Normativa e prassi
Deducibilità perdite su crediti:
ok anche se c’è errore contabile
Secondo l’Agenzia delle entrate, la società istante può procedere al “recupero” del componente negativo di reddito attraverso la presentazione di una dichiarazione integrativa
Deducibilità perdite su crediti:|ok anche se c’è errore contabile
Il corretto periodo di competenza della perdita su crediti, realizzata da una società a causa del mancato pagamento di una fornitura commerciale da parte di un debitore assoggettato a una procedura concorsuale, è l’arco temporale tra l’apertura del concordato preventivo e l’esercizio in cui si sarebbe dovuto cancellare il credito dal bilancio.
Anche in presenza di un errore contabile, è possibile procedere alla deduzione della perdita sul credito, presentando una dichiarazione integrativa, sul presupposto della diretta imputazione a patrimonio netto della perdita rilevata per errore nel bilancio d’esercizio.
Sono queste, in sintesi, le conclusioni a cui è giunta l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 12/2018 all’istanza di interpello di un contribuente.
 
I quesiti
A proporre interpello è una società in contabilità ordinaria, che nel 2017 ha individuato e corretto un errore contabile relativo all’imputazione di una perdita su crediti per la fornitura di beni merce, effettuata nel biennio 2007-2008, a favore di un’altra società.
Secondo l’istante, la perdita su crediti relativa al mancato pagamento della fornitura commerciale avrebbe dovuto essere imputata nell’esercizio di competenza 2013, anno in cui è stata dichiarata esecutiva la procedura di concordato preventivo, alla quale era stata ammessa la società destinataria della fornitura (società sciolta nel 2014 e cancellata dal registro delle imprese nel 2015).
 
Sulla base di queste premesse di fatto, la società interpellante ha rivolto all’Agenzia i seguenti quesiti:
  • qual è il corretto periodo d’imposta al quale imputare la perdita su crediti?
  • è ammessa la deducibilità di tale componente negativo, ove la contabilizzazione dell’errore sia avvenuta mediante imputazione del relativo componente direttamente a patrimonio netto anziché al conto economico? 
Le risposte dell’Agenzia
La problematica sollevata dal contribuente attiene alla determinazione della corretta imputazione temporale di una perdita su crediti maturata nei confronti di un debitore assoggettato a procedure concorsuali e la sua deducibilità o meno sotto il profilo fiscale (sul presupposto che la correzione dell’errore contabile è avvenuta mediante l’inserimento di una posta di patrimonio netto).
 
A tal proposito, l’Agenzia ricorda, innanzitutto, che il Tuir stabilisce, in linea generale, che le perdite su crediti sono deducibili dal reddito d’impresa se risultano da elementi “certi e precisi” (articolo 101, comma 5).
La stessa disposizione, peraltro, prevede che:
  • tali elementi di certezza e precisione si ritengono, per presunzione di legge, in ogni caso sussistenti nel caso in cui il debitore sia assoggettato a una procedura concorsuale (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi) o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti o un piano attestato di risanamento o è assoggettato a procedure estere equivalenti (previste in Stati o territori con i quali esiste un adeguato scambio di informazioni)
  • il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto di omologazione dell’accordo di ristrutturazione o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi o, per le procedure estere equivalenti, dalla data di ammissione ovvero, per i piani attestati, dalla data di iscrizione nel registro delle imprese. 
La norma in esame, peraltro, è stata oggetto di interpretazione autentica da parte del decreto legislativo “Crescita e internazionalizzazione”, secondo cui essa si interpreta nel senso che “le svalutazioni contabili dei crediti di modesta entità e di quelli vantati nei confronti di debitori che siano assoggettati a procedure concorsuali o a procedure estere equivalenti ovvero abbiano concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti o un piano attestato di risanamento, deducibili a decorrere dai periodi di imposta in cui sussistono elementi certi e precisi ovvero il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale ed eventualmente non dedotte in tali periodi, sono deducibili nell’esercizio in cui si provvede alla cancellazione del credito dal bilancio in applicazione dei principi contabili” (articolo 13, comma 3, Dlgs 147/2015).
 
Ne consegue che il corretto periodo di competenza della perdita su crediti realizzata dalla società istante è l’arco temporale compreso tra l’apertura della procedura di concordato preventivo (avvenuta nel 2008) e l’esercizio in cui sarebbe dovuta avvenire la cancellazione dal bilancio del credito (esercizio 2013).
 
Con riguardo, invece, all’errore contabile che la società istante afferma di aver compiuto, l’Agenzia ricorda che recentemente il legislatore ha equiparato il termine entro cui il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa a favore, con quello già previsto per la dichiarazione integrativa a sfavore, consentendo di correggere errori o omissioni che abbiano determinato l’indicazione di un maggiore o di un minore imponibile o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d'imposta ovvero di un maggiore o di un minore credito, inclusi gli errori contabili (articolo 2, comma 8, Dpr 322/1998, come modificato dall’articolo 5, comma 1, lettera a), Dl 193/2016 – cfr anche circolare n. 8/E del 7 aprile 2017, paragrafo 15.4).
 
L’Agenzia, quindi, sottolinea che si considerano ascritti a conto economico i componenti imputati direttamente a patrimonio per effetto dei principi contabili adottati dall’impresa (articolo 109, comma 4, Tuir, come modificato dall’articolo 13-bis, Dl 244/2016). A partire dal periodo d’imposta 2016, quindi, le disposizioni fiscali sono capaci di dare rilevanza alle nuove modalità di contabilizzazione degli errori contabili contenute nell’Oic 29.
 
Pertanto, l’Agenzia conclude che la società può procedere alla deduzione della perdita sul credito presentando una dichiarazione integrativa Unico-Sp 2014 (per i redditi 2013), sul presupposto della diretta imputazione a patrimonio netto della perdita rilevata per errore nel bilancio d’esercizio 2017.
r.fo.
pubblicato Domenica 23 Settembre 2018

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