Normativa e prassi
Credito d’imposta fondazioni:
adottate le modalità applicative
Per il 2017 è riconosciuto a quelle bancarie che effettuano versamenti a favore dei fondi speciali regionali per il finanziamento dei centri di servizio per il volontariato
Credito d’imposta fondazioni:|adottate le modalità applicative
Nella Gazzetta Ufficiale di ieri è stato pubblicato il Dm 9 maggio 2017, con il quale il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in attuazione di quanto previsto dalla legge di bilancio 2017, ha adottato le modalità applicative del contributo riconosciuto, sotto forma di credito d’imposta, a favore delle fondazioni bancarie (disciplinate dal Dlgs 153/1999).
Più in particolare, l’articolo 1, comma 578, legge 232/2016, riconosce a queste ultime, per il 2017, un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 100% dei versamenti volontari effettuati, nell’ambito della propria attività istituzionale, in favore dei fondi speciali istituiti presso le regioni e destinati al finanziamento dei centri di servizio per il volontariato (articolo 15, legge 266/1991).
 
Fondazioni bancarie e centri di servizio per il volontariato
Le fondazioni bancarie sono persone giuridiche private senza fine di lucro, dotate di piena autonomia statutaria e gestionale che perseguono esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. Esse, in rapporto prevalente con il territorio, indirizzano la propria attività esclusivamente nei settori ammessi e operano in via prevalente nei settori rilevanti, assicurando, singolarmente e nel loro insieme, l’equilibrata destinazione delle risorse e dando preferenza ai settori a maggiore rilevanza sociale.
Si tratta, quindi, di soggetti non profit, privati e autonomi, che perseguono scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. Tra i settori a cui le fondazioni bancarie indirizzano le loro risorse vi è il volontariato.
La costituzione dei centri di servizio per il volontariato è stata prevista dalla legge quadro sul volontariato (legge 266/1991) e disciplinata dal Dm 8 ottobre 1997. Peraltro, la loro disciplina è stata recentemente modificata nell’ambito della riforma complessiva degli enti del Terzo settore. Difatti, sia la legge sia il Dm, poco sopra ricordati, sono stati abrogati dal nuovo Codice del Terzo settore, adottato con il Dlgs n. 117/2017. Attualmente, quindi, la disciplina dei centri è contenuta negli articoli 61 e seguenti del Codice.
 
Il contenuto del Dm 9 maggio 2017
Ciò premesso, si illustra sinteticamente il contenuto del decreto.
 
Destinatari del credito d’imposta
Alla luce di quanto appena detto, quindi, possono fruire del credito d’imposta le fondazioni bancarie che effettuano volontariamente, nell’ambito della propria attività istituzionale, i versamenti su un apposito conto corrente acceso dall’Associazione di fondazioni e di Casse di risparmio Spa (Acri), da destinare ai fondi speciali istituiti presso le regioni (secondo le modalità e i termini che saranno definiti d’intesa dall’Acri, dal Forum nazionale del Terzo settore e dal Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato).
Per la determinazione del credito, riconosciuto nella misura del 100% dei versamenti, rilevano quelli effettuati nel corso del 2017.
 
Modalità di riconoscimento
Il decreto prevede un articolato meccanismo per il riconoscimento del beneficio.
Innanzitutto, è stabilito che le fondazioni bancarie devono trasmettere all’Acri le delibere di impegno irrevocabile a effettuare i versamenti, entro i 45 giorni successivi al 3 agosto 2017 (data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale).
A sua volta, l’Acri trasmette all’Agenzia delle entrate (con modalità che saranno definite d’intesa tra i due enti) l’elenco delle fondazioni finanziatrici, per le quali sia stata riscontrata la corretta delibera d’impegno, in ordine cronologico di presentazione, nei 20 giorni successivi alla scadenza del termine di trasmissione delle delibere.
L’Agenzia, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle delibere e nel limite massimo delle risorse disponibili (pari, per il 2017, a 10 milioni di euro) comunica, con provvedimento direttoriale, l’ammontare del credito d’imposta spettante a ciascuna fondazione.
Entro i successivi due mesi dalla comunicazione di riconoscimento del credito, le fondazioni finanziatrici versano sul conto corrente dedicato, le somme stanziate e trasmettono contestualmente copia della relativa documentazione bancaria all’Arci. Quest’ultima invia all’Agenzia (con modalità telematiche) l’elenco delle fondazioni che hanno effettuato i versamenti, con i relativi codici fiscali e gli importi.
Nel caso in cui una fondazione non provveda al versamento, l’Acri lo comunica all’Agenzia, che provvede ad annullare il riconoscimento del credito nei confronti della fondazione inadempiente.
 
Fruizione
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta nel quale lo stesso è stato riconosciuto, presentando il modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia (pena il rifiuto dell’operazione di versamento), successivamente alla trasmissione, da parte dell’Acri all’Agenzia, dei dati e delle informazioni sopra indicati.
Nel caso in cui l’importo del credito utilizzato risulti superiore all’ammontare concesso (anche alla luce di eventuali precedenti fruizioni dello stesso), il relativo modello F24 è scartato e lo scarto è comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello di versamento, tramite apposita ricevuta consultabile all’interno dell’area riservata dei servizi telematici.
Il codice tributo da esporre sull’F24 sarà istituito da una prossima risoluzione dell’Agenzia delle entrate, con la quale verranno altresì indicate le istruzioni per la compilazione del modello.
Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi nei quali il credito è utilizzato.
Esso, inoltre, è cedibile dalle fondazioni finanziatrici (in esenzione dall’imposta di registro e nel rispetto della disciplina dettata dal codice civile sulla cedibilità dei crediti negli articoli 1260 e seguenti) a intermediari bancari, finanziari e assicurativi (ed è utilizzabile dal cessionario alle medesime condizioni applicabili al cedente).
La cessione, peraltro, è possibile a condizione che sia intervenuto il riconoscimento del credito da parte dell'Agenzia.
Dell’avvenuta cessione è data comunicazione all’Acri per la successiva notifica della variazione del beneficiario all’amministrazione finanziaria
Infine, è previsto che non si applicano le disposizioni relative ai limiti massimi compensabili in materia di crediti d’imposta (articolo 1, comma 53, legge 244/2007 e articolo 34, legge 388/2000).
 
Controlli
L’attività di controllo sulla fruizione del credito è affidata all’Agenzia delle entrate.
Nelle ipotesi di fruizione eccedente in tutto o in parte il credito spettante, si applicano le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso, nonché le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi.
Infine, qualora accerti che l’agevolazione sia in tutto o in parte non spettante, l’amministrazione revoca o ridetermina l’importo del credito di imposta e procede al successivo recupero.
Gennaro Napolitano
pubblicato Venerdì 4 Agosto 2017

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