Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Attualità

Addizionale Irpef, il cambio di aliquota spetta al Consiglio comunale

La conclusione scaturisce dal quadro normativo delineatosi a seguito delle variazioni delle novità di fine anno

Thumbnail

La variazione dell'aliquota dell'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche è stata oggetto di rivisitazione per effetto delle modifiche introdotte dall'articolo 1, comma 142, lettera a), della legge 296/2006 (Finanziaria 2007), che ha sostituito l'articolo 3, comma 1, del Dlgs 360/1998.
In particolare, la norma ora modificata stabiliva:

  • la pubblicazione su un sito informatico delle delibere comunali di variazione delle aliquote di compartecipazione dell'addizionale
  • l'efficacia di dette deliberazioni a decorrere dalla pubblicazione sul predetto sito informatico
  • il tetto massimo dell'aliquota di compartecipazione, non eccedente 0,5 punti percentuali, con un incremento annuo non superiore a 0,2 punti percentuali.

Con la nuova formulazione, il legislatore ha puntualizzato la circostanza di diritto secondo cui i Comuni possono disporre la variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale all'Irpef esclusivamente facendo ricorso allo strumento regolamentare, adottato ai sensi dell'articolo 52 del Dlgs 446/1997.
Tale articolo, rubricato "Potestà regolamentare generale delle province e dei comuni", consente agli enti locali di disciplinare con regolamento le proprie entrate, sia tributarie che patrimoniali, con esclusione di quegli aspetti che attengono alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e dell'aliquota massima dei singoli tributi.
L'adozione del regolamento, ai sensi della lettera f) dell'articolo 42 del Dlgs 267/2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), non può essere che demandata alla competenza del Consiglio comunale.

Ad avviso del dipartimento per le Politiche fiscali (nota n. 938 del 12 marzo 2007), anche l'ipotesi relativa alla variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale Irpef rientra nella sfera delle attribuzioni spettanti al Consiglio comunale, nella sua veste di organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell'ente locale.
Questa conclusione viene dedotta agevolmente dal quadro normativo delineatosi nella subiecta materia dopo l'approvazione della Finanziaria 2007.

A tal proposito, il nuovo scenario risulta disciplinato dal richiamato comma 142 della legge 296/2006, che, riscrivendo il comma 3 dell'articolo 1 del Dlgs 360/1998, prevede esplicitamente l'impiego del regolamento di cui all'articolo 52 del Dlgs 446/1997 per operare la variazione dell'aliquota di compartecipazione Irpef, e, nel contempo, inserendo il nuovo comma 3-bis, conferisce agli enti locali, sempre tramite adozione di apposito regolamento, la possibilità di stabilire una soglia di esenzione in ragione del possesso di specifici requisiti reddituali.
Quest'ultima disposizione, incidendo in modo particolare sulla struttura del prelievo in questione, non può essere sottratta alla competenza del Consiglio.

Muovendo da tali premesse, la nota ministeriale conclude sostenendo che qualora l'addizionale comunale sia già stata oggetto di istituzione a seguito dell'entrata in vigore di deliberazioni pregresse, solo nel caso di eventuali variazioni di aliquote o di introduzione della menzionata soglia di esenzione, gli enti dovranno nuovamente procedere a deliberare un nuovo regolamento.

URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/attualita/articolo/addizionale-irpef-cambio-aliquota-spetta-al-consiglio-comunale