La Posta
Spese per la frequenza di un asilo nido
Le rette versate per la frequenza di un asilo nido gestito da un’associazione di solidarietà familiare possono essere detratte dai genitori? La detrazione va riferita al periodo scolastico?
L. Bottini
Le spese sostenute dai genitori per la frequenza di asili nido da parte dei figli sono detraibili nella misura del 19%. Il tetto massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione è di 632 euro annui per ogni figlio e lo sconto d’imposta massimo ottenibile è di 120,08 euro.
Non sono necessarie specifiche caratteristiche tipologiche della struttura, ma è importante che si tratti di sede diretta a garantire la formazione e la socializzazione delle bambine e dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni e a sostenere le famiglie e i genitori. Pertanto, è possibile fruire del beneficio fiscale in relazione alle somme versate a qualsiasi asilo nido, sia pubblico che privato.
Per individuare il periodo scolastico di riferimento, la detrazione, in aderenza al principio di cassa, compete in relazione alle spese sostenute nel periodo d’imposta, a prescindere dall’anno scolastico cui si riferiscono.
Le spese devono essere documentate secondo i principi generali validi in tema di detrazione.
La detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Qualora il documento di spesa sia intestato al bimbo, o a uno solo dei coniugi, è comunque possibile specificare, mediante annotazione sullo stesso, le percentuali di spesa imputabili a ciascuno degli aventi diritto.
La documentazione dell’avvenuto pagamento può essere costituita da fattura, bollettino bancario o postale, ricevuta o quietanza di pagamento.

risponde
Antonina Giordano
 pubblicato Mercoledì 6 Luglio 2011

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