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Attualità

Da apertura di credito in conto corrente a mutuo fondiario. Il passaggio non è agevolato

Il trattamento fiscale applicabile alle annotazioni di conferma, di frazionamento e/o di cancellazione dell'ipoteca iscritta a garanzia del contratto "convertito"

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L'Agenzia del territorio, con risoluzione n. 1 del 22/9/2005, aveva chiarito che all'esecuzione dell'annotazione di conferma di un'ipoteca iscritta a garanzia di un contratto di apertura di credito in conto corrente, successivamente trasformatosi in contratto di mutuo fondiario, non è applicabile il regime tributario agevolativo, ex articolo 15, Dpr n. 601/1973 (esenzione, tra le altre, dall'imposta ipotecaria), considerata l'impossibilità di ravvisare, nell'articolata operazione di finanziamento in questione, la creazione di un rapporto sostanzialmente unitario.

L'originaria previsione che il contratto di apertura di conto corrente potesse essere " convertito " (in senso economico e non giuridico) in un contratto di mutuo, non è idonea, infatti, a escluderne la natura novativa, non solo perchè la sostituzione si atteggia come mera facoltà delle parti che, ove esercitata, come nel caso di specie, manifesterebbe il richiesto animus novandi, ma soprattutto in quanto il successivo rapporto obbligatorio, pur proseguendo di norma nei confronti dello stesso obbligato, avrebbe un oggetto parzialmente diverso (la somma di denaro rimasta non pagata dal soggetto originariamente finanziato) e un differente titolo (il mutuo e non l'apertura di conto corrente).

L'Amministrazione ha puntualizzato che il descritto orientamento è stato adottato sulla scorta del parere espresso dall'Avvocatura generale dello Stato. L'Organo legale, al riguardo, aveva precisato che "...seppure l'iscrizione di ipoteca può essere confermata anche in relazione al nuovo rapporto attraverso una annotazione a margine della prima, il rapporto novato ha natura e disciplina sua propria e diversa rispetto al primo con il quale nulla più condivide".
Conclude l'Avvocatura: "dovendo considerarsi il contratto di mutuo in sé e per sé, in quanto non modificativo del contratto di apertura di credito in conto corrente, ma nuovo contratto stipulato in funzione dell'estinzione del debito, non si ravvisano le ragioni che costituiscono il presupposto per riconoscere le agevolazioni delle disposizioni di cui all'art. 15 DPR 601/1973, non essendo ampliate, comunque, le disponibilità economiche del soggetto originariamente accreditato...".

Chiarito ciò, la stessa Agenzia del territorio, con risoluzione n. 2/2006, ha specificato il trattamento fiscale applicabile alle annotazioni di conferma, di frazionamento e di cancellazione di un'ipoteca iscritta a garanzia di un contratto di apertura di credito in conto corrente, successivamente trasformatosi in un contratto di mutuo fondiario: dette formalità di annotazione devono essere sottoposte al trattamento tributario ordinario previsto, per ciascuna singola formalità, dalla tariffa allegata al Dlgs 31 ottobre 1990, n. 347, e che può essere così sintetizzato:

  • annotazione di conferma dell'ipoteca iscritta a garanzia di un contratto di apertura di credito in conto corrente convertito in mutuo: imposta ipotecaria in misura fissa, ai sensi dell'articolo 14 della tariffa allegata al Dlgs n. 347/1990 ("Qualunque altra annotazione non specificamente contemplata")
  • annotazione di frazionamento dell'ipoteca oggetto di conferma: imposta ipotecaria in misura fissa, ai sensi dell'articolo 14 della tariffa allegata al Dlgs n. 347/1990
  • annotazione di cancellazione dell'ipoteca oggetto di conferma: imposta ipotecaria proporzionale (0,50 per cento), ai sensi dell'articolo 13 della stessa tariffa.


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