La Posta
Patrocinio a spese dello Stato nel processo tributario
Il gratuito patrocinio è ammesso per le cause davanti alla commissioni tributarie? L’ammissione vale per ogni grado del processo?
P. Sabatini
Il patrocinio a spese dello Stato è ammesso nel processo penale, nel processo civile, nel processo amministrativo, nel processo contabile, nel processo tributario e di volontaria giurisdizione (anche nei processi per separazione e divorzio), nel procedimento di esecuzione, nei processi di revisione, revocazione, opposizione di terzo, nei processi di applicazione delle misure di sicurezza o di prevenzione, in cui sia prevista l’assistenza del difensore o del consulente tecnico.
L’ammissione al gratuito patrocinio vale per ogni grado e per ogni fase e stato del processo, ma anche per tutti quei processi, derivati ed incidentali, comunque connessi a quella per cui vi è stata l’ammissione al beneficio del patrocinio.
Il patrocinio a spese dello Stato viene concesso ai non abbienti per ogni fase e stato del processo e davanti a ogni giurisdizione: quindi innanzi ai Tribunali, alle Corti d’appello, alla Corte di cassazione, ai Magistrati e ai Tribunali di sorveglianza, ai Tribunali amministrativi regionali, al Consiglio di Stato, alle Commissioni tributarie e alla Corte dei conti.
Si precisa che la condizione per l’ammissione al patrocinio gratuito è il possesso di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 10.628,16 euro. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante; in tal caso, il limite di reddito viene elevato di 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.
Ai fini della determinazione del reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio, si deve tener conto del reddito imponibile ai fini Irpef risultante dall’ultima dichiarazione, quale definito dall’articolo 3 del Tuir, e anche dei redditi che per legge sono esenti dall’Irpef o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta ovvero a imposta sostitutiva.
L’articolo 3 del Tuir, nel disciplinare la base imponibile ai fini fiscali, prevede che “l’imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili indicati nell’art. 10”.
Qualora vi siano fondati motivi per ritenere che l’interessato non versi nelle predette condizioni reddituali, tenuto conto del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari, e delle attività economiche eventualmente svolte, può essere revocata l’ammissione al patrocinio gratuito.
E’ compito dell’ufficio dell’Amministrazione finanziaria territorialmente competente verificare l’esattezza dell’ammontare del reddito attestato dall’interessato.

risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Mercoledì 6 Giugno 2012

I quesiti più cliccati

Quali novità sono state introdotte dall’ultima legge di bilancio sull’applicazione dell’aliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi nell’ambito degli interventi di recupero edilizio?
Entro quale limite sono detraibili i premi versati per contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000?
Le spese sostenute per sedute di osteopatia sono detraibili?
In che misura sono detraibili nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute per una badante?
In caso di mancata presentazione della dichiarazione di successione, entro quale termine l’Agenzia delle entrate può notificare l’avviso di liquidazione dell’imposta?
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino