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Attualità

Alzata la guardia sulle stock options

Reintrodotto, in sede di conversione del decreto legge, il trattamento di favore subordinandolo, però, al verificarsi di determinate ulteriori condizioni e limiti

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L'articolo 36, commi 25, 25-bis e 26, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, come modificato in sede di conversione dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, riforma il regime fiscale delle stock options, relativamente ai soggetti legati alla società da rapporto di lavoro dipendente.
E' bene ricordare che la stock option è uno strumento mediante il quale una società attribuisce a un beneficiario (dipendente, amministratore o manager esterno) il diritto ad acquistare/sottoscrivere un certo numero di sue azioni, a un prezzo prefissato (prezzo di esercizio o strike price), a decorrere da una certa data (data di maturazione).

La motivazione che è alla base di un'operazione così congegnata è semplice: si cerca di motivare il personale, legando parte del suo guadagno alla creazione di ricchezza aziendale alla quale esso stesso contribuisce.
Fino all'entrata in vigore del suddetto decreto, in materia di stock options riservate ai dipendenti, si applicava la lettera g-bis) del comma 2, articolo 51 del Tuir, in base alla quale non costituiva reddito di lavoro dipendente la differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione e l'ammontare corrisposto dal dipendente, a condizione che:

  • il predetto ammontare fosse almeno pari al valore delle azioni stesse alla data dell'offerta
  • le partecipazioni, i titoli o i diritti posseduti dal dipendente rappresentassero una percentuale di diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria, o di partecipazione al capitale o al patrimonio, inferiore al 10 per cento.

Il comma 2-bis del medesimo articolo, subordinava, inoltre, l'agevolazione alla sussistenza dell'ulteriore condizione che le azioni dovevano essere state emesse dall'impresa con la quale il contribuente aveva intrattenuto il rapporto di lavoro o da società che, direttamente o indirettamente, controllavano la medesima impresa, ne erano controllate o erano controllate dalla stessa società che controllava l'impresa.

Il testo originario dell'articolo 36, comma 25, del decreto legge aveva abrogato la lettera g-bis) dell'articolo 51, comma 2, del Tuir, eliminando completamente il trattamento fiscale di favore prima riservato alle stock options. La legge di conversione ha invece reintrodotto tale disposizione, subordinando tuttavia la sua applicazione al verificarsi di determinate ulteriori condizioni e limiti.

In particolare, fermo restando il ripristino della versione della lettera g-bis) previgente al decreto, tale legge ha ampliato il contenuto del comma 2-bis, articolo 51 del Tuir, prevedendo che, per poter usufruire del beneficio fiscale previsto dalla lettera g-bis) del medesimo articolo:

  • il dipendente non deve cedere le azioni ricevute nei cinque anni successivi alla data dell'assegnazione, né costituire su di esse garanzie di qualsiasi forma
  • il valore delle azioni assegnate, stabilito ai sensi dell'articolo 9 del Tuir, non deve superare l'importo della retribuzione lorda annua relativa al periodo d'imposta precedente.

Qualora le azioni siano cedute o date in garanzia prima del predetto termine, l'importo che non ha concorso a formare il reddito al momento dell'assegnazione concorre a formare il reddito ed è assoggettato a tassazione nel periodo di imposta in cui avviene la cessione, ovvero la costituzione della garanzia. Se il valore delle azioni assegnate è superiore al predetto limite, la differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione e l'ammontare corrisposto dal dipendente concorre a formare il reddito.

Esempio:
Si ipotizzi il caso di un dirigente, assegnatario nel 2006 di 100.000 azioni, per le quali corrisponde un valore pari al prezzo dell'offerta di euro 0,5 per azione. Il valore delle azioni alla data dell'assegnazione (valore normale, ai sensi dell'articolo 9 del Tuir) ammonta a 3,8 euro. La retribuzione annua del dirigente nel 2005, al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali, ammontava a 350mila euro.

Valore delle azioni al momento dell'offerta dell'opzione50.000,00
Prezzo corrisposto dal dirigente50.000,00
Valore delle azioni al momento dell'esercizio dell'opzione380.000,00
Retribuzione lorda 2005 350.000,00
Reddito di lavoro dipendente da assoggettare a tassazione330.000,00


Nel caso in cui, invece, la retribuzione annua del dirigente nel 2005, al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali, fosse stata pari a 400mila euro, si avrebbe:

Valore delle azioni al momento dell'offerta dell'opzione50.000,00
Prezzo corrisposto dal dirigente50.000,00
Valore delle azioni al momento dell'esercizio dell'opzione380.000,00
Retribuzione lorda 2005 400.000,00
Reddito di lavoro dipendente da assoggettare a tassazione0,00


Le ulteriori condizioni imposte dalla nuova formulazione del comma 2-bis, articolo 51 del Tuir, per l'accesso al trattamento fiscale di favore, devono sussistere sulle assegnazioni di azioni effettuate successivamente alla data di entrata in vigore del Dl 223/2006 (4 luglio 2006).

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