Normativa e prassi
Liquidazione trimestrale dell’Iva:
nuova soglia, vecchio riferimento
Risolta l’asimmetria creatasi con il succedersi delle norme. Adesso, imposta sul valore aggiunto e imposte dirette possono continuare a viaggiare e relazionarsi come prima
testo alternativo per immagine
Con la risoluzione n. 15/E del 13 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni dubbi espressi dagli operatori del settore e dalla stampa specializzata circa il corretto ambito di applicazione dell’articolo 14, comma 11, della legge 183/2011 (legge di stabilità 2012).
Tale disposizione, nel prevedere che “i limiti per la liquidazione trimestrale dell’IVA sono i medesimi di quelli fissati per il regime di contabilità semplificata”, ha, di fatto, eliminato i disallineamenti esistenti tra le soglie di ricavi ai fini delle imposte dirette, per la tenuta della contabilità semplificata, e quelle del volume d’affari ai fini Iva, per la periodicità di liquidazione, prodottisi dal 14 maggio 2011 per effetto del decreto legge 70/2011.
 
Con l’articolo 7, comma 2, lettera m), del “decreto sviluppo”, era stato modificato il solo contenuto dell’articolo 18 del Dpr 600/1973. In sostanza, era stato previsto un innalzamento delle soglie di accesso al regime di contabilità semplificata, da 309.874,14 a 400mila euro, per le imprese che prestano servizi, e da 516.456,90 a 700mila euro, per quelle che svolgono altre attività.
 
Erano rimasti, invece, invariati i limiti previsti dall’articolo 7 del Dpr 542/1999, che consentono ai contribuenti di minori dimensioni di effettuare le liquidazioni e i versamenti dell’Iva con periodicità trimestrale anziché mensile.
 
Per far fronte, quindi, all’asimmetria normativa creatasi tra i comparti Iva e delle imposte dirette, la legge di stabilità 2012 ha riallineato, a partire dal 1° gennaio 2012, gli importi dei limiti di riferimento per poter eseguire le liquidazioni e i versamenti periodici Iva con cadenza trimestrale con quelli previsti per l’accesso al regime di contabilità semplificata.
 
Tale modifica normativa, non essendo intervenuta direttamente sull’articolo 7 del Dpr 542/1999, ha fatto sorgere il dubbio:
  1. che il richiamo operato dal comma 11 dell’articolo 14 ai limiti “fissati per il regime di contabilità semplificata” potesse implicare non soltanto uniformità delle soglie (tra comparto Iva e comparto delle imposte dirette) ma anche dell’“unità di misura” alla quale parametrare le stesse (non più il volume d’affari, ma i ricavi)
  2. che i contribuenti con volume d’affari superiore a 516.456,90 euro (o a 309.874,14 euro per i servizi) ma con ricavi non superiori a 700mila euro (o 400mila euro per i servizi) potessero continuare a optare per il pagamento dell’Iva periodica ogni tre mesi, versando, però, il saldo dell’imposta entro il 16 febbraio dell’anno successivo.
 
A tal fine, la risoluzione ha chiarito che il termine “limiti” di cui al comma 11 dell’articolo 14 debba essere riferito, in via immediata e diretta, ai valori monetari e non anche al parametro al quale i valori stessi devono essere ricollegati. Ne consegue che a rilevare, ai fini della determinazione della periodicità degli adempimenti Iva, non è l’importo dei ricavi previsto dagli articoli 57 e 85 del Tuir (Dpr 917/1986), ma esclusivamente il volume d’affari, costituito dall’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi realizzate nell’anno, con le eccezioni di cui all’articolo 20 del Dpr 633/1972.
 
Pertanto, possono eseguire le liquidazioni trimestrali Iva i contribuenti che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore:
  1. a 400mila euro, per le imprese che effettuano prestazioni di servizi e per gli esercenti arti o professioni
  2. a 700mila euro, per le imprese che svolgono altre attività.
 
Infine, il documento di prassi ha chiarito che l’innalzamento dei limiti monetari ha effetto anche con riferimento alla previsione di cui alla lettera b), comma 1, articolo 7, del Dpr 542/1999: i contribuenti trimestrali che non superano le nuove soglie, qualora evidenzino un saldo finale Iva a debito, devono versare il conguaglio entro il 16 marzo dell’anno successivo (con la maggiorazione dell’1%) ovvero entro il termine di pagamento delle somme dovute in base alla dichiarazione annuale unificata (con l’ulteriore maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese, quando il versamento è fatto dopo il 16 marzo), se presentano tale tipo di dichiarazione.
Eleonora De Blasi
pubblicato Lunedì 13 Febbraio 2012

I più letti

testo alternativo per immagine
I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per assolvere correttamente l’adempimento dichiarativo, ora previsto sia ai fini del monitoraggio fiscale sia per liquidare Ivafe e Ivie
testo alternativo per immagine
Presenti da quest’anno, nella normativa che disciplina l'Iva relativa al settore dell’editoria, modifiche sostanziali. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sul nuovo e sul vecchio
testo alternativo per immagine
La richiesta di chiarimenti deve necessariamente precedere la condotta tributaria cui si riferisce, altrimenti la risposta non “impegna”, in nessun modo, né fisco né contribuente
testo alternativo per immagine
Nonostante il divieto di prova testimoniale imposto dal Dlgs 546/1992, che ha la funzione di limitare i poteri del giudice, ma non l’operato degli organi di verifica
testo alternativo per immagine
Anche per la chiusura di una discarica, tassative e inderogabili le regole di imputazione dei componenti positivi o negativi di reddito a un determinato esercizio
testo alternativo per immagine
Presenti da quest’anno, nella normativa che disciplina l'Iva relativa al settore dell’editoria, modifiche sostanziali. L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sul nuovo e sul vecchio
testo alternativo per immagine
I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per assolvere correttamente l’adempimento dichiarativo, ora previsto sia ai fini del monitoraggio fiscale sia per liquidare Ivafe e Ivie
testo alternativo per immagine
Vacanze irrinunciabili per tutti, compreso il contenzioso tributario, che rimane sospeso per un mese e mezzo, dall’1 agosto fino al 15 settembre, fatte salve le notifiche
compilazione modelli
I criteri da applicare per individuare correttamente il modello che deve essere utilizzato quando si svolgono più "mestieri" contraddistinti da diversi codici Ateco
testo alternativo per immagine
Ancora pochi giorni per consegnare alle Entrate la dichiarazione sostitutiva, accompagnata da un documento di identità, che attesta il possesso dei requisiti necessari
compilazione modelli
I criteri da applicare per individuare correttamente il modello che deve essere utilizzato quando si svolgono più "mestieri" contraddistinti da diversi codici Ateco
modellino casa con contratto e chiavi
La riduzione del corrispettivo non comporta riliquidazione dell'imposta né risoluzione del contratto
testo alternativo per immagine
Tra new entry e ridenominazioni, ai blocchi di partenza tutti i codici da utilizzare per avvalersi delle modalità di versamento unitario, con eventuale compensazione di crediti
testo alternativo per immagine
Novità in arrivo per dividendi, obbligazioni, interessi maturati sui conti correnti bancari e postali e pronti contro termine. L’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti
testo alternativo per immagine
Abitazione principale e relative pertinenze fuori dal “reddito complessivo”. Il credito spetta anche ai lavoratori senza sostituto d’imposta, ma va chiesto in dichiarazione