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Analisi e commenti

Ias/Ifrs, dal bilancio a Unico:
gli accantonamenti - 1

Per la loro contabilizzazione sono necessari 3 requisiti. In questo intervento ci concentreremo sui primi 2, mentre il terzo verrà approfondito nel successivo articolo

lente
I principi contabili internazionali, introdotti nel panorama italiano dal 2005, hanno in parte riproposto criteri già noti nella contabilità tradizionale del codice civile e in parte apportato novità nella redazione del bilancio d’esercizio.
 
A seguito dell’introduzione dei nuovi criteri contabili, il legislatore fiscale, da un lato, ha recepito nel 2008 le qualificazioni, le classificazioni e le imputazioni temporali derivanti dall’applicazione dei principi Ias/Ifrs; dall’altro, si è preoccupato di coordinare gli effetti risultanti dalla nuova contabilità. Una preoccupazione che appare comprensibile se si considera che, sia ai fini Ires sia ai fini Irap, i valori risultanti dal conto economico costituiscono il punto di partenza per determinare il reddito e il valore della produzione da assoggettare a tassazione.
 
Questo approfondimento intende illustrare, secondo uno schema sintetico e prefissato, le caratteristiche più rilevanti che contraddistinguono alcune attività e passività di un bilancio Ias/Ifrs, evidenziando le differenze rispetto ai criteri contabili nazionali e il corrispondente trattamento fiscale.
 
Di cosa si sta parlando
Gli accantonamenti sono trattati, nei principi contabili internazionali, nello Ias 37 che li definisce come delle passività di scadenza o ammontare incerti.
Si tratta, quindi, di fatti di gestione che potrebbero determinare un costo futuro, per il quale occorre valutare, sulla base di pareri tecnici, il rischio collegato: se il rischio è probabile, nel conto economico dovrà essere accantonato un importo da utilizzare nell’anno in cui si verificherà l’evento.
 
Si ipotizzi, ad esempio, che nel 2012 una società sia citata in giudizio per una causa di lavoro, promossa da un suo dipendente. Di fronte a questa situazione, il redattore del bilancio potrebbe:
  1. non rilevare alcun accantonamento, perché ritiene che il giudice darà ragione alla società
  2. rilevare l’accantonamento, perché considera probabile la soccombenza in giudizio della società. Qualora nel 2013 il giudice dovesse accogliere la richiesta del dipendente, la società utilizzerà l’importo accantonato nel 2012 per sostenere l’onere derivante dalla pronuncia giudiziale; in caso di pronuncia favorevole alla società, invece, il fondo accantonato dovrà essere stornato (in tutto o in parte) e a conto economico confluirà un componente positivo di reddito.
 
Quando e come contabilizzare
Per contabilizzare un importo a titolo di accantonamento è necessario che siano rispettati 3 requisiti espressamente previsti nello Ias 37. Due dei quali sono analizzati di seguito, mentre il terzo verrà approfondito nel successivo intervento.
In particolare, è necessario che:
  1. esista un’obbligazione attuale risultante da un evento passato
L’impresa deve verificare se, alla data di riferimento del bilancio, esiste un obbligo derivante da una legge o un contratto (in tal caso, l’obbligazione è definita legale) ovvero da una decisione presa pubblicamente dall’azienda (obbligazione implicita). 
Si pensi, ad esempio a una società che ha causato un danno ambientale per il quale, tuttavia, non esiste una norma che ne preveda la relativa sanzione. In questa situazione, l’azienda potrebbe creare autonomamente l’obbligazione (si è in presenza, in tal caso, di un’obbligazione implicita) e accettare pubblicamente di ovviare al danno ambientale provocato.
Questa prima condizione richiede, inoltre, l’esistenza di un evento passato, ossia di un fatto che esiste indipendentemente dalle azioni future che la società potrebbe adottare. E’ il caso, ad esempio, di un danno ambientale causato illecitamente: in tale ipotesi, l’impresa dovrà versare delle sanzioni amministrative indipendentemente dai comportamenti futuri che intenderà adottare.
 
  1. È probabile che sia necessario l’impiego di risorse economiche
Un accantonamento può essere contabilizzato a conto economico solo se è probabile che si debba sostenere un costo, ossia solo se “è più verosimile che il fatto si verifichi piuttosto che il contrario, cioè la probabilità che il fatto si verificherà è maggiore della probabilità che non si verificherà”.
A seconda del grado di probabilità attribuito dal redattore di bilancio, lo Ias 37 individua 3 tipologie di passività per le quali prevede un differente trattamento contabile. Più precisamente se:
  1. è probabile che esista un’obbligazione si è in presenza di un accantonamento, che deve essere contabilizzato a conto economico. In tal caso, devono essere fornite determinate informazioni integrative come, ad esempio, la descrizione dell'obbligazione e la tempistica prevista per l'esborso, il valore contabile di inizio e fine esercizio, gli importi utilizzati e quelli stornati, gli effetti dovuti all’attualizzazione dell’importo accantonato;
  2. non è probabile che esista un’obbligazione si è in presenza di una passività potenziale, che non deve essere contabilizzata in bilancio ma per la quale occorre fornire specifiche informazioni integrative, quali, ad esempio, la stima dei suoi effetti  finanziari, l’indicazione delle incertezze sottostanti e la corrispondente probabilità;
  3. è remota la probabilità che esista un’obbligazione, si è in presenza di una passività remota che non deve essere né contabilizzata né chiarita con informazioni integrative.

Un quadro di sintesi



A titolo esemplificativo, si ipotizzi una società che riceve nel 2012 una denuncia per un danno ambientale provocato nell’attività di produzione. L’amministratore, nel redigere il bilancio relativo al 2012, potrebbe:
  1. contabilizzare un accantonamento, poiché - sulla base di pareri tecnici che individuano nella società la responsabile dell’infrazione - la probabilità che si debba sostenere un costo per il danno provocato è superiore al 50%
  2. non contabilizzare l’accantonamento ma fornire solo delle informazioni integrative, perché la probabilità che si debba sostenere un costo è inferiore al 50%
non contabilizzare l’accantonamento e non fornire alcuna informazione integrativa, perché la probabilità di sostenere un onere è remota.
 
continua
Ias/Ifrs, dal bilancio a Unico: gli accantonamenti - 2
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