La Posta
Fattura dell’avvocato distrattario
L’avvocato difensore della parte vincitrice deve emettere fattura con addebito dell’Iva a carico del soggetto condannato al pagamento degli oneri e delle spese a favore della controparte?
Lettera non firmata
Agli effetti dell'Iva, il soggetto soccombente in un giudizio, condannato al pagamento degli oneri e delle spese a favore dell'avvocato della controparte, è tenuto anche al pagamento dell'imposta relativa.
Nell'ipotesi di distrazione delle spese a favore del difensore della parte vincitrice ex articolo 93 c.p.c., il diritto che, in base alla pronuncia giudiziaria, viene a costituirsi a favore del difensore comporta che egli possa pretendere, in linea di principio, nei confronti diretti del soccombente, anche quanto dovutogli a titolo di Iva. Il soggetto passivo della rivalsa, ex articolo 18 del Dpr 633/1972, resta, comunque, il cliente, nei confronti del quale va emessa, da parte del professionista, la relativa fattura, nella quale deve essere evidenziato che, con riferimento sia all'onorario che al tributo che vi accede, la solutio è avvenuta da parte del soccombente, vincolato alla prestazione in virtù della condanna contenuta nella sentenza.
Il pagamento della somma corrispondente all'Iva eseguito dal soccombente rileva solo come costo del processo e viene effettuato non a titolo di rivalsa ma di condanna, per effetto della quale il soccombente si presenta, solo e sempre, quale obbligato a tenere indenne la controparte, al pari di ogni altro onere patrimoniale, dal costo del processo.
Unica deroga si ha nella ipotesi in cui il soggetto vincitore è soggetto di imposta e la vertenza inerisca all'esercizio della propria attività di impresa, arte o professione e ha quindi titolo di recuperare l'imposta della quale subisce la rivalsa in sede di esercizio del diritto di detrazione di cui all'articolo 19 del Dpr 633/1972.

risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Martedì 29 Settembre 2009

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