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Attualità

Collegato fiscale allo studio:
il direttore Maggiore in audizione

Il numero uno dell’Agenzia ha commentato nel dettaglio le nuove misure normative, fornendo al contempo un puntuale resoconto di quanto già realizzato dall’amministrazione finanziaria

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Si è svolta nel primo pomeriggio di oggi, in 6ª commissione Finanze e Tesoro della Camera dei deputati, l’audizione del direttore dell’Agenzia, sui contenuti del decreto fiscale (Dl n. 124/2019). Maggiore, in particolare, si è soffermato sui temi più risonanti del collegato alla legge di bilancio per il 2020, come quello relativo alla stretta sugli indebiti utilizzi di crediti. Temi comunque fortemente interconnessi al contrasto all’evasione e al sostegno della compliance.
Un altro importante obiettivo strategico dell’Agenzia è rappresentato dall’innalzamento della qualità dei servizi offerti alla platea dei contribuenti, intervento perseguito nel tempo attraverso le innovazioni tecnologiche. Il decreto fiscale introduce modelli tecnologici innovativi e la digitalizzazione dei pagamenti, che intervengono con modalità mirate su fenomeni di evasione di massa, difficilmente contrastabili con i mezzi tradizionali. La valorizzazione delle basi dati disponibili e l’ampliamento della capacità di analisi avanzata dei dati stessi, anche grazie ai nuovi strumenti tecnologici a disposizione (big data, machine learning, intelligenza artificiale), rendono possibile un’osservazione più tempestiva e mirata del comportamento dei contribuenti, permettendo di intervenire con modalità e tempistiche più ridotte sia sul fronte della prevenzione sia, in un’ottica di compliance, per intercettare in anticipo possibili anomalie e segnalare ai contribuenti errori/omissioni da correggere.
 
Tra le misure più importanti, analizzate dal responsabile dell’amministrazione fiscale, spiccano, come detto, quelle finalizzate a porre un freno all’abuso dell’utilizzo della compensazione. A questo proposito, considerato che il ricorso all’istituto, nel tempo, è, in un certo senso, degenerato attraverso l’uso fraudolento di crediti inesistenti, si è detto favorevole all’intervento normativo che introduce, tra l’altro, il divieto di utilizzare crediti in compensazione per i soggetti Iva ai quali è stato notificato un provvedimento di cessazione della partita o di esclusione dalla banca dati Vies, l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito per importi superiori a 5mila euro annui –  prevedendo che essi saranno fruibili in compensazione decorsi dieci giorni dalla presentazione del modello dichiarativo – e l’obbligo anche per i non titolari di partita Iva di presentare trasmettere i modelli F24 in cui sono esposte compensazioni esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. In particolare, ha osservato il direttore, il differimento dei termini per la compensazione dei crediti relativi alle imposte dirette, successivamente alla presentazione della dichiarazione fiscale (dei redditi o dell’Irap) da cui risultano, in analogia con quanto già avviene per l’Iva, consentirà un più puntuale monitoraggio della condotta dei contribuenti e un’azione repentina per bloccare le violazioni riscontrate. Il direttore ha ricordato, inoltre, che già a partire dal mese di maggio sarà possibile trasmettere le dichiarazioni dei redditi e pertanto, a partire da giugno, utilizzare in compensazione i crediti relativi alle imposte dirette. Inoltre, a regime, la norma attribuirà all’amministrazione finanziaria un significativo strumento per il riscontro tempestivo degli illeciti e non, invece, a distanza di tempo.
 
Sulle disposizioni dirette a prevenire e contrastare le frodi in materia di carburanti, il collegato fiscale dispone, per gli acquisti intracomunitari, una deroga al versamento anticipato dell’Iva solo quando coesistono specifici criteri di affidabilità e viene prestata idonea garanzia (l’obbligo scatta in ogni caso se la capacità di stoccaggio del deposito è inferiore a 3mila metri cubi) e una limitazione all’utilizzo delle dichiarazioni d’intento per tutte le cessioni e importazioni di benzina e gasolio per autotrazione, con qualche eccezione per il “gasolio commerciale”.
Infine, sempre sull’argomento carburanti, Maggiore ricorda l’obbligo di informare l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e la Guardia di finanza sui transiti degli automezzi utilizzabili per il trasporto dei prodotti energetici da parte delle società concessionarie di autostrade e trafori.
 
Testo integrale dell’audizione

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