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Attualità

81 e 77,8 milioni di euro per Berlino e Roma

A tanto ammonta il gettito dell’euroritenuta elvetica per il 2007 da parte di Germania e Italia

A seguire Francia e Regno Unito con 38,5 e 25 milioni di euro. Nel 2006 per la Germania erano stati 63 i milioni di euro raccolti mentre per l’Italia il gettito era stato di 62,8 milioni di euro. 30,5 e 19,5 milioni di euro rispettivamente per Francia e Regno Unito.
La taglia dell’euroritenuta riscossa dal sistema bancario svizzero non trova sosta. L’ammontare complessivo dell’imposta, relativa al 2007, ha infatti registrato un balzo in avanti piuttosto considerevole transitando dai 331 milioni di euro raccolti nel 2006 ai 406 milioni contabilizzati l’anno passato, portando in dote al fisco elvetico e agli erari nazionali dei paesi membri dell’Unione maggiori risorse segnate da un incremento del 22 per cento. Riguardo invece alle somme trasferite ai singoli Stati membri dell’Unione, dai 245 milioni di euro del 2006 si è saliti ai 306 milioni del 2007, ovvero 61 milioni di euro in più.

L’euroritenuta svizzera è bilingue, anzi, italo/tedesca

Secondo quanto previsto dalla direttiva sulla tassazione alla fonte del risparmio dei cittadini Ue non residenti, entrata in vigore il 1° luglio del 2005, spetta al sistema bancario del Paese, dove risultano alloggiati i conti e i depositi di capitali, il compito di funzionare come esattore, procedendo di fatto a versare i 3/4 del gettito della ritenuta calcolata sui redditi finanziari, ovvero sugli interessi maturati, agli erari nazionali degli Stati membri dell’Unione. La quota restante rimane in dotazione della singola giurisdizione, in questo caso la Svizzera che, tra l’altro, ne devolve una parte significativa alle autorità cantonali.





Andamento del gettito dell’euroritenuta elevetica nel corso del biennio 2006-2007 suddiviso per singolo Paese
(i valori riportati nel grafico sono espressi in milioni di euro)
Fonte: governo svizzero

In testa alla classifica dei Paesi beneficiari del gettito dell’euroritenuta anche quest’anno campeggia un terzetto oramai sperimentato. Al primo posto permane la Germania, che potrà contare su 81 milioni di euro di entrate extra, segnando quindi una crescita significativa rispetto ai 63 milioni raccolti nel 2006. La piazza d’onore resta invece saldamente occupata dall’Italia, le cui risorse in entrata sono pari a 77,8 milioni di euro, mentre sempre nel 2006 il gettito dell’euroritenuta era stato di 62,8 milioni di euro. A seguire la Francia, che chiude il podio d’onore esibendo l’incasso di 38,5 milioni di euro, a fronte dei 30,5 assegnateli in precedenza. A confermare una certa stasi nelle posizioni di vertice fa da riscontro la quarta posizione, anch’essa ad appannaggio, come già accaduto in precedenza, del Regno Unito che riceverà 25 milioni di euro, ovvero 5,5 milioni in più rispetto ai 19,5 contabilizzati nel 2006.

Come funziona l’euroritenuta

L’euroritenuta sulla tassazione del risparmio, varata il 1° luglio 2005, prevede un prelievo alla fonte del 15 per cento per i Paesi che non hanno scelto lo scambio d’informazioni. La tassazione del risparmio e del reddito finanziario che ne discende si applica esclusivamente ai cittadini Ue non residenti. Sul piano operativo il meccanismo vede al centro lo scambio d’informazioni tra le banche dove si trovano i depositi bancari o obbligazionari dei singoli soggetti non residenti. È l’istituto di credito a comunicare allo Stato di origine del suo cliente l’ammontare versatogli come pagamento di interessi.

Essere tassati o dichiarare tutto al Fisco?

Il meccanismo dell’euroritenuta chiama i clienti delle banche non residenti e domiciliati nell’Unione europea a scegliere tra la dichiarazione fiscale nei rispettivi Paesi oppure il pagamento dell’imposta in cambio del mantenimento del riserbo. L’opzione della dichiarazione è stata scelta da 63 mila titolari di conti correnti e depositi nel 2007 mentre nel 2006 erano stati 55mila i soggetti che avevano deciso di rompere il riserbo rivelando al Fisco domestico la propria posizione finanziaria registrata entro i confini elevetici. Stefano Latini
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