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Attualità

Bonus assunzioni, intreccio di benefici

La deduzione Irap è cumulabile con il credito d’imposta per l’incremento occupazionale ex legge 388/00

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Una volta verificata la sussistenza di un incremento occupazionale e individuato il numero di neoassunti agevolabili (anche nell’ipotesi di cessazioni di rapporti di lavoro che si aggiungono alle nuove assunzioni), il contribuente deve procedere al calcolo delle deduzioni potenziali confrontando, per ogni lavoratore neoassunto agevolabile, l’importo di 20.000 euro e il costo del lavoro sostenuto per lo stesso.

Con riferimento a questa fase del procedimento nell’ambito del calcolo della deduzione per incremento della base occupazionale, la circolare n. 26/E del 12 luglio chiarisce che:

  • gli accantonamenti per trattamento di fine rapporto vanno ricompresi nel costo del personale. Si tratta infatti di costi del personale che rientrano tra quelli contabilizzati nella voce B9 del conto economico
  • i contributi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro sono conteggiabili nel costo sostenuto per il dipendente neoassunto, sempre che gli stessi non vengano dedotti dalla base imponibile Irap per effetto dell’articolo 11, comma 1, lettera a), del Dlgs 446/97
  • i costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo o per i disabili possono essere considerati ai fini del calcolo della deduzione potenziale, sempre che gli stessi non vengano dedotti dalla base imponibile Irap per effetto del citato articolo 11, comma 1, lettera a), del decreto 446/97. Se il costo dei ricercatori o dei disabili eccede l’importo di 20.000 euro, fino a tale importo è possibile beneficiare della deduzione per l’incremento della base occupazionale prevista dall’articolo 11, comma 4-quater, mentre la parte eccedente può essere portata in deduzione ai sensi dell’articolo 11, lettera a), del medesimo articolo
  • l'importo "annuale" massimo della deduzione, pari a 20.000 euro, deve essere ragguagliato:
    • nell'ipotesi di dipendenti neoassunti per i quali il rapporto di lavoro si sia instaurato nel corso del periodo d'imposta e, naturalmente, non si sia interrotto prima della fine dello stesso periodo. In tal caso, il ragguaglio all'effettivo periodo di lavoro prestato nell'anno va operato tenendo conto dei giorni di calendario compresi nel periodo di durata del rapporto nell’anno
    • nell’ipotesi di dipendenti per i quali è avvenuta la trasformazione di contratti a tempo determinato (ad esempio, contratti di apprendistato o contratti di formazione e lavoro) in contratti a tempo indeterminato. Anche in questa circostanza, il ragguaglio all'effettivo periodo di lavoro nell’anno in cui rapporto è stato intrattenuto a tempo indeterminato va operato tenendo conto dei giorni di calendario compresi dal giorno della trasformazione del contratto fino alla fine del periodo d’imposta
    • nell’ipotesi di periodo d’imposta di durata superiore o inferiore a 12 mesi. In tal caso, il ragguaglio all’effettiva durata del periodo d’imposta si opera elevando o riducendo in misura proporzionale il limite stesso.

Ai fini della determinazione della deduzione per incremento occupazionale, la disposizione contenuta nell’articolo 11, comma 4-quater del decreto 446/97 impone di considerare un ulteriore parametro rispetto a quelli finora considerati (20.000 euro e costo del lavoro): si tratta dell’incremento complessivo del costo del personale risultante dal bilancio di esercizio, classificabile nell'articolo 2425, primo comma, lettera B), numeri 9) e 14), del Codice civile (si tratta di stipendi e salari, oneri sociali, trattamento di fine rapporto, oneri diversi dal personale, eccetera).
La misura della deduzione è infatti pari al minore tra i due seguenti importi:

  • il costo del lavoro effettivamente sostenuto per il predetto personale (per un importo annuale comunque non superiore a 20.000 euro per ciascun nuovo dipendente assunto)
  • l'incremento complessivo del costo del personale classificabile nell'articolo 2425, primo comma, lettera b), numeri 9) e 14), del Codice civile.

Con riferimento a quest’ultimo parametro, la circolare n. 26/E chiarisce che nell’incremento complessivo del costo complessivo del personale vanno ricompresi anche i costi del personale dipendente addetto alla ricerca e sviluppo o disabile o assunti con contratto di apprendistato (anche se deducibili in base al comma 1, lettera a, dell’articolo 11 del Dlgs 446/97). Restano invece esclusi i costi relativi a rapporti di lavoro diversi da quello dipendente, quali, ad esempio, i costi sostenuti per i lavoratori a progetto.

La circolare n. 26 del 12 luglio prende posizione anche con riferimento alla problematica della cumulabilità della deduzione “base” che spetta per i lavoratori neoassunti in tutto il territorio nazionale e che costituisce una misura generale non inquadrabile tra gli aiuti di Stato, con altre agevolazioni riconosciute a diverso titolo sui costi del lavoro dipendente.
A tal proposito, fermo restando che la “ulteriore” deduzione prevista per le aree svantaggiate ammesse alla deroga prevista dal trattato Ce non è cumulabile con altre agevolazioni o incentivi pubblici, viene previsto che il contribuente può cumulare la deduzione “base” per l’incremento della base occupazionale con il credito d’imposta previsto dall’articolo 7 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sia per la misura base che per l’ulteriore agevolazione disposta dal comma 10 del predetto articolo e rientrante nel campo di applicazione della regola de minimis. Tale credito d’imposta che, per espressa disposizione normativa non concorre alla formazione del valore della produzione rilevante ai fini dell’Irap, qualora fruito in relazione a nuove assunzioni per le quali si intende beneficiare della deduzione Irap, non deve essere portato a decremento del costo sostenuto per il dipendente.

2 – fine. La prima parte è stata pubblicata su FISCOoggi di martedì 18

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