscali” andrà effettuata riportando i dati di uno solo dei soggetti.
 
Operazioni di esportazione in regime del margine
Le esportazioni effettuate da un contribuente che opera in regime del margine devono essere riportate con natura “N3”.
 
Comunicazione dati delle fatture di acquisto/vendita intracomunitari
Con riferimento agli acquisti intracomunitari non imponibili o esenti (articolo 42, Dl 331/1993), occorre riportare la natura “N3”, nel caso di operazione non imponibile, e la natura “N4”, nel caso di operazione esente.
 
“Codice Natura” da utilizzare per acquisti da contribuenti in regime agevolato
I dati delle fatture ricevute dai contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011) e del regime forfettario (articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014) vanno compilati indicando il codice natura “N2”.
Gennaro Napolitano
pubblicato Mercoledì 5 Luglio 2017

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