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Analisi e commenti

Art-bonus, l’agevolazione
che dà linfa a cultura e memoria

I numeri dei “sovvenzionatori” crescono di ora in ora, così come aumentano i progetti che necessitano di finanziamenti, attualmente 3.135, diffusi sull’intero territorio nazionale

immagine generica illustrativa

Sfiorano quota 37mila i mecenati che, dal 2014, con le loro donazioni liberali, hanno contribuito, e continuano a farlo, alla realizzazione di progetti di valorizzazione di luoghi, beni e manifestazioni artistiche, in breve, del patrimonio culturale pubblico italiano. A loro è destinato l’art-bonus, il beneficio attraverso il quale l’Italia si fa più bella.

L’art-bonus, cos’è?
L’agevolazione, introdotta dal Dl n. 83/2014 e divenuta permanente con la legge di Stabilità 2016, consiste in un credito d’imposta a sostegno della cultura e dello spettacolo, pari al 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate da cittadini, enti non commerciali e imprese che, attraverso le loro donazioni, favoriscono la salvaguardia dell’arte e della cultura italiane. Possono beneficiare del bonus fiscale tutti coloro che effettuano erogazioni in denaro a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, indipendentemente dalla natura e dalla forma giuridica.

La misura del credito d’imposta è uguale per tutti, ma cambiano i limiti massimi differenziati di spettanza. Le persone fisiche e gli enti che non svolgono attività commerciale possono usufruire del credito entro l’importo massimo del 15% del loro reddito annuo imponibile. I titolari di reddito d’impresa e gli enti che esercitano attività commerciale possono beneficiarne nel limite massimo del 5 per mille dei loro ricavi annui. Il bonus spettante deve essere ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Per quanto riguarda le modalità di fruizione del beneficio, in relazione alla qualifica del soggetto che effettua le erogazioni liberali, sono previste due diverse strade:
- i titolari di reddito d’impresa devono utilizzare il credito d’imposta tramite compensazione, da effettuarsi mediante il modello di pagamento F24, in diminuzione dei versamenti dovuti. Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta, l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 116/2014 ha istituito il codice tributo “6842” (vedi “Art bonus: compensazione in F24 per i titolari di reddito d’impresa”), che va riportato nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, con l’indicazione, quale “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta nel quale sono state effettuate le erogazioni liberali. Deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi e può essere usufruito annualmente senza alcun limite quantitativo
- le persone fisiche e gli enti che non svolgono attività commerciali fruiscono del credito d’imposta nella dichiarazione dei redditi, per il versamento delle imposte dovute. In particolare, iniziano a fruire della prima quota annuale (pari a 1/3 dell’importo maturato) nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata l’erogazione liberale. La quota annuale non utilizzata si può riportare, senza alcun limite temporale, nelle dichiarazioni dei periodi d’imposta successivi.

Per usufruire del credito d’imposta, le erogazioni liberali devono essere effettuate in denaro in modo tracciabile, attraverso uno dei seguenti sistemi di pagamento: carte di credito, di debito e prepagate, assegni bancari e circolari, istituti bancari e uffici postali. Il pagamento in contanti non è accettato. È importante conservare la ricevuta dell’operazione finanziaria, ossia la copia del documento che certifica l’erogazione in denaro, da cui risulti la causale del versamento “Art bonus”, l’oggetto delle erogazioni e il nome esatto dell’ente beneficiario.

In generale, le erogazioni liberali sono ammissibili al beneficio fiscale dell’art-bonus, quando sono destinate al sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali), con programmi di interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, e per il sostegno dei soggetti che operano nel settore dello spettacolo. Tuttavia, con il Dl n. 189/2016, nell’ambito degli interventi a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016, il legislatore ha esteso il beneficio anche alle erogazioni liberali effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose, situati nei comuni del Cratere presenti nell'Allegato al decreto.
La donazione è agevolata anche se effettuata nei confronti di un concessionario o un affidatario dei beni oggetto di questi interventi.
Il requisito dell’appartenenza pubblica è soddisfatto, oltre che dall’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali, anche se ricorrono altre caratteristiche del destinatario delle erogazioni (cfr. risoluzione n. 136/2017, vedi articolo “Ok all’art bonus se la fondazione è un luogo di cultura pubblica”).

I beneficiari delle erogazioni liberali, inclusi i soggetti concessionari o affidatari di beni culturali pubblici, sono tenuti a comunicare mensilmente al ministero della Cultura l’ammontare delle somme ricevute nel mese di riferimento.
Inoltre, in una pagina dedicata e facilmente individuabile dei propri siti web istituzionali, e sul portale “artbonus”, devono comunicare pubblicamente la destinazione e l’utilizzo delle erogazioni ricevute.

Lo stato dell’arte
Come dicevamo in apertura, nel corso degli anni i “sovvenzionatori” dei progetti si sono moltiplicati: dai 446 del 2014, ai 6.418 del 2020 (anno del picco). Ad oggi il totale complessivo dei mecenati è 36.637, ma il numero cresce di ora in ora, così come aumentano i progetti che necessitano di finanziamenti, attualmente 3.135, sparsi sull’intero territorio nazionale. A proposito di questi ultimi, con l’intento di sensibilizzare i cittadini a sostenere le istituzioni e a diffondere la cultura della donazione a favore di progetti meritevoli, il ministero della Cultura e Ales (Arte lavoro e servizi spa), in collaborazione con Promo Pa Fondazione, dal 2016, promuovono un concorso per eleggere il miglior progetto dell’anno.

I vincitori del concorso art-bonus 2023 sono stati il Museo di Storia naturale del Mediterraneo della Provincia di Livorno e l’International Salieri Circus Award di Legnago (VR). Il primo ha prevalso nella categoria “Beni e luoghi della Cultura” con 18.848 voti, il secondo nella categoria “Spettacolo dal vivo”, con 13.054 voti. I progetti ammessi erano 269, di questi 116 sono stati selezionati per la semifinale sul portale dell’art-bonus mentre 12 hanno partecipato alla votazione finale su Facebook e Instagram di art-bonus. Sono 55.570 i like raccolti dai progetti finalisti mentre i voti per i protagonisti della semifinale sono stati 167.033 con un totale, quindi, di 222.603 voti complessivamente ricevuti nell’ultima edizione che si è chiusa il 31 marzo scorso.
Gli ultimi numeri relativi all’art-bonus risalgono proprio a quel periodo. In particolare, al 30 marzo scorso l’agevolazione ha raccolto più di 785 milioni di erogazioni, con oltre 32.800 mecenati, 2.500 enti beneficiari e 5.900 interventi pubblicati.

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