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Analisi e commenti

Nerva, l'imperatore d'origine umbra
che portò Roma fuori dalle "secche"

Figlio di Marco, celebre giureconsulto, e di Sergia Plautilla, è passato alla storia come il monarca più virtuoso e sapiente che la caput mundi abbia mai conosciuto

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"Narnia imperio Nervam - Genui mitrae que Johannem". Così riporta una antica iscrizione incisa nel sigillo araldico di Narni, comune della provincia di Terni. Insediamento pre-romano, meglio  conosciuto con il nome di Nequinum, colonia romana dal 299 a.C. con il nome di Narnia e municipium dal 90 a.C., è famoso per aver dato i natali a Marco Cocceio Nerva, l'ultimo monarca italico nella storia della Roma imperiale e ad altri personaggi illustri come Erasmo da Narni, detto Gattamelata.   I tratti distintivi della personalità di Nerva Fine compositore di versi che gli valsero l'appellativo coniato da Marziale di "Tibullo dei suoi tempi", Nerva coltivò l'interesse per la filosofia stoica. Nerone, imperatore di Roma dal 54 al 68 d.C., giunse addirittura a ordinare la costruzione di due statue in suo nome per celebrare gli innumerevoli successi conseguiti come prefetto del pretorio di Roma e per la repressione della congiura di Pisone (65 d.C.). Apollonio di Tiana, filosofo della Cappadocia, racconta nelle sue memorie "di non aver mai visto Nerva scherzare e tanto meno ridere" impegnato come era a "combattere gli abusi che avevano condotto Roma sull'orlo del fallimento". In effetti, le misure e le riforme adottate nel suo breve periodo di regno (96-98 d. C.) furono così incisive da modificare e correggere in senso positivo quanto fatto dai suoi predecessori a cominciare da Domiziano.   Una carriera alla luce di tradizioni illustri Appartenente a una famiglia originaria della colonia di Narnia (l'odierna Narni), figlio di Marco, celebre giureconsulto, e di Sergia Plautilla, è passato alla storia come l'imperatore più virtuoso e sapiente che la caput mundi abbia mai conosciuto. Qualità, queste, evidenziate nella giusta misura da uno storico del calibro di Tacito che, per nulla incline ai salamelecchi, giunse a definire il periodo del principato di Nerva "quello della pubblica felicità". E in effetti a questo personaggio, assurto al ruolo di imperatore a 64 anni, sono stati sufficienti 16 mesi e mezzo, quelli durante i quali ha retto le sorti del regno, per compiere un autentico miracolo. Invertire una pericolosa tendenza all'impoverimento economico, porre fine alle ingiustizie sociali e amministrative, arginare lo spopolamento del territorio.   Gli interventi in campo sociale, fiscale e amministrativo Sotto il suo principato trovano attuazione interventi di rilievo in campo fiscale, sociale e amministrativo che avrebbero prodotto effetti positivi sull'economia romana negli anni successivi alla sua morte. Risultati importanti di cui ebbe modo di avvalersi in primis il figlio adottivo, l'imperatore Traiano, che dopo di lui ebbe l'onore e l'onere di guidare le sorti dell'impero, ma anche i "colleghi" a lui subentrati. È il caso di Adriano, il famoso monarca filosofo che, stando alle testimonianze del tempo, aveva una particolare predilezione per i condoni fiscali. Come ricorda Cassio Dione, le misure adottate da Nerva erano collegate a problemi di cassa ma rispecchiavano anche tre tratti caratteristici della sua personalità: la frugalità, la semplicità e la generosità. Nerva non esitò infatti a vendere alcuni beni di proprietà per far fronte al programma di riforme ricavandone ulteriore liquidità.   L'abolizione del fiscus judaiucus Il primo intervento in campo fiscale attuato da Nerva fu l'abolizione della tassa contro gli ebrei. La tassa, introdotta da Vespasiano dopo la rivolta scoppiata a Gerusalemme tra il 66 e il 73, doveva essere corrisposta, nella misura di due denari ogni anno, per la protezione del tempio di Giove Capitolino. Nerva considerava questa misura un vero e proprio abuso non soltanto per chi pagava le tasse ingiustamente ma anche perché, sotto il suo governo, il tempio di Giove Capitolino era già stato ricostruito e completato. Quindi bisognava abolirla. Il conio di un'apposita moneta, con su scritto fisci ivdaici calvmnia svblata, celebrò l'evento. Secondo alcune fonti storiografiche, l'intento di Nerva nascondeva anche una strategia politica. Abolire il fiscus judaicus avrebbe significato prendere le distanze, come appartenente alla dinastia degli Antonini, dalla linea politica della dinastia Flavia che aveva avuto tra i principali obiettivi proprio la riconquista della Giudea.   La riforma della tassa di successione Il secondo intervento attuato in campo fiscale fu la riforma della tassa di successione. La tassa, introdotta da Augusto, pari al 5% del capitale posseduto, prevedeva una serie di esenzioni per alcune categorie di cittadini. Per far fronte a questa situazione di discriminazione che aveva suscitato malcontenti, Nerva decise di allargare le condizioni di esenzione stando bene attento a non incidere troppo sul gettito dello Stato. Un intervento che Traiano, figlio adottivo di Nerva e a lui subentrato dopo la sua morte, giudicò degno di prosecuzione e di ampliamento.    Il trasferimento della competenza per i contenziosi  La terza riforma fiscale attuata da Nerva prevedeva invece il trasferimento dei contenziosi tributari e amministrativi dai procuratori ai pretori. L'intento era di spostare l'asse della competenza a giudicare in via definitiva sulle controversie. I pretori, infatti, erano più propensi ad accogliere le tesi del Fisco, mentre i pretori si dimostravano più obiettivi e spesso favorivano le tesi sostenute dai contribuenti. Ad apportare ulteriori correttivi ci avrebbe pensato poi Traiano, che ampliò il concetto introducendo una serie di novità anche in campo civilistico.   La cancellazione dei debiti dei contribuenti Eliminare le fonti di ingiustizia per le comunità che si trovavano lungo le principali arterie stradali. È il risultato che mirava a ottenere Nerva dalla cancellazione dei debiti per finanziare le poste imperiali. Un pesante fardello a cui l'imperatore pose termine una volta per tutte e che decise di celebrare facendo coniare una nuova moneta che recava scritta l'insegna "Giustizia ed Equità".   Le contromisure adottate Le misure adottate produssero alti costi per lo Stato ma non al punto da provocare la bancarotta. Per far fronte a questi impegni, l'imperatore non mancò di controbilanciare i possibili effetti di una contrazione sulle entrate continuando a incamerare l'aurum coronarium, il "regalo di oro" che le comunità locali riservavano ogni anno all'imperatore e che, in effetti, costituiva una ulteriore tassa da pagare. Il Senato, a sua volta, si fece promotore di una legge che prevedeva di ricavare metallo pregiato dalla fusione delle statue di Domiziano per il conio di nuove monete.   Il prezzo da pagare La situazione economica lasciata da Nerva alla sua scomparsa, avvenuta a 66 anni, era ancora abbastanza buona. Ad attestarlo, due fatti. Il primo connesso ai risultati dell'indagine di una Commissione, istituita dal Senato alla metà del 97 d.C. su richiesta dell'imperatore, per valutare lo stato delle casse pubbliche. Nei lavori finali si parla di ridurre alcuni giochi, sacrifici, corse di cavalli e aumentare le spese per gli acquedotti. Il secondo è che Traiano, suo figlio adottivo e successore, non ebbe alcuna difficoltà a elargire alle truppe dislocate all'interno e fuori dell'impero il famoso cangiarium (premio per il cambio dell'imperatore). Con Marco Cocceio Nerva si chiudono così sedici mesi di regno che, sia pur nella brevità del tempo avuto a disposizione, videro l'impero romano al centro di un vasto programma di riforme e valsero all'imperatore-poeta, nativo di Narni, la stima, l'onore del popolo e l'appellativo di divino.     Fonti bibliografiche di riferimento  
  • Sito web Amministrazione del Comune di Narni 
  • Centro Studi Politici e Sociali F. M. Malfatti
  • EROLI G. - Manoscritti di G. Eroli
  • EROLI G. - Notizie sopra Nerva imperatore 
  • EROLI G. - Vite inedite degli illustri narnesi 
  • MARTINORI E. - Repertorio storico delle principali famiglie narnesi
  • BRUSONI F. Documenti storici sopra la città di Narni (lo stemma del Comune di Narni)
  • NNDB - Tracking the entire world
  • Museo Capitolino e Musei Vaticani di Roma
  • www.narnia.it

Vignetta ideata e realizzata da Fabio Daddi click sull’immagine per ingrandirla
 
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