La Posta
Franchigia da applicare in caso di successione per rappresentazione
In caso di successione per rappresentazione a un soggetto da parte dei nipoti, figli di un fratello premorto, può a questi essere applicata la franchigia?
A. Bombaci
L’articolo 467 del codice civile dispone che “la rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato”.
Il successivo articolo 468 stabilisce che la “rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli legittimi, legittimati e adottivi, nonché dei discendenti dei figli naturali del defunto e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto”.
Ai fini dell’imposta di successione, l’articolo 2, comma 48, del Dl n. 262/2006, disciplina compiutamente i criteri per l’applicazione e la determinazione di tale imposta, fissando aliquote e franchigie differenti a seconda del rapporto di parentela intercorrente tra il de cuius e il beneficiario. In particolare, in base alla predetta disposizione, il trattamento tributario è condizionato dal rapporto naturale (parentela o coniugio) esistente tra il de cuius e il beneficiario, indipendentemente dal titolo della chiamata all’eredità.
Pertanto, ai fini della determinazione della base imponibile e dell’aliquota applicabile, nell’ipotesi in cui il chiamato all’eredità subentri per rappresentazione, non occorre fare riferimento al rapporto esistente tra il de cuius e il rappresentato, bensì a quello intercorrente tra il primo e il rappresentante.
Ne consegue che al rappresentante verrà eventualmente riconosciuta la franchigia in base al suo rapporto di parentela con il de cuius.
Tale franchigia (ove spettante) competerà per intero a ciascuno dei rappresentanti.

risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Lunedì 16 Maggio 2011