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Analisi e commenti

Il regime Irpef delle pensioni tra i 7.500 e i 7.800 euro

La nozione di "reddito complessivo" va intesa al netto dei redditi derivanti dal possesso di terreni (nei limiti di euro 185,92) e dell'abitazione principale

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La legge finanziaria 2004 interviene anche con modificazioni al testo recentissimamente uscito da una riforma ad ampio spettro del Dpr 22.12.1986, n. 917.
Il Testo unico delle imposte sui redditi è stato infatti rielaborato e riformulato a opera del Dlgs 12.12.2003, n. 344, i cui effetti non si sono registrati solamente nel campo dell'imposizione societaria (con l'introduzione dell'Ires in luogo dell'Irap), ma anche nel settore dell'Irpef, con sostanziali variazioni della disciplina del tributo che preludono alla sua sostituzione con l'Ire (secondo le previsioni, a partire dal 2005).
L'articolo 2 della legge finanziaria 2004 (legge 24.12.2003, n. 350), al comma 28, reca alcune innovazioni relative ai redditi di pensione, ove gli stessi - concorrendo da soli o quasi al reddito complessivo del contribuente - ottengano l'esenzione da imposta fino a un determinato ammontare. L'esame della materia richiede una previa illustrazione delle norme che, allo stato, regolano la determinazione dell'Irpef dovuta nel Tuir riformato.

La determinazione dell'imposta nel Tuir
Della determinazione dell'Irpef dovuta si occupava, nel Tuir vigente fino al 31.12.2003, l'articolo 11, ora sostituito dal nuovo articolo 12.
Le modalità di determinazione dell'imposta hanno subito nel corso degli anni numerose revisioni, con la riduzione e la semplificazione del sistema degli scaglioni d'imposta a seguito delle varie leggi succedutesi nel tempo.
Ai sensi della normativa in discussione, l'imposta lorda è determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili e della deduzione per assicurare la progressività dell'imposizione di cui all'articolo 10-bis (corrispondente al nuovo articolo 11), le seguenti aliquote per scaglioni di reddito:
  • fino a 15.000 euro, 23 per cento
  • oltre 15.000 euro e fino a 29.000 euro, 29 per cento
  • oltre 29.000 euro e fino a 32.600 euro, 31 per cento
  • oltre 32.600 euro e fino a 70.000 euro, 39 per cento
  • oltre 70.000 euro, 45 per cento.

Le aliquote e gli scaglioni d'imposta, che rappresentano il meccanismo classicamente preordinato a garantire la progressività dell'imposizione Irpef, sono stati più volte modificati.
In tempi recenti, l'articolo 11, comma 1, è stato modificato dapprima dall'articolo 6 della legge 23.12.1999, n. 488, e in seguito all'articolo 1 del decreto legge 30.09.2000, n. 268, dall'articolo 2 della legge 23.12.2000, n. 388, e infine sostituito dall'articolo 2 della legge 27.12.2002, n. 289 (legge finanziaria 2003), con decorrenza dal 1° gennaio 2003.

La "no - tax area"
L'articolo 11 del nuovo Testo unico, in gran parte riproducente l'articolo 10-bis ante riforma (inserito dall'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge 24.12.2002, n. 289, prevede l'applicazione della cosiddetta "no tax area", ovvero del meccanismo in forza del quale una parte variabile del reddito personale, progressivamente decrescente fino a scomparire al crescere dello stesso, è stata esentata dall'imposizione, per reintrodurre il carattere progressivo dell'Irpef altrimenti inciso dalla forte riduzione delle detrazioni.
In dettaglio, la deduzione può scomporsi in due parti:

  • una parte generale, valevole per tutti i contribuenti, con una deduzione di 3.000 euro
  • una parte speciale, riconosciuta in misura pari a:
    • 4.500 euro, per i soggetti nei cui reddito complessivo confluiscono redditi di lavoro dipendente e alcune tipologie di redditi assimilati
    • 4.000 euro, per i soggetti nei cui reddito complessivo confluiscono redditi derivanti da pensioni e dagli assegni a esse equiparati
    • 1.500 euro, per i soggetti nei cui reddito complessivo confluiscono redditi di lavoro autonomo o di impresa "minore".

La "no tax area" effettivamente spettante ai contribuenti è commisurata all'ammontare dell'imponibile, con le modalità di calcolo stabilite dal comma 5 dell'articolo, e illustrate nella tabella sottostante.

La no - tax area

Valore di riferimento per la determinazione della no - tax area(articolo 11 del Tuir)

26.000 euro +
deduzioni forfetarie potenzialmente spettanti ai sensi dell'art. 11 +
deduzioni per oneri di cui all'articolo 10 -
reddito complessivo
-------------------------------
26.000 euro

*Se il rapporto è maggiore o uguale a 1, la deduzione forfetaria può essere fruita per l'intero ammontare;
* Se il rapporto è pari a 0, o minore, la deduzione forfetaria non spetta;
* Se, il rapporto è compreso tra 0 e 1, la deduzione spetta in ragione della percentuale ottenuta, computando le prime quattro cifre decimali.

  Il regime di favore per i redditi di pensione
Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e quello dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, l'imposta non è dovuta.
Se, alle medesime condizioni previste nel periodo precedente, i redditi di pensione sono superiori a 7.500 euro ma non a 7.800 euro, non è dovuta la parte d'imposta netta eventualmente eccedente la differenza tra il reddito complessivo e 7.500 euro (tali regole sono state aggiunte dall'articolo 2 della Legge 27.12.2002, n. 289, con decorrenza dal 1° gennaio 2003).
Nella sostanza, è quindi esentabile il reddito da pensione, se esso concorre al reddito: da solo ovvero insieme a redditi di terreni di importo inferiore o uguale a 185,92 euro e al reddito dell'abitazione principale e relative pertinenze (qualunque sia la rendita catastale).
L'esenzione ricorre solamente se il reddito da pensione è inferiore o uguale a 7.500 euro.
Se il reddito da pensione è compreso tra 7.500 e 7.800 euro, non è dovuta la parte di imposta netta riferita alla differenza tra il reddito complessivo e 7.500 euro.
Per effetto di tale regola, può determinarsi la situazione esposta nella seguente tabella esemplificativa, che tiene conto della rielaborazione effettuata dalla legge finanziaria.

L'esenzione dall'IRPEF per i redditi di pensione - esempio

reddito esente da IRPEF Reddito di pensione euro 7.700 euro 8.000
Redditi di terreni euro 185,92 0
Reddito dell'abitazione principale euro 2000 0
Reddito complessivo euro 9885,92 8.000

Reddito complessivo diminuito dei redditi di terreni e dell'abitazione principale

euro 7.700 8.000
Imposta netta non dovuta riferita alla differenza tra euro 7.700
e
euro 7.500
Non si applicano le norme di favore per i redditi di pensione (applicazione ordinaria della no - tax area e delle regole per la determinazione dell'imposta)


Calcolo dell'imposta netta
L'imposta netta è determinata operando sull'imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, le detrazioni per carichi di famiglia, le "altre detrazioni" e le detrazioni per oneri.
Da tale valore si detraeva l'ammontare del credito d'imposta sui dividendi e del credito per imposte pagate all'estero (il primo, abrogato per effetto della "riforma dell'Ires"; il secondo, riformulato nel nuovo articolo 165 del Tuir).

Il nuovo Testo unico
Le innovazioni introdotte con il nuovo articolo 12 riguardano il solo comma 3 e sono conseguenti all'abrogazione del meccanismo del credito d'imposta sui dividendi.
Per effetto delle nuove regole, dall'imposta netta va detratto l'ammontare dei crediti d'imposta spettanti al contribuente a norma dell'articolo 165 (ove è contenuta, nel Testo unico riformato, la disciplina del credito per imposte pagate all'estero).
Se l'ammontare dei crediti d'imposta è superiore a quello dell'imposta netta, il contribuente ha il diritto di optare per lo scomputo dell'eccedenza dall'imposta relativa al periodo di imposta successivo, ovvero per il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi.

La Finanziaria 2004
Il comma 28 della legge finanziaria 2004 dispone che, nel testo dell'articolo 11 (ora articolo 12), comma 1-bis, secondo periodo, del Tuir, dopo le parole: "reddito complessivo" sono inserite le seguenti: ", diminuito degli eventuali citati redditi di terreni e da abitazione principale,".
Nella sostanza, l'inciso introdotto dalla legge finanziaria comporta l'effetto di assumere la nozione di "reddito complessivo" al netto dei redditi derivanti dal possesso di terreni (nei limiti di euro 185,92) e dell'abitazione principale, sicché - per i pensionati - risulta non dovuta l'imposta eccedente la differenza tra tale nozione "netta" di reddito - se non superiore a 7.800 euro - e l'importo di 7.500 euro.

Determinazione dell'IRPEF e trattamento dei redditi di pensione - Legge n. 350/2003

1) applicazione degli scaglioni d'imposta Fino a 15.000 euro 23%
15.000 - 29.000 euro 29%
29.000 - 32.600 31%
32.600 - 70.000 39%
Oltre 70.000 45%

2) eventuale applicazione della no - tax area

Concorrenza al reddito solo di Redditi di pensione non > 7.500 euro l'imposta non è dovuta
Redditi di terreni non > 185,92 euro
Redditi dell'abitazione principale e pertinenze
Concorrenza al reddito solo di Redditi di pensione > 7.500 euro ma non > 7.800 euro non è dovuta l'imposta netta eccedente la differenza tra

Il reddito complessivo, diminuito dei citati redditi di terreni
e dell'abitazione principale,
e 7.500 euro

Redditi di terreni non > 185,92 euro
Redditi dell'abitazione principale e pertinenze
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