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Attualità

Per gli acconti c'è tempo fino al 2 dicembre

Non si potranno utilizzare i crediti per gli investimenti al Sud e quelli da dichiarazioni integrative presentate dopo il 30 settembre

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Per il 2 dicembre (il termine del 30 novembre cade di sabato) è fissata una delle principali scadenze fiscali dell'anno: il versamento della seconda o unica rata di acconto Irpef relativa all'anno di imposta 2002. Entro la stessa data, andranno versate, sempre a titolo di seconda o unica rata di acconto: l'Irpeg, da parte delle società di capitali con periodo di imposta coincidente con l'anno solare, e l'Irap, da parte di persone fisiche (imprenditori e professionisti), società di persone e società di capitali.

L'acconto Irpef per il 2002
Le istruzioni al modello Unico 2002 spiegano il meccanismo che deve essere seguito per la determinazione del pagamento dell'acconto.

Metodo storico
Il contribuente, per calcolare quanto versare, dovrà fare riferimento al periodo di imposta precedente e considerare la cifra indicata nel rigo RN28 del modello Unico 2002:
- se tale importo è pari o inferiore a 51,65 euro, l'acconto non è dovuto
- se, invece, è superiore a 51,65 euro, dovrà essere versato l'acconto, pari al 98 per cento dell'importo evidenziato nel rigo RN28.
Una volta determinato l'acconto, se l'importo dovuto è inferiore a 259,26 euro, il pagamento avverrà in un'unica soluzione entro il 2 dicembre 2002.
Se, invece, l'importo è pari o superiore a 259,26 euro, il contribuente deve pagare in due rate:
- la prima, già versata entro il 20 giugno scorso, nella misura del 40 per cento
- la seconda, entro il prossimo 2 dicembre, nella restante misura del 60 per cento.

Metodo previsionale
Tuttavia, se si prevede di realizzare un reddito imponibile inferiore a quello del 2001, per effetto, ad esempio, di maggiori oneri sostenuti o di minori redditi percepiti, è possibile procedere alla rideterminazione dell'acconto sulla base dell'imposta che si ritiene sarà dovuta per i redditi del 2002.
Qualora la previsione dovesse rilevarsi errata per difetto, il contribuente potrà, comunque, regolarizzare la propria posizione:
- entro il 2 gennaio prossimo, versando la differenza di imposta maggiorata degli interessi legali del 3 per cento annuo (con maturazione giorno per giorno), e la sanzione del 3,75 per cento
- entro il termine per la presentazione della dichiarazione Unico 2003, con il pagamento della differenza di imposta, gli interessi legali del 3 per cento e la sanzione del 6 per cento.

L'acconto Irpeg per il 2002
Le società di capitali con periodo di imposta coincidente con l'anno solare devono pagare, entro il 2 dicembre, l'acconto Irpeg, pari al 98,5 per cento dell'imposta relativa al periodo di imposta precedente.
Anche in questo caso, quindi, il parametro di riferimento del contribuente sarà la precedente dichiarazione, e, in particolare, quanto evidenziato nel modello Unico 2002, al rigo RN22. Se tale importo risulta:
- pari o inferiore a 20,66 euro, l'acconto non è dovuto
- superiore a 20,66 euro ma inferiore a 262,36 euro, l'acconto sarà dovuto in una unica soluzione entro il 2 dicembre
- pari o superiore a 262,36 euro, l'acconto deve essere versato in due rate, la prima, pari al 40 per cento dell'importo complessivo, entro il 20 giugno, la seconda, pari al restante 60 per cento, entro il 2 dicembre.
I contribuenti Irpeg (il cui periodo di imposta risulta ancora aperto al 31 agosto 2002), per la determinazione dell'acconto devono tener conto delle disposizioni introdotte dall'articolo 1 del decreto legge n. 209/2002, e più precisamente:
- la minor deducibilità delle svalutazioni delle partecipazioni
- l'applicazione del nuovo metodo per calcolare il reddito Dit, oppure in alternativa l'applicazione della versione originaria, seppure corretta, dall'irrilevanza degli incrementi patrimoniali e dalla reintroduzione dello zoccolo duro al 30 per cento
- le nuove norme sulle riserve sinistri delle assicurazioni.
Pertanto gli acconti Irpeg andranno calcolati assumendo come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni ora introdotte dal decreto n. 209. Una volta rideterminato l'acconto secondo le nuove regole, il contribuente dovrà integrare la seconda rata con quanto avrebbe dovuto pagare per la prima, senza applicazione di sanzioni e di interessi.
Rimane sempre la facoltà di determinare l'acconto secondo il metodo previsionale, ma in presenza di errori di valutazione, scatterà l'applicazione di sanzioni ed interessi.

L'acconto Irap per il 2002
Per la determinazione dell'acconto Irap, bisogna far riferimento all'importo indicato nel modello Unico 2002 al rigo IQ 90 e applicare le stesse regole previste in materia di imposte sui redditi, distinguendo a seconda del tipo di contribuente, Irpef o Irpeg. Per le società di persone valgono le modalità e i limiti previsti per le persone fisiche.

Le modalità di versamento
Gli acconti di imposta del mese di novembre, che non sono rateizzabili, possono essere versati dai contribuenti in due modi:
- con il modello di pagamento unificato F24 presso gli uffici postali, gli sportelli di qualsiasi concessionario per la riscossione delle imposte, presso le banche convenzionate
- con versamento telematico (F24 on line), qualora il contribuente abbia richiesto il codice Pin all'Agenzia delle Entrate e risulti titolare di un conto corrente presso una delle banche convenzionate.

Gli intermediari abilitati, dalla prossima scadenza possono utilizzare il nuovo F24 cumulativo. Questo servizio on line riservato consente di effettuare i versamenti delle imposte per conto dei clienti con addebito diretto sui conti correnti degli stessi. Questi i codici tributo da riportare sul modello F24:
- Irpef 4034
- Irpeg 2113
- Irap 3813

Il blocco all'utilizzo dei crediti
E' il caso di ricordare che, in sede di versamento degli acconti, non potranno essere usati, in compensazione, due tipologie di crediti.
Con il decreto legge 12 novembre 2002 n. 253, infatti, è stato sospeso, con effetto dal 13 novembre e fino al 31 marzo 2003, l'utilizzo del credito d'imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate (articolo 8, legge n. 388/2000), ed è stato disposto, per i titolari di reddito d'impresa o di lavoro autonomo con ricavi o compensi non superiori a 5.164.569,00 euro, il divieto di usare in compensazione, dal 13 novembre e fino al 30 settembre 2003, i crediti d'imposta derivanti dalla rettifica del reddito d'impresa o di lavoro autonomo operata in dichiarazioni integrative presentate dopo il 30 settembre 2002.
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