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Le guide dell'Agenzia

Sismabonus ed ecobonus post sisma: la guida per sciogliere ogni dubbio

Nel nuovo vademecum realizzato dal Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio di Ministri e dall'Agenzia delle entrate, le risposte alle domande di operatori e cittadini

quesiti sima-ecobonus

Come usufruire delle agevolazioni fiscali maggiorate del 50% in alternativa al contributo per la ricostruzione? Quando è possibile lo sconto in fattura o la cessione del credito in alternativa alla fruizione della detrazione in dichiarazione dei redditi? Le soluzioni a questi e molti altri quesiti nella nuova guida delle Entrate, pubblicata nella sezione del sito dedicata alle guide fiscali “l’Agenziainforma” e su questa rivista, realizzata con il Dipartimento “Casa Italia” della Presidenza del Consiglio di Ministri, dal titolo: “Incentivi fiscali Sismabonus ed ecobonus nei territori colpiti da eventi sismici. Quesiti e soluzioni”.
In particolare, come affermato nella prefazione da Elisa Grande, capo del Dipartimento, e da Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia, con l'attuale pubblicazione si vuole “assicurare la più ampia collaborazione con le strutture impegnate nei processi di ricostruzione, per sostenere in maniera efficace il rinnovamento del patrimonio abitativo, in particolare in quelle aree del Paese, già interessate da eventi sismici, nelle quali la ripresa socio-economica non può che essere accompagnata dalla rigenerazione e dalla riqualificazione urbana”.
La guida è articolata sotto forma di quesiti, analisi della problematica e chiarimenti esplicativi, e prospetta le soluzioni interpretative tramite risposte di agevole lettura.

Gli incentivi fiscali, un volàno per la ripartenza
I contributi per la ricostruzione, il Sismabonus e l’Ecobonus sono finalizzati ad aiutare i territori colpiti da eventi sismici a porre le basi per la ripartenza. Ma occorre facilitare operatori e cittadini che intendono accedere agli incentivi fiscali, con informazioni chiare. La nuova guida, in 39 domande e 39 risposte, fornisce tutte le informazioni per rendere più comprensibile e quindi concretamente applicabile la normativa di favore. Le soluzioni proposte rispondono a problematiche reali poste dalle amministrazioni, dalle strutture impegnate nella ricostruzione, dagli operatori e dai singoli cittadini. La prima parte del documento fornisce risposte ai quesiti di ordine generale, la seconda offre chiarimenti sulle singole misure e l’ultima parte affronta ulteriori quesiti.

Come usufruire della maggiorazione del 50%
Il vademecum approfondisce in modo puntuale alcuni temi, in primis le nozioni di eccedenza e alternatività, relative alla fruizione delle agevolazioni fiscali e dei contributi per la ricostruzione. In In caso di spesa eccedente il contributo per la ricostruzione, il valore dell’aliquota massima ammessa in detrazione è pari al valore ordinario del 110%. Diversamente, se il contribuente rinuncia al contributo per la ricostruzione, può fruire in termini incrementati dell’agevolazione fiscale nella misura maggiorata del 50% riguardante il limite di spesa. Ma è importante sapere come calcolare l’importo eccedente il contributo per la ricostruzione. La risposta a un quesito (n. 4) chiarisce con un esempio pratico che se per un determinato intervento, il cui costo è pari a 100.000 euro, viene erogato un contributo per la ricostruzione di 60.000 euro, sulla spesa rimasta a carico del contribuente, pari a 40.000 euro, può essere calcolata la detrazione del 110% (pari a 44.000 euro).

Quando la cessione credito e lo sconto in fattura
Sono due modalità alternative alla fruizione diretta della detrazione nella dichiarazione dei redditi, grazie all’articolo 121 del decreto “Rilancio” (Dl n. 34/2020). Ma nel caso concreto in cui un contribuente si voglia avvalere delle opzioni della cessione del credito o dello sconto in fattura, e usufruisca congiuntamente delle agevolazioni fiscali e del contributo per la ricostruzione, deve tenere separate le due rendicontazioni. La risposta a un quesito (n. 14) precisa, infatti, che occorre distinguere la parte imputabile al contributo per la ricostruzione da quella che, invece, eccede il contributo stesso, ossia le spese che rimangono a carico del contribuente, per cui si richiede l’agevolazione fiscale. Inoltre è necessaria l’emissione di Sal (lo Stato di Avanzamento Lavori) minimi al 30%, indicando le quote di spesa assistite dal contributo per la ricostruzione e dai bonus fiscali.

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