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Optare per il consolidato si può? In Lussemburgo a certe condizioni

Optare per il consolidato si può? In Lussemburgo a certe condizioni

In particolare possono farlo le società controllate da quelle madri lussemburghesi. A questa conclusione è pervenuta la Corte d’Appello

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L’organo giudicante (sentenza 21, 979C) si è pronunciato in merito all’applicazione del regime del consolidato (intégration fiscale) a sei società residenti, ribaltando la sentenza resa dal Tribunale Amministrativo (sentenza 19, 717 e 20, 624 del 23 agosto 2006). Soltanto le societá controllate da madri lussemburghesi possono optare per l’intégration fiscale. A questa conclusione è pervenuta il 19 marzo 2007 la Corte d’Appello del Lussemburgo (sentenza 21, 979C) che si è pronunciata in merito all’applicazione del regime del consolidato (intégration fiscale) ribaltando la sentenza del Tribunale amministrativo (sentenza 19, 717 e 20, 624 del 23 agosto 2006). Nel mirino sei società residenti.

I protagonisti della controversia
Il caso da cui origina la pronuncia della Corte riguardava sei società lussemburghesi controllate da una società residente in Belgio. Nel corso del 2004 una delle società controllate aveva prodotto perdite mentre le altre società continuavano a essere in utile. Le società per compensare gli utili realizzati con le perdite prodotte avevano esercitato l’opzione per il consolidato.

La posizione del tribunale amministrativo
Il Tribunale amministrativo nella sentenza del 23 agosto 2006 aveva accolto il ricorso delle società in considerazione della circostanza che l’Amministrazione finanziaria si era basata esclusivamente sulla residenza della società controllante. La Corte di Appello nella sentenza del 19 marzo 2007 ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria ribaltando la precedente pronuncia del Tribunale Amministrativo stabilendo che le disposizioni che regolano il consolidato non possono essere considerate come discriminatorie verso società non lussemburghesi e che la ratio delle disposizioni è di consentire la compensazione di utili a perdite a livello orizzontale tra società che sono controllate da una società residente in Lussemburgo. Inoltre la Corte ha rigettato l’eventuale proposizione del ricorso alla Corte di Giustizia europea per violazione della libertà di stabilimento tutelata dall’articolo 43 del Trattato UE in quanto l’esercizio dell’opzione è riservato soltanto a società controllate da madri lussemburghesi e non a società lussemburghesi controllate da società residenti nell’Unione europea senza stabile organizzazione in Lussemburgo.

Le caratteristiche della società
Nel caso in esame la società controllante era una società residente in Belgio, quindi non risultava rispettato il requisito che prevede che la società controllante dovesse essere una società lussemburghese o una stabile organizzazione di una società non residente. Pertanto l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto che le perdite non potessero essere compensate con gli utili delle altre società partecipanti al consolidato e che il reddito imponibile della società belga fosse imponibile soltanto in Belgio. Le società residenti hanno tuttavia obiettato che il mancato riconoscimento del consolidamento con la società belga rappresentava una violazione del principio di non discriminazione contenuto nella Convenzione contro la doppia imposizione tra Belgio e Lussemburgo; infatti l’articolo 24 comma 6 stabilisce quanto segue: "Enterprises of a Contracting State, the capital of which is wholly or partly owned or controlled, directly or indirectly, by one or more residents of the other Contracting State, shall not be subjected in the first-mentioned Contracting State to any taxation or any requirement connected therewith which is other or more burdensome than the taxation and connected requirements to which other similar enterprises of that first-mentioned State are or may be subjected".

La normativa del Lussemburgo
L’ordinamento lussemburghese prevede infatti per le società residenti che siano controllate per almeno il 95 per cento del capitale da una società residente o da una stabile organizzazione di una società non residente soggetta a un livello di tassazione comparabile con quello del Lussemburgo la possibilità di optare per il consolidato. Tali condizioni devono sussistere dall’inizio dell’anno in cui si esercita l’opzione. In deroga alle disposizioni ora citate è tuttavia previsto che il regime possa essere applicato anche a società controllate al 75 per cento. L’opzione per il consolidato è anche esercitabile da quelle società residenti che siano controllate indirettamente da una società non residente, a condizione che sussistano i precedenti requisiti (possesso di almeno il 95 per cento del capitale e imposizione della società non residente comparabile a quello del Lussemburgo) così come stabilito dall’articolo 164 bis della Lir: "Lorsque la partecipation est détenue d’une façon indirecte, il faut que les sociétés, par l’intermédiaire desquelles la société mère ou l’établissement stable indigène détient 95% du capital de la filiale dont l’intégration fiscale est demandée, solent les société de capitaux pleinement imposable à un impôt correspondant à l’impôt sur le revenue des collectivités". Sono escluse in ogni caso dall’applicazione del consolidato le Sicar (Société d’investissment en capital à risque) e gli SV (Securitization vehicles). Il consolidamento implica che il reddito imponibile delle società controllate è sommato algebricamente a quello della società controllante, che sconta quindi l’imposizione sul reddito complessivo. L’esercizio dell’opzione è valido per cinque periodi di imposta.
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