Normativa e prassi
Vies, la mancata iscrizione
chiude la porta al reverse charge
Il soggetto passivo Iva non può realizzare, nei trenta giorni successivi alla richiesta di autorizzazione all’Agenzia delle Entrate, operazioni di tipo intracomunitario
mappamondo
Senza iscrizione al Vies, l’acquisto effettuato da una ditta italiana presso un’azienda con sede in un altro Stato Ue, non può essere considerato una transazione intracomunitaria esente dall’imposta sul valore aggiunto. Di conseguenza l’operazione è rilevante, ai fini dell’Iva, nel Paese del fornitore e non risulta applicabile il regime del reverse charge.
Questa, in sintesi, la risposta dell’Agenzia delle Entrate, fornita con la risoluzione 42/E del 27 aprile, a una società italiana che ha comperato pannelli fotovoltaici da un’impresa tedesca, perfezionando l’operazione nel mese di aprile 2011, senza essere iscritta al Vies.
 
Senza Vies, accesso negato al reverse charge
È bene evidenziare subito che è determinante la data in cui prende effettivamente corpo l’acquisto.
Infatti, con il Dl 78/2010, la normativa che disciplina la materia ha subito sostanziali modifiche e i soggetti passivi Iva italiani che intendono effettuare cessioni o acquisti intracomunitari devono prima chiederne l’autorizzazione all’Agenzia delle Entrate. Se entro i trenta giorni successivi alla presentazione dell’istanza l’Amministrazione non si fa sentire o non invia il suo diniego, l’operatore, a partire dal trentunesimo giorno, si ritroverà inserito nel Vies e cioè nell’archivio informatico dei soggetti che possono svolgere operazioni intracomunitarie (provvedimento del 29 dicembre 2010).
 
A questo punto la risposta viene da sola: le due ditte, “affidandosi” al reverse charge, hanno commesso un errore perché la ricorrente, all’epoca dell’acquisto, non era stata ancora inserita tra i soggetti autorizzati alla speciale procedura, mancanza emersa soltanto dopo la conclusione della transazione in seguito all’interrogazione “tardiva” effettuata dal cedente tedesco all’archivio informatico.
E non conta che, secondo gli accordi, la fornitura dovesse avvenire entro la “41° settimana dell’anno 2010”, e cioè prima che la nuova disciplina entrasse in vigore (articolo 27 del Dl 78/2010 e i provvedimenti attuativi 188376 e 188381 del 29 dicembre 2010), né che l’impresa avesse chiesto l’autorizzazione alle transazioni intracomunitarie non appena ricevuta la merce.
 
Riguardo al primo punto, l’Agenzia spiega, infatti, che l’acquisto intracomunitario (articolo 39 del Dl 331/1993) s’intende realizzato all’atto della consegna del bene o alla data e per l’importo pagato o fatturato prima della fornitura e, nel caso in esame, le fatture erano datate aprile e maggio 2011, dunque, quando l’iscrizione al Vies era già condizione indispensabile.
 
Chiarendo il secondo dubbio, inoltre, la risoluzione precisa che, dopo l’invio della richiesta, l’istante deve aspettare 30 giorni prima di poter applicare il reverse charge.
In tale periodo, infatti, come stabilito dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 188381/2010, “sarà sospesa la soggettività attiva e passiva delle operazioni intracomunitarie, anche attraverso l’esclusione dall’archivio dei soggetti autorizzati alle operazioni intracomunitarie, sino al trentesimo giorno successivo alla data di attribuzione all’interessato del numero di partita Iva”.
 
E quando manca il Vies
Le indicazioni su come va configurata un’operazione, in mancanza della regolare iscrizione al Vies (anche per esclusione o revoca), sono contenute nella circolare 39/2011.
In particolare, il documento di prassi spiega che l’operatore comunitario che acquista da un’azienda italiana extra Vies, non essendo in grado di verificare la soggettività Iva del cedente, non può considerare quella cessione di tipo intracomunitario, per cui l’operazione è sottoposta a Iva in Italia.
Il chiarimento è estendibile, come rileva la risoluzione, al caso in esame anche se la situazione è rovesciata ed è un contribuente italiano ad acquistare da una ditta tedesca.
In conclusione, non era applicabile il meccanismo dell’inversione contabile, di conseguenza, il contribuente italiano dovrà pagare le sanzioni previste per la detrazione Iva indebitamente operata e l’Agenzia segnalerà all’Amministrazione tedesca l’irregolarità commessa.
 
C’è anche, però, una buona notizia per la ricorrente: non dovrà scontare le sanzioni previste per aver realizzato operazioni intracomunitarie senza averne ricevuto l’ok. Entra in gioco, infatti, nella sua vicenda, il rispetto del principio della buona fede del contribuente in quanto, all’epoca dei fatti, non era ancora uscita la circolare esplicativa 39/E, pubblicata il 1° agosto 2011.
Anna Maria Badiali
pubblicato Venerdì 27 Aprile 2012

I più letti

Per evitare l’illegittimo ricorso al regime del margine, l’Agenzia delle Entrate ha fornito precisi chiarimenti e istruzioni rivolti sia agli operatori nazionali sia agli uffici locali
I destinatari che presentano la dichiarazione di aggiornamento catastale potranno beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni
L’Agenzia delle Entrate interviene ancora sulla cooperative compliance, indicando le modalità di svolgimento della procedura e individuando il proprio ufficio competente
Nata a fine 2015, permette di comunicare con il fisco in maniera, veloce, semplice e diretta e si può scaricare facilmente dallo store del sistema operativo che si sta utilizzando
La prossima tappa riguarda la dichiarazione sostitutiva da presentare entro il 30 giugno, ma grazie alla nuova procedura semplificata è fondamentale solo per i neo-iscritti
I destinatari che presentano la dichiarazione di aggiornamento catastale potranno beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni
immagine con una freccia che indica la via in mezzo a un groviglio di strade
Il "principio di derivazione rafforzata" è stato esteso ai soggetti, diversi dalle micro imprese, che redigono il bilancio in conformità alle nuove disposizioni del codice civile
Il programma informatico reso disponibile gratuitamente sul sito delle Entrate permette di generare file conformi a quanto previsto da specifiche tecniche e regole di compilazione
Il contribuente, prima di trasferire la residenza, ha la possibilità di presentare un interpello probatorio, che gli permette di verificare il possesso dei requisiti di accesso al regime
Tre gradi di giudizio, tre “sconfitte”, per un’associazione di esperti fiscali che evita di parlare con l’amministrazione e, contestualmente, suggerisce rimedi impraticabili
Il programma informatico reso disponibile gratuitamente sul sito delle Entrate permette di generare file conformi a quanto previsto da specifiche tecniche e regole di compilazione
Il regime dipende dal tipo di acquisto effettuato
Istituiti sia quelli da usare alla presentazione della denuncia sia quelli per le somme dovute a seguito di liquidazione, acquiescenza, adesione, conciliazione e definizione delle sole sanzioni
immagine della facciata di palazzo Chigi
Dal regime di tassazione delle locazioni brevi alla definizione delle liti pendenti: sono numerose e significative le disposizioni tributarie contenute nella manovra correttiva
Con una circolare, l’Agenzia delle Entrate illustra dettagliatamente la disciplina di riforma introdotta dal decreto legislativo 158/2015 in attuazione della legge di delega fiscale
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino