Normativa e prassi
Contributo unificato nel “tributario”.
Dal Mef i chiarimenti applicativi
In una direttiva le risposte ai quesiti sulle somme da versare, in relazione agli atti introduttivi dei giudizi di primo grado, appello ed esecuzione, a partire dal 7 luglio 2011
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Importi da applicare ai ricorsi cumulativi, dichiarazione e determinazione del valore della lite, termini di prescrizione… Fra dubbi generali e casi specifici, la direzione ministeriale della Giustizia tributaria fornisce, con la direttiva n. 2 del 14 dicembre, numerose precisazioni sul contributo unificato nel processo tributario.
 
L’appello principale “guida” l’incidentale
Sconta l’imposta di bollo e non il contributo unificato l’appello incidentale connesso a un appello principale proposto prima del 7 luglio 2011, anche se l’atto è stato depositato successivamente a tale data.
 
Enti impositori non esenti
I ricorsi presentati dagli enti impositori sono soggetti al pagamento del contributo unificato, non potendosi estendere l’esenzione in materia di bollo prevista in loro favore (articolo 5, allegato B, Dpr 642/1972)
 
Marca da bollo e contributo unificato: una relazione impossibile
Doppia conseguenza negativa per il ricorrente che, pur versando l’esatto importo dovuto, lo fa apponendo una marca da bollo anziché il contrassegno con la dicitura “contributo unificato”: i due tributi sono nettamente distinti, non si possono compensare. Pertanto, da un lato la segreteria della Ct dovrà recuperare la somma non pagata, dall’altro non sarà possibile ottenere il rimborso dell’imposta di bollo assolta mediante l’apposizione della marca.
 
Un atto per tutti, un contributo per ciascun ricorso
Nell’ipotesi di un unico atto di accertamento notificato a più contribuenti coobbligati solidalmente, è dovuto un contributo unificato, calcolato in base al pieno valore della lite indicato nell’atto, per ogni ricorso presentato.
 
Fluttuazione del contributo
Cambia il grado di giudizio, cambiano il valore della lite e il tipo di ricorso: l’importo del contributo unificato si adegua. In altri termini, in appello, il valore della controversia è identificato dal contenuto della sentenza (pari all’importo di primo grado, in caso di rigetto; all’importo determinato nella sentenza, in caso di accoglimento parziale). Nell’appello incidentale, il valore della controversia è costituito dalla parte della sentenza che è oggetto dell’appello stesso.
 
Ricorso collettivo sanzione unica
Se un ricorso cumulativo è sanzionabile perché il difensore si è dimenticato di indicare la Posta elettronica certificata, la “contestazione” con la maggiorazione del contributo unificato sarà unica, in quanto l’indirizzo Pec da comunicare, anche in presenza di più ricorrenti, è uno soltanto.
 
Notifica della sanzione a spesa contenuta
L’invito al pagamento, eseguito dalla segreteria della Commissione tributaria, deve essere notificato via posta, per ragioni di contenimento dei costi, salvo casi eccezionali in cui l’ufficio riterrà opportuno avvalersi dell’ufficiale giudiziario.
 
Prenotazione a debito
Nella procedura esecutiva, la “prenotazione a debito” prevista dall’articolo 157 del Testo unico sulle spese di giustizia (Tusg), cioè l’annotazione a futura memoria del contributo unificato, delle spese di notifica e dei diritti di copia, riguarda solo le controversie devolute alla giurisdizione ordinaria. Di conseguenza, chiarisce la direttiva, non si può applicare al processo tributario.
 
Voci esterne al “valore della lite”
Ai fini della quantificazione del contributo unificato, non concorrono a determinare il valore della lite tributaria l’eventuale contributo Inps, di natura previdenziale, gli interessi, le sanzioni e gli altri oneri accessori presenti nella cartella di pagamento.
 
Quantificazione del ricorso cumulativo
In caso di unico ricorso contro più atti di accertamento, il valore della lite, ai fini del contributo unificato, si calcola con riferimento ai valori dei singoli atti e non sulla loro somma.
 
Nel “valore della lite” contano sempre i singoli atti
Un altro quesito sulla quantificazione della lite, riguarda il caso in cui il contribuente impugna sia l’atto di accertamento Ici che l’atto di classamento dell’immobile (non notificato in precedenza) come presupposto dell’accertamento stesso. Per il principio già visto, in base al quale “per valore della lite si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato” (articolo 12, comma 4, Dlgs 546/1992), il contributo andrà calcolato sui singoli atti (per l’atto di classamento, trattandosi di controversia di valore indeterminabile, il contributo sarà dovuto nella misura di 120 euro).
 
Valore della lite “dimenticato”
Se il ricorrente omette di indicare il valore della lite nelle conclusioni, la maggiorazione del 50% del contributo unificato per mancata comunicazione della Pec si applica su 1.500 euro, nella presunzione che la controversia appartenga allo scaglione di valore più elevato.
 
“Riassunzione” del processo
Il ricorso proposto dinanzi a un giudice privo di giurisdizione può essere “riassunto” presso la Commissione tributaria competente, entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza che ha declinato la spettanza. L’atto di riassunzione, essendo considerato un nuovo ricorso, è assoggettato al contributo unificato.
 
Senza Pec non si può fare
L’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o delle parti, così come il codice fiscale, va inserito nel ricorso o, comunque, nel primo atto difensivo.
Tuttavia è possibile sanare l’irregolarità depositando un atto che contenga i dati obbligatori.
 
Diniego della definizione agevolata
Se il contribuente impugna il diniego, espresso dall’Agenzia delle Entrate, della definizione agevolata della controversia, il valore della lite è da considerarsi indeterminabile: il contributo sarà pari a 120 euro.
 
Remissione in primo grado 
Non è dovuto il contributo nel caso in cui la Commissione regionale rimette la causa al primo grado. Le parti, infatti, non hanno l’obbligo di costituirsi in giudizio perché la remissione avviene ex officio. La circostanza si può verificare per contraddittorio non integro in primo grado, mancanza di sottoscrizione della sentenza, dichiarazione di incompetenza, difetto di giurisdizione, erronea dichiarazione di estinzione del processo in sede di reclamo, illegittimità nella composizione del collegio.
 
Prescrizione
Nel Testo unico delle spese di giustizia non c’è una indicazione specifica per la prescrizione del diritto alla riscossione del contributo. Le somme da versare sono quindi sottoposte al termine decennale della prescrizione ordinaria. La notifica dell’invito al pagamento interrompe la prescrizione del credito.
 
Deposito di atti integrativi                                                             
La parte in causa che vuole integrare il ricorso con il deposito di atti per i quali è dovuto il contributo (appello incidentale, intervento volontario o altri motivi aggiunti), deve allegare la nota di iscrizione a ruolo da cui risulti il valore che amplia il thema decidendum e il pagamento del relativo contributo. In questo caso non è possibile usare il modello previsto dall’articolo 194 del Tusg, destinato ai processi per i quali non è previsto il deposito della nota di iscrizione a ruolo.
 
Novità per chi paga alla posta
È in fase di attivazione un conto corrente postale dedicato alla riscossione del contributo unificato per il processo tributario. Provvisoriamente, per versare il contributo con bollettino alla posta va indicato il numero di conto 57152043 (Tesoreria dello Stato di Viterbo), già utilizzato per i procedimenti giurisdizionali in genere. In questo caso, però, bisogna indicare come causale: pagamento contributo unificato processo tributario Dpr n. 115/2202.
r.fo.
pubblicato Martedì 18 Dicembre 2012

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