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Attualità

Cdc e 69: comunicare e registrare si può anche in tedesco e sloveno

Dedicati ai residenti di alcune zone di confine, perché eseguano le formalità senza difficoltà di comprensione

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Versioni bilingue tedesco-italiano e sloveno-italiano anche per i modelli 69 e Cdc, aggiornati di recente sulla base dei cambiamenti del quadro normativo. Nell’ordine servono rispettivamente per chiedere la registrazione di contratti di locazione, affitto e comodato di immobili, e per comunicare i dati catastali nelle ipotesi di cessione, risoluzione e proroga dei contratti già perfezionati al 1° luglio 2010. La traduzione dei due modelli consentirà alle popolazioni di diversa madrelingua, residenti per lo più in Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia, di adempiere alle descritte formalità senza dubbi e difficoltà di comprensione. Naturalmente in tedesco e sloveno anche le relative istruzioni.
Le modifiche al modello 69 e l’introduzione del Cdc sono scaturite dalle disposizioni contenute nei commi 15 e 16 del Dl 78/2010, che hanno previsto l’obbligo, dallo scorso 1° luglio, di indicare i riferimenti catastali dei beni immobili “nazionali”, contestualmente alla richiesta di registrazione dei contratti, e chi non rispetta la nuova regola “è punito con la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento” dell’imposta di registro dovuta.
In particolare, per quanto riguarda cessioni, risoluzioni e proroghe dei contratti in essere al 1° luglio 2010, la presentazione del modello Cdc va effettuata una sola volta, a prescindere dalla tipologia dell’adempimento, per evitare più comunicazioni degli stessi dati.
Infine, si ricorda che, con il recente provvedimento del 4 marzo, sono state apportate una serie di modifiche al modello Cdc per adeguarlo alle disposizioni contenute nell’articolo 19, comma 16, del Dl 78/2010. Nel decreto è, infatti, previsto che nei territori in cui vige il sistema tavolare le regioni a statuto speciale e le province autonome adottino disposizioni volte ad assicurare il coordinamento con l’ordinamento tavolare. Tale sistema, adottato in alcune province italiane dell’estremo Nord/Nord-Est (Trieste, Gorizia, Trento e Bolzano e alcuni Comuni delle province di Udine, Vicenza, Brescia e Belluno) si differenza da quello ordinario soprattutto per le modalità di conservazione e per il diverso rilievo giuridico delle sue risultanze. Ad esempio, nel regime tavolare (o del libro fondiario) la consultazione è effettuata esclusivamente attraverso i dati dell’immobile mentre, in quello pubblicitario classico la ricerca muove dai dati anagrafici del proprietario.
Disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “modelli”, sono:
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