La Posta
Autenticazione della firma apposta dal rappresentante del contribuente
L’autentica della firma effettuata dal rappresentante procuratore del contribuente sull’atto di delega è soggetta alla stessa normativa sul bollo prevista per le attestazioni di sottoscrizione effettuate dai pubblici ufficiali?
V. Boncoddo
Il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa definisce l’autenticazione di sottoscrizione come l’attestazione, da parte di un pubblico ufficiale, che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell’identità della persona che sottoscrive.
Di tale funzione pubblica, attribuita al pubblico ufficiale per legge, può essere incaricato, con legge o provvedimento amministrativo contenente l’espressa attribuzione, anche un soggetto giuridico privato, quale il rappresentante procuratore del contribuente.
Presso gli uffici finanziari il contribuente può, infatti, farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale (articolo 63, commi 1 e 2, del Dpr 600/1973).
L’autentica della firma sulla procura è assoggettata all’imposta di bollo fin dall’origine nella misura di 14,62 euro, a norma dell’articolo 2 della tariffa, parte prima, del Dpr 642/1972.
Si precisa che la procura speciale deve essere conferita per iscritto con firma autenticata.
L’autenticazione non è necessaria quando la procura è conferita al coniuge o a parenti e affini entro il quarto grado o a propri dipendenti da persone giuridiche.
Quando la procura è conferita a persone iscritte in albi professionali o nell’elenco previsto dal terzo comma ovvero ai soggetti indicati nell’articolo 4, comma 1, lettere e), f) ed i), del decreto legislativo 545/1992 è data facoltà agli stessi rappresentanti di autenticare la sottoscrizione.
Diversamente, quando non viene esercitata tale facoltà, l’attività di autentica della sottoscrizione è esercitata dal pubblico ufficiale (notaio, funzionario delegato della PA).
L’articolo 5 della tabella allegata al Dpr 642/1972, tuttavia, esenta in modo assoluto dall’imposta di bollo gli “Atti e copie del procedimento di accertamento e riscossione di qualsiasi tributo, dichiarazioni, denunzie, atti, documenti e copie presentati ai competenti uffici ai fini dell’applicazione delle leggi tributarie…”.
Fra tali atti sono compresi sia quelli predisposti dagli uffici finanziari sia quelli presentati dai contribuenti nell’ambito di un procedimento di accertamento e riscossione di un tributo nonché, in linea generale, tutti quegli atti e documenti che sono prodotti nell’ambito di procedimenti che attengono all’applicazione di leggi tributarie.
In linea generale, quindi, possono beneficiare del richiamato regime di esenzione oltre agli atti e documenti prodotti nell’ambito di procedimenti che attengono alla fase dell’accertamento e riscossione del tributo (espressamente richiamati dalla norma) anche quei documenti comunque prodotti nella fase dichiarativa e istruttoria del tributo o nell’ambito di procedure di rimborso dell’obbligazione tributaria.
Rientrano nel delineato regime di esenzione, ad esempio, le procure speciali di cui al comma 1-bis dell’articolo 7 del decreto legislativo 218/1997, che sono, infatti, utilizzate nell’ambito del procedimento di accertamento dell’obbligo tributario.
Si precisa, infine, che sui documenti rilasciati in esenzione dal pagamento del tributo di bollo è necessario indicare l’uso per il quale gli stessi sono destinati.

risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Giovedì 10 Marzo 2011

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