Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Lussemburgo e San Marino contro la doppia imposizione

Lussemburgo e San Marino contro la doppia imposizione

Il progetto di legge sull’accordo sottoscritto il 27 marzo è approdato il 19 giugno alla Camera dei Deputati per approvazione

La Convenzione si applica alle persone residenti in uno o in entrambi gli Stati contraenti e comprende le imposte sul reddito e sul patrimonio prelevate per conto di uno Stato contraente o dei suoi Enti locali. Dalla Convenzione non sono escluse le società finanziarie, definite dalla legge del Granducato del Lussemburgo "holding 1929" . In dirittura d’arrivo l’iter per l’approvazione della Convenzione, tra il Granducato del Lussemburgo e la Repubblica di San Marino, per evitare la doppia imposizione in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio. Lo scorso 19 giugno, infatti, è stato presentato alla Camera dei Deputati il progetto di legge contenente l’approvazione dell’accordo e del relativo protocollo sottoscritto dai due Paesi il 27 marzo 2006.

La Convenzione e le imposte disciplinate
La Convenzione, che ricalca per la maggior parte il modello Ocse, si applica alle persone che sono residenti in uno o in entrambi gli Stati contraenti e comprende le imposte sul reddito e sul patrimonio prelevate per conto di uno Stato contraente o dei suoi enti locali. Le imposte attuali che sono disciplinate dall’accordo sono per quanto riguarda San Marino, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e quella sul reddito delle persone giuridiche o delle imprese individuali considerate persone giuridiche, ancorché l’imposta sia prelevata con ritenuta alla fonte. Rispetto al Lussemburgo, rientrano nella Convenzione l’imposta sul reddito delle persone fisiche, l’imposta sul reddito degli enti collettivi, l’imposta sul patrimonio e l’imposta commerciale comunale sugli utili e sul capitale d’esercizio.

Il concetto di residente e il domicilio fiscale
L’espressione residente di uno Stato contraente individua ogni persona assoggettata a imposizione in quel Paese in ragione del suo domicilio, della residenza o della sua sede di direzione, con esclusione delle persone soggette a imposta nello Stato solamente per i redditi provenienti da fonti si trovano in questo stesso Stato o per il patrimonio che è qui situato.

I redditi immobiliari e gli utili d’impresa
I redditi prodotti da beni immobili, comprendendo tra questi redditi anche quelli derivanti da attività agricole o forestali, sono imponibili nello Stato in cui questi beni si trovano. Le disposizioni contenute nell’accordo sono estese agli immobili appartenenti a un’impresa. Gli utili di un’impresa residente in uno dei due Paesi contraenti, sono imponibili nello Stato di residenza, salvo che l’impresa non svolga la sua attività nell’altro Stato per mezzo di una stabile organizzazione. Quando l’attività dell’impresa è svolta in tale maniera, gli utili sono imponibili nell’altro Stato, ma soltanto per la parte attribuibile alla stabile organizzazione.

La stabile organizzazione
Il concetto di stabile organizzazione risponde alle modalità contenute nel modello Ocse di Convenzione e fissa a dodici mesi il periodo, a partire dal quale un cantiere di costruzione o di montaggio costituisce una stabile organizzazione.

Le ritenute sui dividendi

I dividendi, che una società residente in uno Stato paga a un residente dell’altro Stato, sono imponibili in quest’ultimo Paese. Tuttavia, questi dividendi sono imponibili anche nello Stato in cui è residente la società che paga i dividendi. Ma, se l’effettivo beneficiario dei dividendi è un residente dell’altro Stato l’imposta, così applicata, è uguale a zero se il beneficiario effettivo è una società, che per un periodo ininterrotto di almeno dodici mesi antecedenti la data della delibera di distribuzione dei dividendi, ha detenuto direttamente almeno il 10 per cento del capitale della società che paga i dividendi, e non può eccedere il 15 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi in tutti gli altri casi. In questo modo sono messi sullo stesso piano sia la Repubblica di San Marino sia gli altri Paesi dell’Unione europea.

Le remunerazioni da lavoro dipendente
Per quanto riguarda i salari, gli stipendi e le analoghe remunerazioni che il residente di uno Stato riceve come corrispettivo di un’attività di lavoro dipendente, la Convenzione tra il Lussemburgo e San Marino si discosta dal modello Ocse in due punti. La prima differenza riguarda l’espressione "anno fiscale" che è sostituita da "anno civile", il cambiamento non ha alcuna incidenza per il Granducato. La seconda riguarda le remunerazioni per lavoro subordinato a bordo di navi o aeromobili, con l’aggiunta di quello svolto per il trasporto su strada.

L’eliminazione della doppia imposizione
L’articolo 23 della Convenzione disciplina le modalità adottate dai due Paesi contraenti per l’eliminazione della doppia imposizione. L’accordo prevede l’esenzione con riserva di progressività e cosa da sottolineare è il ricorso al principio di imputazione per l’eliminazione della doppia imposizione in materia di dividendi e di redditi realizzati da artisti e sportivi.

Lo scambio di informazioni
Le autorità competenti dei due Stati contraenti si scambiano le informazioni necessarie all’applicazione delle disposizioni contenute nella Convenzione. Informazioni limitate, però, alle imposte disciplinate dall’accordo e con l’impegno a tenerle segrete, tranne che nei confronti delle persone o delle autorità incaricate dell’accertamento o della riscossione delle imposte.

L'entrata in vigore della Convenzione

La Convenzione entrerà in vigore a decorrere dalla data dell’ultima notifica relativa al completamento delle procedure interne di ratifica, le sue disposizioni si applicheranno: alle imposte riscosse mediante ritenuta alla fonte e al montante percepito a partire dal 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello in cui entra in vigore l’accordo; alle altre imposte sul reddito e sul patrimonio e alle imposte dovute per tutto il periodo imponibile a partire dal 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello nel corso del quale entra in vigore la Convenzione.

Il regime delle "holding 1929"
Da segnalare, infine, che dalla presente convenzione non sono escluse le società finanziarie definite dalla legge lussemburghese "holding 1929" per le quali la Commissione europea ha giudicato illegale il regime preferenziale di cui godono, imponendo al Granducato di abrogare questo sistema preferenziale entro il 2006 e a tutte le holding di adeguarsi entro il 2010.
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/articolo/lussemburgo-e-san-marino-contro-doppia-imposizione