Normativa e prassi
Esenzione imposta successioni,
controllo ampio per quote sociali
Per integrare il requisito che da diritto ai benefici fiscali si computano anche i voti spettanti alle fiduciarie
Esenzione imposta successioni, |controllo ampio per quote sociali
Nell'ipotesi di trasferimento di quote sociali e azioni non soggetto all'imposta di successione e donazioni, la verifica del requisito dell'acquisizione o integrazione del controllo previsto per la fruizione del regime di favore deve essere effettuata anche con riferimento ai voti spettanti alle società controllate.
In sintesi, è quanto affermato dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 75/E del 26 luglio.

Secondo il documento di prassi, due eredi (fratello e sorella) ricevono per successione, delle azioni pari al 43,50% del capitale sociale di Alfa. I coeredi, inoltre, prima dell'apertura della successione, detenevano delle partecipazioni indirette nella società Alfa tramite Beta. Infatti, il capitale sociale di quest'ultima, che partecipa nella misura del 9% al capitale di Alfa, risulta interamente posseduto dai due fratelli, che detengono uno il  49,75 % e  l'altro il  50,25 % del capitale di Beta. 
Per accedere al regime di favore (articolo 3, comma 4-ter del decreto legislativo n. 346/1990) occorre verificare se, con il trasferimento delle azioni, si realizzi la condizione prevista dallo stesso articolo 3.
In proposito, a seguito dell'inserimento del citato comma 4-ter nell'articolo 3, Testo unico sulle successioni e donazioni (Finanziaria 2007), i trasferimenti  di aziende, di quote sociali e azioni a favore dei discendenti e del coniuge non sono soggetti all'imposta sulle successioni e donazioni. In caso di trasferimento di quote sociali e azioni emesse da soggetti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera a), del Tuir, tale beneficio si applica  limitatamente alle partecipazioni mediante le quali è acquisito o integrato il controllo ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile.

Il predetto trattamento agevolativo spetta esclusivamente ai beneficiari che siano discendenti o coniuge del disponente, a condizione che detengano il controllo per un periodo non inferiore a cinque anni dalla data del trasferimento, requisito da attestare con apposita dichiarazione, contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione o all'atto di donazione.

Nell'ambito del quadro normativo delineato,  si inserisce, quindi, la questione di natura interpretativa per la soluzione della quale l'Agenzia delle Entrate ha richiamato la circolare n. 3/2008, nella quale era stato chiarito che, nell'ipotesi in cui oggetto del trasferimento siano quote o azioni emesse da società per azioni e in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato (articolo 73, comma 1, lett. a) del Tuir),  l'esenzione spetta per il solo trasferimento di partecipazioni che consente agli aventi causa (discendenti o coniuge) di acquisire oppure integrare il controllo (articolo 2359, primo comma, n. 1, del codice civile).
 
Questa disposizione definisce, in  effetti, la nozione di "controllo di diritto" che si realizza quando un soggetto "dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria" di una società, ossia detiene, più del 50% delle quote o azioni della società, con diritto di voto nell'assemblea ordinaria.

Secondo l'Agenzia, la verifica del requisito dell'acquisizione o integrazione del controllo ai fini agevolativi va effettuata anche in considerazione della disposizione del secondo comma dell'articolo 2359 del codice civile, in base al quale "ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del primo comma si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta: non si computano i voti spettanti per conto di terzi".

Tale scelta interpretativa risulta motivata anche dal fatto che la norma agevolativa è stata introdotta per favorire una sorta di continuità nella gestione delle aziende di famiglia: il beneficio spetta, infatti, solo nell'ipotesi in cui gli aventi causa si impegnino a continuare l'attività del dante causa mantenendo il controllo delle società.
 
Pertanto, per il computo della percentuale di controllo (articolo 2359, primo comma, n. 1) sono rilevanti, oltre ai diritti di voto esercitabili direttamente dal soggetto beneficiario che detiene le partecipazioni, anche quelli che lo stesso è in grado di esercitare tramite società controllate.

In definitiva l'Agenzia ha ritenuto che la norma agevolativa trovi applicazione, quindi, anche nell'ipotesi in cui il  controllo della società sia acquistato dall'avente causa, per effetto della sommatoria tra le partecipazioni acquistate per successione e quelle di cui il beneficiario risultava già in possesso, se pure in via indiretta. In ogni caso, gli aventi causa devono rendere apposita dichiarazione nell'atto di donazione o nella dichiarazione di successione, sulla loro volontà di proseguire l'attività d'impresa o mantenere il controllo societario. Nel caso in cui controllo di diritto venga integrato tramite altri soggetti societari (controllo indiretto), tale dichiarazione deve essere resa sempre dal beneficiario della devoluzione. 

L'Agenzia ha richiamato, inoltre, il contenuto della circolare n. 11/2007 e della citata circolare n. 3/2008, in cui si chiariva che, nell'ipotesi di trasferimento di una partecipazione di controllo frazionata tra più discendenti, l'agevolazione spetta per l'attribuzione che consente l'acquisizione o l'integrazione del controllo stesso da parte del discendente.

Nel caso, invece, in cui il trasferimento della partecipazione di controllo avviene a favore di più discendenti in comproprietà (articolo 2347 del codice civile), il beneficio è sempre riconosciuto (ove l'attribuzione consenta ai discendenti in comproprietà di acquisire o detenere il controllo societario); in tal caso, infatti, i diritti dei comproprietari sono esercitati da un rappresentante comune, il quale disporrà della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria.

La risoluzione, tuttavia, chiarisce che le partecipazioni di controllo detenute in comproprietà da parte dei beneficiari della devoluzione, non possono essere sommate a quelle detenute a titolo personale; pertanto, pur riconoscendo, per il trasferimento in parola, la possibilità di poter computare anche i "voti spettanti a società controllate", i due eredi (sorella e fratello) non possono invocare il regime di favore.

Franca Cirimele
pubblicato Lunedì 26 Luglio 2010

I più letti

Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
immagine generica
Con la manovra di bilancio per il 2017, il legislatore ha previsto l'inserimento all'interno del Tuir dell'articolo 55-bis, dando attuazione a una riforma attesa da diversi anni
Il vecchio format potrà comunque essere ancora utilizzato per altri sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Invio telematico o spedizione in plico raccomandato
invio dati da computer
Banche, assicurazioni, università statali e private, enti previdenziali, sono chiamati all’appello per inviare, entro il 28 febbraio, i dati da inserire nella dichiarazione dei redditi
In caso di spedizione diretta di raccomandata con ricevuta di ritorno, è sufficiente esibire l’avviso di ricevimento e gli estratti di ruolo cui l’atto riscossivo si riferisce
Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
Le istanze devono essere trasmesse per via telematica tra il 20 febbraio e il 20 marzo 2017. L’applicativo non richiede installazione e garantisce l’uso di una versione sempre aggiornata
Per gli avvicendamenti nei ruoli apicali saranno interessate le direzioni regionali del Lazio, della Liguria, della Basilicata, dell’Emilia Romagna, del Piemonte e della Puglia
La precisazione in attesa della conversione in legge del Dl “milleproroghe”, che posticipa di un anno la soppressione della trasmissione dei modelli all’Agenzia delle Dogane
immagine di un orologio
Da un lato, più tempo per correggere gli errori a proprio danno; dall'altro, simmetricamente, termini di accertamento più ampi per eventuali controlli sulle rettifiche apportate
Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
In caso di modifica ultrannuale, il credito risultante deve essere evidenziato nel modello relativo al periodo d’imposta in cui è presentata la modifica a proprio vantaggio
mappa
Concluso l’iter di conversione del provvedimento collegato alla legge di bilancio per il 2017: numerose e significative le modifiche apportate nel corso del dibattito parlamentare
immagine di un orologio
A partire dall'anno d'imposta 2016, le eventuali maggiori imposte pagate potranno essere recuperate entro il quinto anno successivo a quello di presentazione del modello originario
Istituiti sia quelli da usare alla presentazione della denuncia sia quelli per le somme dovute a seguito di liquidazione, acquiescenza, adesione, conciliazione e definizione delle sole sanzioni
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino