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Analisi e commenti

Accertamenti fiscali e Comuni.
Le segnalazioni qualificate - 3

L’attuazione pratica della collaborazione si realizza tramite una specifica piattaforma che consente l’interrogazione puntuale delle informazioni presenti in Anagrafe tributaria

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Tracciamento delle segnalazioni, adempimenti organizzativi degli Enti locali, formazione degli operatori comunali. Sono i tre argomenti al centro del terzo appuntamento dell’approfondimento dedicato allo stato dell’arte sulle segnalazioni qualificate nel processo di partecipazione dei Comuni all’accertamento fiscale e contributivo.
 
Tracciamento delle segnalazioni
Le segnalazioni qualificate sono trasmesse all’Agenzia delle Entrate tramite un’applicazione in ambiente web disponibile nell’ambito del sistema Siatel v2.0 – Punto Fisco. Tanto si evince dalla lettura dei provvedimenti del 3 dicembre 2007 e del 26 novembre 2008.
La modalità di trasmissione - esclusivamente in via telematica - consente di tracciare il flusso delle segnalazioni qualificate in funzione della rendicontazione della quota di compartecipazione al gettito. Ricordiamo che la quota, all’origine riconosciuta nella misura del 30% delle maggiori somme relative ai tributi erariali riscossi a titolo definitivo, è stata aumentata al 33% dall’articolo 1 del Dm 23 marzo 2011 e, successivamente, al 50% dall’articolo 2, comma 10, del Dlgs 23/2011, anche in relazione alle somme riscosse a titolo non definitivo, e infine, per il triennio 2011/2014, al 100% dal Dl 138/2011 (per la particolarità dell’assetto normativo attuato nella Regione Siciliana, cfr di seguito l’Appendice 1). I Comuni avranno pertanto la possibilità di verificare lo stato di lavorazione delle segnalazioni trasmesse e di conoscere l’esito delle stesse.
Nel provvedimento a firma del direttore delle Entrate, si precisa tra l’altro che, una volta che gli avvisi di accertamento sono stati notificati e gli accertamenti con adesione sono perfezionati (ovviamente devono essere riferiti in tutto o in parte alle segnalazioni qualificate), sono tracciati sino alla fase della riscossione delle maggiori imposte, interessi e sanzioni correlati agli specifici elementi di rettifica o di accertamento contenuti nelle segnalazioni. A seguito della riscossione, una quota dei tributi statali viene così destinata ai Comuni che hanno contribuito all’accertamento.
 
Ai sensi dell’articolo 4 del protocollo d’intesa del 12 novembre 2009, l’Agenzia delle Entrate si impegna ad assicurare un efficace sistema di tracciatura delle singole segnalazioni qualificate trasmesse dai Comuni, così da permettere in ogni momento del ciclo di verifica ed accertamento la restituzione di informazioni aggregate significative, fornendone altresì idonea reportistica all’ANCI, anche con riferimento ai programmi locali di recupero dell’evasione di cui al punto 9.1 del Provvedimento del direttor dell’Agenzia delle Entrate del 3 dicembre 2007.
 
Analogamente, il punto 3.6 del provvedimento 24114/2012 dispone che gli avvisi di accertamento notificati, riferiti in tutto o in parte alle segnalazioni trasmesse dai Comuni all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza sono tracciate fino alla fese della riscossione delle maggiori imposte, interessi e sanzioni correlati agli specifici elementi di rettifica o di accertamento.
Come specificato dal Dm 23 marzo 2011, il calcolo delle somme riconosciute ai Comuni è effettuato ai sensi dell’articolo 18, comma 9, Dl 78/2010. L’articolo 1 del Dm 23 marzo 2011 prevede che l’Agenzia delle Entrate, così come l’Inps e l’Agenzia del Territorio, entro il 10 settembre 2011 comunicano al dipartimento delle Finanze i dati relativi alle complessive riscossioni definitive, conseguenti agli accertamenti cui hanno contribuito i Comuni, avvenute nel primo semestre 2011. Il dipartimento delle Finanze, entro il 15 settembre 2011, comunica al ministero dell’Interno l’importo complessivo annuo che si prevede di erogare ai Comuni, ai fini del relativo stanziamento in bilancio. Ai fini della determinazione dell’importo netto da erogare ai Comuni, l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia del Territorio e l’Inps, entro il 31 maggio 2012, comunicano al dipartimento delle Finanze le somme definitivamente riscosse, distinte per ciascun comune. Entro il mese di ottobre 2012, il ministero dell’Interno eroga le somme comunicate dal dipartimento delle Finanze, salvo il recupero negli anni successivi, delle somme erogate in misura superiore a quella spettante.
 
Adempimenti organizzativi dei Comuni
La pratica attuazione della collaborazione dei Comuni all’attività di accertamento si realizza, dunque, mediante l’utilizzazione della piattaforma in ambiente web Siatel v2.0 – Punto Fisco, resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni (nell’ambito dei servizi di “Cooperazione informatica”), realizzata per l’interrogazione puntuale e on line delle informazioni presenti in Anagrafe tributaria, oltre che, per particolari servizi, il download di flussi informativi anticipatamente predisposti dall’Agenzia. Tale piattaforma costituisce, infatti, il canale a disposizione degli Enti, per l’accesso ai dati presenti in Anagrafe tributaria a seguito della stipula di appositi accordi convenzionali tra l’Agenzia e l’Ente, denominati Convenzioni di Cooperazione informatica.
 
Le richieste di autorizzazione e/o di abilitazione degli utenti relative ai servizi disponibili, di diretta competenza del dipartimento Finanze del ministero dell’Economia e delle Finanze, devono essere inoltrate direttamente al dipartimento tramite posta elettronica certificata (Pec). I responsabili della Convenzione di tali enti che abbiano ricevuto le credenziali dall’Agenzia possono accedere alla Gestione on line delle Convenzioni, ove è disponibile tutta la documentazione convenzionale e le relative istruzioni operative per la stipula delle convenzioni tramite firma digitale. Va precisato che, tramite l’accesso alla piattaforma Siatel v2.0 – Punto Fisco, da tempo i Comuni hanno a disposizioni le informazioni utili ai fini dell’accertamento dei tributi di loro spettanza, e cioè: i dati dei versamenti Ici e Iscop (per i Comuni che hanno deliberato tale imposta), i riepiloghi contabili dei versamenti di addizionale comunale all’Irpef, i dati delle utenze di energia elettrica e telefonica, quelli dei contratti di locazione e delle dichiarazioni di successione, e inoltre, se hanno sottoscritto con l’Agenzia la convenzione per il pagamento dei tributi locali mediante l’F24, i dati dei versamenti Tarsu/Tariffa e Tosap/Cosap.
 
Sempre tramite la piattaforma Siatel v2.0 – Punto Fisco, i Comuni possono accedere ai dati relativi ai versamenti effettuati tramite F24 per l’imposta sulle assicurazioni e il Cssn dovuti sui premi Rc auto, per le province e le regioni alle quali il relativo gettito viene accreditato direttamente sui rispettivi conti correnti bancari e postali (cfr Dm 15/7/2010 e risoluzione n. 109 del 22/10/2010). In tale contesto, l’accesso a una particolare area della piattaforma consente, al personale designato da ogni amministrazione, la trasmissione delle “segnalazioni qualificate” secondo regole trasparenti e semplici, sostanzialmente ricalcate sulle disposizioni normative che regolano la materia.
 
Formazione ai Comuni
A livello locale, le forme di collaborazione tra Agenzia delle Entrate e Comuni interessati si sono concretizzate in protocolli d’intesa che prevedono, tra l’altro, l’impegno dell’Amministrazione finanziaria a erogare formazione gratuita ai Comuni sulla normativa e sulla procedura inerenti alla loro compartecipazione all’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate. L’esigenza di rafforzare, accelerare e affinare l’attività antievasione dei Comuni sul territorio ha trovato attuazione nel protocollo d’intesa tra Agenzia delle Entrate, Anci e Ifel siglato a novembre 2009.
L’articolo 3 del protocollo prevede l’impegno dell’Agenzia delle Entrate di inserire nel proprio piano formativo - per tutta la durata del protocollo in questione - specifici corsi di formazione a cascata per la “piena partecipazione dei Comuni all’accertamento favorendo la partecipazione a tali cosi di operatori, formatori dei Comuni”, senza oneri per questi ultimi.
 
Nello specifico, l’obiettivo del patto è quello di costituire, presso ciascuna regione, un nucleo di operatori comunali esperti, cui demandare l’effettuazione di formazione a cascata per sostenere e accompagnare lo sviluppo e la diffusione delle competenze necessarie per un’efficace compartecipazione delle municipalità all’attività di contrasto all’evasione fiscale.
L’Anci, quindi, tramite l’Ifel si impegna, da parte sua, a garantire ai Comuni la gratuità dell’attività formativa, l’utilizzo di strutture comunali, l’impiego di propri esperti per le relative e necessarie azioni di sensibilizzazione e formazione.
Obiettivo della prevista attività formativa, sotto certi aspetti al pari della tracciabilità delle segnalazioni, è indirizzare gli operatori del Comune nella selezione delle informazioni e, quindi, delle segnalazioni qualificate, evitando la comunicazione di atti, fatti o negozi non significativi e, nel tempo, disporre di criteri di segnalazione sempre più efficaci.
 
Come già accennato, a seguito dell’emanazione del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 maggio 2012, in attuazione dell’articolo 18, comma 5, lettera b), del Dl 78/2000, la Guardia di finanza è stata concretamente coinvolta nelle attività di contrasto all’evasione accanto ad Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio e Inps, negli specifici ambiti di intervento previsti.
Nel contesto delle istruzioni diramate ai reparti operativi, il Comando generale della Guardia di finanza ha auspicato l’emanazione di un nuovo protocollo d’intesa che estenda la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate anche alla programmazione e alla realizzazione dell’attività formativa dedicata al personale degli Enti locali attraverso la definizione di programmi addestrativi congiunti (cfr Comando generale della Guardia di finanza, circolare n. 383/INCC del 23 luglio 2012).
 
 
3 – continua. La prima parte è stata pubblicata l’8 marzo, la seconda il 13 marzo
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