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Attualità

Avviso di irregolarità (quasi) sempre all’intermediario

Il controllo ex articolo 36-bis, Dpr n. 600/1973, interesserà anche la verifica dei versamenti Ici, relativi a ciascun fabbricato, effettuati nell’anno precedente

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Comunicazione degli esiti di liquidazione
A partire dall’anno di imposta 1998, l'esito della liquidazione automatizzata delle dichiarazioni, effettuata ai sensi degli articoli 36-bis del Dpr 600/73, per le imposte sui redditi, e 54-bis del Dpr 633/72, per l'Iva, viene comunicato al contribuente o al sostituto d'imposta, per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali nel caso in cui, a seguito della liquidazione stessa, emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nelle dichiarazioni.
Il decreto legge 203/2005 (collegato alla Finanziaria 2006) era intervenuto nella materia in oggetto, disponendo, con l'articolo 2-bis, comma 1, lettera a, che gli avvisi di irregolarità riguardanti le dichiarazioni trasmesse telematicamente dal 1° gennaio 2006, da notificare ai contribuenti ai sensi dell'articolo 6, comma 5, della legge 212/2000 (Statuto del contribuente), venissero inoltrati, con mezzi telematici, agli intermediari abilitati che avessero trasmesso le dichiarazioni stesse, qualora in dichiarazione ne fosse stata fatta richiesta da parte del contribuente e l’intermediario stesso avesse comunicato il proprio assenso; a tale scopo, nelle dichiarazioni presentate nel 2006 per l’anno di imposta 2005, erano state previste due apposite caselle da barrare per la richiesta del contribuente e l’eventuale assenso dell’intermediario.

Il comma 62 della legge finanziaria 2007 modifica radicalmente l’articolo 2-bis del Dl n. 203/2005, disponendo che a partire dalle dichiarazioni presentate dal 1° gennaio 2006, gli avvisi di irregolarità suddetti vengano inviati comunque, con mezzi telematici, agli intermediari abilitati che abbiano disposto l’invio della dichiarazione.
Gli intermediari sono quelli individuati dall'articolo 3, comma 3, del Dpr n. 322 del 1998, e dai successivi decreti ministeriali, vale a dire:

  1. gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro
  2. i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti, tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti, o diploma di ragioneria
  3. le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori indicate nell'articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonché quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche
  4. i centri di assistenza fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati
  5. le associazioni tra professionisti, società di servizi, società degli Ordini professionali
  6. gli iscritti negli albi degli avvocati
  7. gli iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 21 gennaio 1992, n. 88
  8. gli iscritti negli albi dei dottori agronomi e dei dottori forestali, degli agrotecnici e dei periti agrari
  9. coloro che esercitano abitualmente l'attività di consulenza fiscale.

I suddetti intermediari sono tenuti a portare a conoscenza dei contribuenti interessati tempestivamente e comunque entro i termini previsti dall’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo n. 462/1997, gli esiti presenti nella comunicazione di irregolarità ricevuta.

Va sottolineato che il citato articolo 2, comma 2, del Dlgs 462/1997, dispone che l'iscrizione a ruolo non venga eseguita, in tutto o in parte, se il contribuente o il sostituto d'imposta provvede a pagare le somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Il comma 3 del novellato articolo 2-bis prevede che tale termine decorra dal sessantesimo giorno successivo a quello della trasmissione telematica della comunicazione stessa all’intermediario.

E’ comunque previsto che l’Agenzia delle entrate possa derogare dall’obbligo di comunicazione telematica all’intermediario, qualora siano riconosciute oggettive difficoltà da parte dello stesso di informare il contribuente interessato.
Nel caso in cui, invece, la dichiarazione non sia stata trasmessa da un intermediario abilitato (trasmissione telematica diretta, presentazione cartacea a banche o poste, ovvero presentazione attraverso ufficio delle Entrate), l'avviso di irregolarità deve essere inviato al contribuente stesso mediante raccomandata.

L’Ici nelle dichiarazioni dei redditi e nella successiva liquidazione
L’imposta comunale sugli immobili entra a far parte a pieno titolo delle dichiarazione dei redditi.
Con l’articolo 37, comma 55, del Dl n. 223/2006, il legislatore aveva disposto che l'imposta comunale sugli immobili potesse essere liquidata in sede di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, e versata con modello di pagamento F24 da tutti i contribuenti; precedentemente, tale possibilità era consentita solo ai contribuenti residenti in Comuni che avessero stipulato una convenzione con l’Agenzia delle entrate per la riscossione dell’imposta.

La Finanziaria 2007 recepisce quanto stabilito dal Dl n. 223/2006 prevedendo, con il comma 104, che già nelle dichiarazioni dei redditi presentate nell’anno 2007 debba essere indicato l’importo dovuto ai fini Ici per l’anno di imposta 2006.
Viene, inoltre, disposto (comma 101) che dal prossimo anno (dichiarazioni presentate nel 2008 per l’anno di imposta 2007), nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti persone fisiche e dai soggetti diversi dalle società di capitali, venga indicato l’importo dell’Ici versato per l’anno precedente. In tali dichiarazioni, dovranno essere esposti per ogni immobile i relativi dati catastali (codice del comune, foglio, sezione, particella e subalterno); gli stessi dati dovranno essere riproposti negli anni successivi solo in caso di variazione relativa anche a uno solo dei fabbricati.

Per quanto riguarda i soggetti previsti dall’articolo 73, comma 1, lettere a) e b) del Tuir (Spa, Sapa, Srl, cooperative, società di mutua assicurazione, enti pubblici e privati che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali), viene disposto, dal comma 102, che le dichiarazioni da essi presentate, in relazione al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, debbano contenere tutte le indicazioni utili ai fini Ici; gli elementi utili da indicare saranno individuati con apposito decreto emanato dal capo del dipartimento delle Politiche fiscali, di concerto con il direttore dell’Agenzia delle entrate. Anche in questo caso, i dati dovranno essere riproposti negli anni successivi solo in caso di variazione relativa anche a solo una di essi.

Infine, il comma 103 prevede che in sede di controllo delle dichiarazioni, effettuato ai sensi dell’articolo 36-bis del Dpr 600/1973, vengano verificati i versamenti Ici relativi a ciascun fabbricato effettuati nell’anno precedente; gli esiti del controllo saranno trasmessi ai Comuni competenti.

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