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Analisi e commenti

Le quote dei fondi comuni Oicvm
tra redditi di capitale e diversi - 2

A differenza di quanto accade per le altre tipologie di strumenti finanziari, il nesso tra l'evento produttivo del provento e la sua natura fiscale risulta di difficile inquadramento

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I possessori di quote di fondi comuni di investimento mobiliare possono perfezionare fattispecie fiscalmente rilevanti sia in sede di distribuzione periodica dei proventi sia in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote possedute.
A seconda dell'evento che genera il provento, i redditi conseguiti possono appartenere alla categoria dei redditi di capitale (articolo 44, comma 1, lettera g), Tuir) oppure dei redditi diversi (articolo 67, comma 1, lettera c-ter), Tuir).

A differenza di quanto accade per gli altri strumenti finanziari, però, il nesso tra l'evento produttivo del provento e la natura fiscale del reddito risulta di difficile inquadramento.
Infatti, tradizionalmente, la detenzione/rimborso/liquidazione degli strumenti finanziari genera redditi di capitale, mentre la loro negoziazione genera redditi diversi.
Le quote, invece, in sede di rimborso/negoziazione/liquidazione possono generare, contemporaneamente, redditi di entrambe le categorie.

Redditi di capitale
Regime applicabile sino al 1° luglio 2011
Come accennato in premessa, nell'anno 2011 il regime di tassazione dei fondi comuni di investimento mobiliare e dei detentori delle relative quote è stato profondamente modificato.
Sino a tale data, i proventi periodici percepiti dai partecipanti non rappresentavano proventi imponibili, poiché gli stessi erano tassati "a monte" dalla società di gestione del fondo che, annualmente, calcolava la differenza tra valore del patrimonio investito all'inizio e alla fine dell'anno e, in caso di risultato positivo, applicava sul margine un'imposta sostitutiva; eventuali risultati negativi potevano essere riportati negli anni successivi.

In caso di cessione a titolo oneroso delle quote ovvero in caso di rimborso/liquidazione, il trattamento impositivo diveniva più complesso, poiché era necessario scindere il differenziale negativo o positivo in modo da individuare la quota-parte classificabile come reddito di capitale e la quota-parte da tassare come reddito diverso.
In particolare, nella formulazione allora vigente, l'articolo 45, comma 4-bis, del Tuir, stabiliva che le somme o il valore normale dei beni distribuiti, anche in sede di riscatto o liquidazione, dai fondi (soggetti a imposta sostitutiva sul risultato della gestione), nonché le somme o il valore normale dei beni percepiti in sede di cessione delle quote di partecipazione ai predetti organismi, costituivano proventi e, quindi, redditi di capitale, per un importo corrispondente alla differenza positiva tra l'incremento di valore delle azioni o quote rilevato alla data della distribuzione, del riscatto, della liquidazione o della cessione e l'incremento di valore delle quote o azioni rilevato alla data di sottoscrizione o di acquisto.

La stessa disposizione precisava, inoltre, che l'incremento di valore in questione doveva essere rilevato dall'ultimo prospetto predisposto dalla società di gestione del fondo (come chiarito nella circolare n. 165/1998, paragrafo 1.2.2, per incremento di valore si intende il maggior valore assunto dalle quote o azioni rispetto al valore delle stesse all'avvio dell'organismo).
In sostanza, il reddito di capitale era pari alla differenza tra il valore risultante dall'ultimo prospetto approvato all'atto della sottoscrizione/acquisto e il valore risultante dall'ultimo prospetto approvato alla data di cessione/rimborso/liquidazione.

Per quanto concerne i redditi diversi, invece, la plusvalenza/minusvalenza andava e va calcolata come differenza tra valore effettivo di cessione/rimborso/liquidazione e costo fiscale aumentato degli oneri accessori di diretta imputazione; da detta differenza, come avviene per la generalità dei redditi diversi di natura finanziaria, devono essere scomputati i redditi di capitale maturati e non ancora riscossi (articolo 69, comma 7, lettera a), Tuir).

Per chiarire l'interazione tra le norme citate, si propone il seguente esempio.

Esempio 1 - differenziale positivo
Costo di acquisto: 100
Valore di prospetto all'atto dell'acquisto: 120
Valore di rimborso: 150
Valore di prospetto all'atto del rimborso: 140
In base ai dati sopra riportati, all'atto del rimborso il possessore realizza un differenziale positivo pari a 50 (150 - 100).
Tale importo andava così scomposto:
1) la differenza tra i due valori di prospetto, nel nostro caso pari a 20, rappresentava un reddito di capitale che non veniva tassato dal quotista, poiché, come detto, tale incremento veniva autonomamente tassato dalla società di gestione del fondo
2) la differenza tra differenziale complessivo e reddito di capitale, nel nostro caso pari a 30, rappresentava una plusvalenza da sottoporre a imposizione come reddito diverso.

Esempio 2 - differenziale negativo
Costo di acquisto: 100
Valore di prospetto all'atto dell'acquisto: 120
Valore di rimborso: 50
Valore di prospetto all'atto del rimborso: 80
In base ai dati sopra riportati, all'atto del rimborso il possessore realizza un differenziale negativo pari a - 50 (50 - 100).
Tale importo andava così scomposto:
1) la differenza tra i due valori di prospetto, nel nostro caso pari a - 40, rappresentava un reddito di capitale "negativo" che non concorreva alla formazione della minusvalenza del quotista, poiché, come detto, tale decremento concorreva alla formazione del risultato di gestione del fondo e poteva essere scomputato dalla società di gestione
2) la differenza tra differenziale complessivo e reddito di capitale "negativo", nel nostro caso pari a - 10 [(50 - 100) - 40], rappresentava una minusvalenza rientrante nella categoria dei redditi diversi.

Regime applicabile dal 1° luglio 2011 al 24 aprile 2014
Come anticipato, con la soppressione dell'imposta sostitutiva sul risultato maturato della gestione in capo agli Oicvm, a decorrere dal 1° luglio 2011, la tassazione avviene, in via generale, in capo ai partecipanti al momento della percezione dei proventi.
In particolare, il nuovo articolo 26-quinquies ("Ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani e lussemburghesi storici") del Dpr 600/1973, riformando il sistema, ha previsto che sui redditi di capitale di cui alla lettera g) dell'articolo 44 del Tuir, derivanti dalla partecipazione al fondo, è applicata una ritenuta alla fonte a titolo di imposta del 12,50% (ora 26%).

La base imponibile della ritenuta, ai sensi del comma 3, è rappresentata dall'ammontare dei:

  • proventi distribuiti in costanza di partecipazione all'organismo di investimento
  • proventi compresi nella differenza tra il valore di riscatto, di liquidazione o di cessione delle quote o azioni e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto delle stesse. In ogni caso, il valore e il costo delle quote o azioni è rilevato dagli ultimi prospetti periodici disponibili.

Il nuovo meccanismo impositivo, oltre a rendere imponibili i proventi percepiti in sede di distribuzione periodica, ha influenzato le modalità di calcolo da seguire per determinare i redditi di capitale e i redditi diversi conseguibili in caso di rimborso/cessione/liquidazione.
In particolare, dopo la riforma, il differenziale negativo conseguito in sede di cessione/rimborso/liquidazione rappresenta, per il suo intero importo, una minusvalenza compensabile.
Il differenziale positivo, invece, continua a essere splittato tra reddito diverso e reddito di capitale, con la differenza che quest'ultimo, non essendo più tassato dalla società di gestione, viene assoggettato a una ritenuta a titolo di imposta.

Esempio 3 - differenziale positivo
Costo di acquisto: 100
Costo medio ponderato di prospetto all'atto dell'acquisto: 120
Valore di rimborso: 150
Valore di prospetto all'atto del rimborso: 140
In base ai dati sopra riportati, all'atto del rimborso il possessore realizza un differenziale positivo pari a 50 (150 - 100).
Tale risultato, richiamando quanto detto nell'esempio n. 1, sarà tassato per 20 come reddito di capitale e per 30 come reddito diverso.

Esempio 4 - differenziale negativo
Costo di acquisto: 100
Costo medio ponderato di prospetto all'atto dell'acquisto: 120
Valore di rimborso: 50
Valore di prospetto all'atto del rimborso: 80
In base ai dati sopra riportati, all'atto del rimborso il possessore realizza un differenziale negativo pari a - 50 (50 - 100).
Tale differenziale rileverà per intero come minusvalenza.

Regime applicabile dal 24 aprile 2014
Per effetto delle modifiche apportate all'articolo 26-quinquies, sono state rimodulate le regole di calcolo della base imponibile dei redditi di capitale derivanti dalla partecipazione a Oicr.
Segnatamente, la norma citata non fa più riferimento ai valori risultanti dai prospetti, ma si riferisce ai valori effettivi del costo di acquisto delle quote o azioni, del valore di riscatto, cessione o liquidazione.
Pertanto, il reddito di capitale è determinato effettuando la differenza tra:

  • il valore "effettivo" di riscatto, liquidazione o cessione delle quote e azioni, e
  • il costo medio ponderato delle quote o azioni. In caso di acquisto sul mercato, il costo deve essere documentato dal partecipante e, in mancanza della documentazione, il costo è documentato con dichiarazione sostitutiva.

Le nuove regole di determinazione della base imponibile hanno, di fatto, eliminato la possibilità che, in sede di cessione/rimborso/liquidazione, possa essere conseguito un reddito diverso positivo.
Infatti, la nuova formulazione della norma, facendo riferimento ai valori effettivi, ha tendenzialmente allineato gli elementi da prendere in considerazione per la determinazione dei differenziali positivi appartenenti alle due categorie reddituali e, considerato che i redditi diversi hanno natura residuale, il differenziale positivo ottenuto sarà, quasi sempre, tassato per intero come reddito di capitale.
Tenuto conto, però, che la norma, nel determinare il reddito di capitale, non prende in considerazione gli oneri accessori sostenuti all'atto dell'acquisto, gli stessi rappresenteranno sempre una minusvalenza di natura finanziaria.
Ciò avviene poiché, come accade per tutti i redditi diversi, le plusvalenze/minusvalenze dei quotisti vanno determinate al netto dei redditi di capitale maturati ma non ancora riscossi e, per l'effetto, una volta che il reddito di capitale ha assorbito il reddito diverso, eventuali oneri aggiuntivi diventano una minusvalenza.

Esempio 5 - differenziale positivo con oneri accessori
Costo di acquisto: 100
Oneri accessori: 10
Costo medio ponderato di prospetto all'atto dell'acquisto: 120
Valore di rimborso: 150
Valore di prospetto all'atto del rimborso: 140
In base ai dati sopra riportati, all'atto del rimborso il possessore realizza un reddito di capitale positivo pari a 50 (150 - 100).
Il reddito diverso, invece, presenta un valore lordo positivo di 40 (150 - 110), ma, dopo aver scorporato dallo stesso il reddito di capitale pari a 50, si ottiene una minusvalenza pari a - 10 (40 - 50).


2 - continua.
La prima puntata è stata pubblicata lunedì 24 luglio

 

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