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Persone fiscalmente residenti in Italia

Una persona non risulta attualmente iscritta nell’anagrafe della popolazione residente in Italia. In quali casi viene considerata, ai fini fiscali, comunque residente nel territorio italiano?
 

Fabiana C.
risponde Paolo Calderone

Il concetto di residenza fiscale è contenuto nel secondo comma dell’articolo 2 del Tuir. Le persone fisiche che non risultano iscritte nelle anagrafi della popolazione residente sono comunque considerate residenti in Italia, ai fini tributari, quando hanno nello Stato, per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni, anche non continuativi) il domicilio o la residenza.
Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi, mentre la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale (articolo 43 del Codice civile).
Con la circolare n. 304/1997 è stato specificato, inoltre, che il riferimento temporale all’iscrizione anagrafica, al domicilio o alla residenza di un soggetto va verificato tenendo conto anche della sussistenza di un legame affettivo con il territorio italiano. Tale legame sussiste quando la persona ha mantenuto in Italia i propri legami familiari o il centro dei propri interessi patrimoniali e sociali.
Si ricorda, infine, che sono in ogni caso considerate residenti, salvo prova contraria, le persone che sono state cancellate dalle anagrafi della popolazione residente in quanto emigrati in territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con il decreto ministeriale del 4 maggio 1999.

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