Sapevate che...
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Inquinamento? No, grazie
disney
In un mondo imprenditoriale alla continua ricerca di pagare meno tasse la Walt Disney fa una scelta anticonformista e si auto-impone una tassa contro l'inquinamento prodotto dai propri stabilimenti, i cui ricavi saranno devoluti a favore del salvataggio delle foreste tropicali. Tutte le divisioni interne sono tenute a partecipare alla "carbon-tax" disneyana in proporzione a quanta anidride carbonica producono. La produzione di rifiuti sarà ridotta del 50% e verranno acquistate auto aziendali meno inquinanti, ponendo la Disney in pole position nella classifica delle "aziende verdi". (li.ch.)
Pisa, cartelli turistici muti
Alberghi fuori strada a Pisa. La società che gestisce la segnaletica cittadina ha già oscurato con tanto di scotch e sacchi neri decine di cartelli che indicano come raggiungere gli hotel sparsi per la città. Il motivo? Molti albergatori si sono ribellati alla tassa sulla pubblicità, dovendo già sborsare 90 euro a cartello per l’affitto e la manutenzione degli spazi pubblicitari. Un malcontento che ha provocato una pioggia di ricorsi contro la concessionaria, che dal canto suo ora corre ai ripari facendo sparire o occultando le indicazioni per trovare gli hotel. (la.mi.)
Usura, il Fisco va alla guerra
usuraio
Ercolano, Comune tax free per chi dice no all'usura. La giunta del paese campano ha approvato una delibera che esonera dal pagamento delle imposte comunali i cittadini che denunciano gli usurai. Un'agevolazione riconosciuta per tre anni che ricalca quella già prevista per i commercianti antiracket. Gli imprenditori ercolanesi che hanno avuto il coraggio di ribellarsi al pizzo - una ventina fino ad ora - beneficiano, infatti, di una serie di sgravi fiscali validi fino al 2013. Il Fisco diventa così un'arma intelligente nella battaglia per la legalità. (la.mi)
Junk food, il Fisco dà battaglia
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Patatine fritte, hamburger gonfi di ketchup, dolciumi carichi di grassi. Con lo zampino del Fisco il classico menù da fast food potrebbe diventare ancora più pesante, non tanto per lo stomaco, quanto per il portafoglio. Almeno in Romania, dove il ministro della Salute ha annunciato un imminente giro di vite fiscale contro il famigerato junk food. La nuova tassa sul cibo spazzatura, stando ai calcoli del governo, potrebbe portare oltre un miliardo di euro nelle casse dell’Erario, incoraggiando i golosi a tenere sott’occhio la bilancia. (la.mi)
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